Tenuta di Artimino: charme che cattura i cinque sensi

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“Ci sono luoghi speciali in cui arte, natura e cultura si intrecciano per regalare emozioni uniche”.

Frase fatta? Confezionata per “brillare” su carta patinata? Niente affatto.

Villa La Ferdinanda

Provi emozioni a non finire da subito; quando varchi il cancello e ti trovi di fronte la Villa Medicea La Ferdinanda di Artimino nella sua elegante bellezza, magnificenzaE pensare che sono arrivato fin qui per assaggiare solo vino.

“Scrigno di tesori di rara bellezza e charme che cattura i cinque sensi”.

Lo sguardo: resti ammaliato non solo dall’imponenza della Villa ma anche dal panorama  che la circonda quasi a sfidare l’orizzonte. La Villa dai Cento Camini per i numerosi fumaioli che sporgono dalla sommità dell’edificio rendendola unica e tutt’intorno l’apertura della vista sui colli e vigneti di Montalbano.

Villa La Ferdinanda, parte dei 100 camini

L’olfatto: godere di un respiro dell’aria più pura e in primavera i profumi del giardino quasi inebrianti.

L’udito: pace assoluta rotta solo dalla melodica musica della natura.

Il tatto: l’esperienza del toccare con mano.

Il palato: nel piccolo museo delle tradizioni e sapori regionali la Chef Michela Bottasso accoglie i visitatori nello storico locale “Biagio Pignatta” (adiacente la villa) dove il momento del pasto si trasforma in un’esperienza sensoriale delle ricette di queste terre.

Arrivare fin qui per la classica visita vitivinicola aziendale e trovarmi immerso in così tanta eleganza e armonia.

Il Vino

Tenuta di Artimino, da sempre, è uno dei riferimenti più quotati nell’area chiantigiana del Carmignano Docg e Chianti Montalbano Docg. Terreni ricchi e adatti all’allevamento del Sangiovese , Colorino, Canaiolo, Trebbiano, Malvasia, Aleatico, San Colombano (detto anche Verbea) e altri vitigni ormai autoctoni per queste terre, vista la loro presenza da centinaia d’anni, come il Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Petit Verdot, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Riesling.

Tenuta Artimino. Le vigne

Alessandro Matteoli, agronomo responsabile tecnico, con un fuoristrada mi porta a calpestare le vigne per farmi capire le tecniche di allevamento dei vitigni, il loro posizionamento e la filosofia di produzione delle uve.

Agricoltura biologica? È Alessandro che risponde: ”Il vino si fa prima di tutto in vigna, intervenendo il meno possibile nel vigneto, non applicando il diserbo chimico. Scelte prima ancora etiche. Agricoltura sostenibile e mirata al di là di carte e scartoffie: la vera filosofia produttiva fatta propria dalla Tenuta di Artimino”. Musica per le mie orecchie.

Stefano Oliarca, capo cantiniere a rappresentare l’enologo Filippo Paoletti. Gli esperti che seguono i vari percorsi dopo la raccolta dell’uva. Accompagnare la gestazione e nascita del vino verso la maturità aiutandolo ad esprimersi e a raccontare la sua tipicità.

Numeri. 723 ettari di cui 80 vitati. 2.500 mq di cantina. Produzione di due Docg (le già citate Carmignano e Chianti Montalbano) e ben 5 Doc (Barco reale, Barco Reale Rosato, Vin Santo di Carmignano, Vin Santo Occhio di Pernice e Vin Santo del Chianti).

1596. Non un numero a caso. Èuna data importante perché racchiude storia, territorio e filosofia di qualità.

Storia perché è la data di costruzione della villa La Ferdinanda.

Territorio perché è da quella data che ritroviamo scritti di organizzazione territoriale per la produzione vinicola e non solo.

Filosofia di qualità come progetto racchiuso in questa data inizio dell’avventura.

Progetto 1596, ovvero bottiglie dedicate dove ogni vino racconta una storia.

Gli Assaggi

Ser Biagio 2018, Blend di Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot.

Note aziendali: ZONA DI PRODUZIONE: Carmignano (PO) ALTITUDINE MEDIA: 130 m s.l.m TIPOLOGIA DI TERRENO: Limoso-sabbioso, con buona percentuale di argilla SISTEMA DI ALLEVAMENTO: Guyot nei vigneti più vecchi, cordone speronato negli altri. Le uve vengono fermentate in vasche di acciaio inox alla temperatura di 22 °C per un periodo di 14/16 giorni con follature giornaliere e delestage. Alla svinatura segue un elevàge sulle fecce di circa 2 mesi. Dopo l’imbottigliamento il vino matura per 3 mesi in bottiglia.

