Presentato alla stampa il decreto attuativo dell’oleoturismo. Era il 2017 quando veniva varata la legge che definiva la disciplina inerente all’enoturismo. Tre anni dopo, con la Legge di Bilancio 2020, anche l’oleoturismo ha una sua precisa definizione che lo equipara al mondo del vino.

Una normativa importante per l’intero settore, non soltanto perché offre ai produttori olivicoli l’opportunità di godere degli stessi incentivi di cui usufruiscono i colleghi del comparto enoico, ma soprattutto in quanto pone l’universo olio al centro di un palcoscenico, quello del turismo enogastronomico, che da anni rappresenta un asset fondamentale per il Made in Italy.

Un risultato storico che molto deve al lavoro incessante del Senatore Dario Stefàno da sempre attentissimo ai temi legati all’agroalimentare del nostro Paese.

E in questa fase, così come in tutta l’operazione, un ruolo determinante è quello ricoperto dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio, realtà che grazie alla sua rete capillare è in grado di garantire un’operatività capace di portare al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Un percorso che, ovviamente, prevede una sinergia anche con il mondo del vino proprio al fine di garantire un pacchetto attrattivo per i milioni di turisti che vedono nell’Italia la meta ideale per percorsi all’insegna del gusto e della scoperta di prodotti di qualità.

Importanti, nel corso dell’incontro, anche le testimonianze di chi già da tempo lavora alla promozione e alla cultura dell’extravergine.

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