Château Clarence Dillon. Équilibre, Élégance, Complexité

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Chateau Dillon

Vinexpo, Bordeaux giugno 2017. Come tutte le mattine, arrivato alla manifestazione, mi recavo in sala stampa per organizzare la giornata. Quel mattino, nella mia personale “cassettina” trovai un invito ad assaggiare particolari vini della Clarence Dillon Wines. Niente di particolare se non fosse stato un “dettaglio” della brochure ad attirare l’attenzione: Inspiré par HAUT-BRION. Subito la curiosità prese il sopravvento.

Château Haut-Brion, Château La Mission Haut-Brion, nelle Graves; Château Quintus nel Saint-Émilion; il Domaine Clarence Dillon e il successivo Clarence Dillon Wine. Tutte tappe iniziate nel 1935 dall’eminente finanziere americano, Mister Clarence Dillon, che acquisì il leggendario Château Haut-Brion e proseguite dal nipote principe Roberto di Lussemburgo che, apportando  le sue geniali idee,  aprì il nuovo e attuale capitolo nella storia della Famiglia Dillon a Bordeaux.

Tutto questo ritornò alla mente in quel mattino, occasione unica per toccare da vicino la “leggenda”.

Assaggio a Château Dillon

Lo stand di quelli sobri, stile bordolese. Grandi foto-pannello con vigneti a perdita d’occhio, la foto aerea dello Château, la foto-dipinto anni ’30 raffigurante Mister Clarence giovane.

Mi fecero accomodare di fronte a sei calici pronti per accogliere tre rossi, un bianco, un rosé e un AmberWine (vendemmia tardiva):  tutti dell’ultima linea nata di recente:  la Clarendelle, dedicata al fondatore.

“Tutti i nostri vini Clarendelle sono ispirati da Château Haut-Brion. I metodi di assemblaggio, vinificazione, affinamento seguono i ritmi dei grandi bordolesi. Le uve provengono dal Péssac-Léognan, Haut-Medoc e Saint-Émilion e vogliono esprimere l’eredità lasciata da Mister Clarence”. A parlare la responsabile dell’accoglienza che mi seguì durante gli assaggi.

“Vede,  noi viviamo ancora nella leggenda, quando Monsieur Clarence ( da notare che da questo momento in poi Mister sparì, solo Monsieur), costretto dal maltempo a un’improvvisa sosta a Haut-Brion, correva l’anno 1935, decise di acquistare lo Château per viverci stabilmente”. L’amore a prima vista.

Credo alle leggende anche se, in questo caso, la storia racconta dell’acquisto della proprietà con annessi i vigneti a seguito della grave situazione finanziaria in cui versava lo Château.  Forse il “fascino delle Graves” aiutò Mister Monsieur Clarence Dillon all’investimento.

Ogni miglioramento apportato è sempre stato dettato dall’amare per la perfezione.È grazie a questi miglioramenti e innovazioni, nonché agli uomini e donne che li hanno messi in pratica che “Clarence Dillon Wines è riuscito a rimanere degno delle sue nobili eredità”.

Gli assaggi

Clarendelle Médoc  2014. Prima annata di produzione per questo uvaggio bordolese composto dal 65% Merlot e 35% Cabernet Sauvignon. Affascinante amalgama di spunti floreali e speziature. Tannini compatti. Eccellente, voto 91/100

Clarendelle Saint-Émilion 2014. Merlot 77%, Cabernet Sauvignon  16% Cabernet Franc 7%. Vino elegante. A colpire soprattutto  la finezza dei tannini. Eccellente, voto 93/100

Clarendelle

Clarendelle 2013. Merlot 73%, Cabernet Sauvignon 14%, Cabernet Franca 13%. Non tradisce le aspettative: armonia e eleganza. Fascino da vendere. Eccellente, voto 90/100

Clarendelle Blanc 2016. Semillon 47%, Cabernet Sauvignon  42%, muscadelle 11%. Versione con bella finezza ed eleganza. Accattivante. Eccellente, voto 90/100

Clarendelle Rosé 2016. Merlot 67%, Cabernet Franc 33%. Naso con effusioni floreali soavi. Al palato molta freschezza  sorretta da eleganza. Il colore rosa pallido attrbuisce  raffinatezza. Ottimo voto 89/100

Clarendelle Amberwine 2012. 80% Sémillon, 20% Muscadelle. Vitigni nella zona di Monbazillac. Meravigliosa complessità del bouquet. Il vino pieno e generoso al palato. Con un lato piccante, mentolato, così come i gusti di pesca bianca e albicocca. Il 2012 è stata una buona annata a Monbazillac grazie alla discreta acidità e alla dolcezza eccezionale. Eccellente, voto 91/100

Vini Clarendelle della proprità (Domaine) Clarence Dillon, provenienti dai diversi “castelli” (Château). Simbolo di raffinatezza e tradizione, ispirati dal sistema di  produzione dello Château Haut-Brion sono risultati il complemento perfetto dei grandi vini bordolesi condividendo lo stesso stile: Equilibrio, Eleganza, Complessità.  Chapeau!!!

Urano Cupisti

 

Clarence Dillon Wines

Rue Avison, 3

Talence (Bordeaux)

Tel: +33 556 010010

cdw@clarencedillonwines.com

www.clarendelle.com