I vini assaggiati

Le mie considerazioni: Manto rubino violaceo. Olfatto ricolmo di sentori di frutti di bosco. Al palato gustoso e allo stesso tempo possente con giusta sapidità. Durevole persistenza. Ottimo, voto 88/100

Poggilarca 2015, Blend di Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot.

Note aziendali: ZONA DI PRODUZIONE: Carmignano (PO). ALTITUDINE MEDIA: 130 m s.l.m. TIPOLOGIA DI TERRENO: Limoso-sabbioso, con buona percentuale di argilla. SISTEMA DI ALLEVAMENTO: Guyot nei vigneti più vecchi, cordone speronato negli altri.

Le uve vengono fermentate in vasche di acciaio inox alla temperatura di 24 °C per un periodo di 18/20 giorni con follature giornaliere e delestage. Segue un affinamento di 10 mesi in botti di rovere di Slavonia da 30 e 50 Hl per il metà della massa e barriques di secondo passaggio per l’altra metà. All’imbottigliamento segue un ulteriore periodo di 4 mesi in bottiglia.

Le mie considerazioni: Cuore rubino. Bella intensità e complessità olfattiva con successioni dai secondari fruttati ai terziari speziati con note boisé velate. Al palato caldo e seducente, sintesi di freschezza e sapidità coerenti. Ottimo, voto 89/100

Iris 2015, blend al 50% tra Cabernet Sauvignon e Merlot.

Note aziendali: ZONA DI PRODUZIONE: Toscana. Prodotto con le migliori uve, viene affinato sei mesi in tini di acciaio e almeno 36 mesi in Allier. Barrique per il Cabernet e tonneau per il Merlot.

Le mie considerazioni: Rubino intenso. Al naso sfilano i fruttati che lasciano il posto agli speziati con sfumature minerali. Bene il legno non invadente. Al palato setoso e ed elegante con un tannino “garbato”. Eccellente, voto 91/100

Grumarello 2013, blend Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah.

Note aziendali: ZONA DI PRODUZIONE: Carmignano (PO). ALTITUDINE MEDIA: 110 m s.l.m. TIPOLOGIA DI TERRENO: Limoso-sabbioso, con buona percentuale di argilla. SISTEMA DI ALLEVAMENTO: Guyot nei vigneti più vecchi, cordone speronato negli altri.  Le uve a perfetta maturazione fenolica raccolte e selezionate a mano vengono fermentate in vasche di acciaio inox alla temperatura di 25/26 °C.

Il tempo totale di macerazione sulle bucce è di almeno 21 giorni con follature giornaliere e delestage. L’affinamento avviene in botti di rovere di Slavonia da 30 e 50 Hl per 24 mesi a cui segue un ulteriore periodo di 12 mesi in bottiglia.

Le mie considerazioni: Rubino scarico, olfatto fruttato di sottobosco e floreale maturo. Eleganti note speziate con finale boisé. Al palato buon equilibrio con tannino presente ma gradevole. Eccellente, voto 90/100

Inoltre ho assaggiato:

Artumes 2018  Bianco di Toscana I.gt. Trebbiano, Chardonnay, Riesling e Sauvignon blanc. Buono, voto 87/100

Vin Ruspo 2018 Barco Reale Rosato Doc. Sangiovese 70%, Cabernet Sauvignon e Merlot. Buono, voto 87/100

Chianti Montalbano 2017 Chianti Docg. Sangiovese, Canaiolo e Colorino. Ottimo, 88/100

Una azienda delle dimensioni della Tenuta di Artimino deve avere necessariamente una mente, un volto, un cuore che deve essere allo stesso tempo abile timoniere.

Annabella Pascale, Donna del Vino, oltre a ricoprire l’incarico di Amministratore Delegato (oggi identificato con CEO, Chief Executive Officer), racchiude in se stessa tutti questi attributi che vanno oltre la sua formazione imprenditoriale. Sono la quintessenza di una appassionata di vino. Chapeau!

Urano Cupisti

 

Tenuta di Artimino

Via Papa Giovanni XXIII, 1

Artimino (Po)

Tel  055 875141o

info@ artimino.com

www.artimino.com