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Settant’anni di servizio al Pastificio per Valentino Felicetti

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Valentino Felicetti

Classe 1935, padre dell’attuale Ceo Riccardo Felicetti, da sette decenni è operativo nell’azienda trentina che ha saputo conquistare i mercati italiani e internazionali.

Se più volte, attraverso queste pagine abbiamo avuto modo di sottolineare che la storia del Pastificio Felicetti di Predazzo (TN) ha passato abbondantemente i cento anni, ci siamo dimenticati di sottolineare che l’attuale presidente Valentino Felicetti, padre del Ceo Riccardo, ha conquistato decine di anni di servizio in azienda.

E saranno settanta a metà giugno per la precisione.

La storia

Classe 1935, Valentino Felicetti è ancora oggi la colonna portante del pastificio. È colui che ha vissuto e vive tutte le dinamiche aziendali, le difficoltà e i successi. In una recente pubblicazione viene definito anche il Grande Saggio o la guida spirituale.

Un nome di battesimo, Valentino, che come tradizione vuole fu ripreso dal nonno che, nel 1908 e per 30.500 corone, divenne pastaio dando vita così a quella che oggi è una delle aziende, a livello nazionale e internazionale, più dinamiche e saldamente ancorate al concetto di “qualità”.

Valentino Felicetti è colui che può raccontare come il pastificio abbia affrontato la seconda guerra mondiale, di come abbia saputo rinascere dopo il grande incendio del 1945, di come fu il suo primo giorno di lavoro a soli 14 anni nel giugno del 1949, di come seppe affiancare il padre Emilio non solo nella produzione, ma anche nelle questioni di gestione e sviluppo, di come seppe superare, affiancato dalla famiglia, le tante difficoltà e marcare nella memoria i tanti, piccoli o grandi, traguardi conquistati.

Gli anni Settanta vedono così Valentino Felicetti sul ponte di comando del pastificio, che allora era nelle mani di sette soci. Sono sempre quegli anni che coincidono con i primi veri ampliamenti dei reparti produttivi. E Valentino è chiamato, giustamente, in causa per ogni decisione che ha sempre saputo affrontare con grande caparbietà e razionalità.

Le scelte dei decenni successivi e l’introduzione in azienda delle nuove generazioni hanno portato oggi il Pastificio Felicetti a divenire una struttura con 72 dipendenti, un fatturato che supera i 40 milioni di euro e un export che viaggia ormai attorno al 70%.

Lo scorso anno inoltre il Pastificio Felicetti, ed anche in questo caso Valentino ha saputo guidare il board nella scelta, ha aperto le porte del suo azionariato alla holding ISA (Istituto Atesino di Sviluppo) per continuare a crescere e sostenere l’investimento di circa 28 milioni di euro per la realizzazione del nuovo stabilimento produttivo di Molina di Fiemme (TN) che sarà operativo, affiancando quello di Predazzo, dal 2021.

Una storia, quella del “Pastificio Felicetti”, il cui inizio risale a più di cento anni fa.

Una storia che ha attraversato quattro generazioni, superando guerre e crisi, e un sogno, quello di “nonno” Valentino che è stato sicuramente esaudito. Sono questi i primi due ingredienti di quello che è oggi il Pastificio Felicetti.

A questi, dal 1908 ad oggi, si sono aggiunti il coraggio, la voglia di fare solo cose ben fatte, l’umiltà di imparare sempre, la fiducia che trae spunto dall’avere una visione chiara e la saggezza del sapersi aprire a nuove sfide. Teatro di questa bella storia è Predazzo, nel cuore delle Dolomiti, in Trentino. Ancora oggi qui si produce con gli stessi ingredienti e senza perdere di vista l’obiettivo principale: creare un prodotto buono e sano senza mai accontentarsi.

Le materie prime

Obiettivo che si raggiunge anche partendo dalle materie prime, che vanno scelte accuratamente. Semola di grano duro, integrale e biologica, sfarinati di Kamut® e farro, sono rigorosamente ricercate tra i produttori che condividono con Felicetti l’obiettivo della più alta qualità. A queste si uniscono l’acqua di sorgente purissima e l’aria pulita: uniche perché dono delle Dolomiti.

Un dono che per l’azienda è anche un impegno ad agire nel pieno rispetto dell’ambiente e con un programma di ampio respiro nei confronti del biologico. Il Pastificio Felicetti si pone infatti costantemente l’obiettivo di tutelare le risorse naturali, favorire la biodiversità, rispettare l’equilibrio degli ecosistemi e salvaguardare l’ambiente.

Ma non solo: l’insieme di pratiche controllate e certificate, la ricerca di metodi di coltivazione coerenti con la filosofia dell’azienda, l’esclusione totale di prodotti chimici applicati all’agricoltura o alla conservazione del grano e il blocco dello sfruttamento intensivo dei terreni sono prerogative della produzione di Felicetti e in particolar modo della linea Monograno.

“Monograno Felicetti”

Il brand Monograno Felicetti nasce nel 2004 su intuizione del Pastificio Felicetti con l’obiettivo di creare un prodotto buono e sano che sapesse soddisfare le esigenze di tutti i professionisti del settore ristorazione e dei cultori del cibo. Il tutto con una visione sempre più consapevole e sensibile ai temi di etica ambientale.

Questi concetti spesso hanno condotto, anche grazie alla sperimentazione di chef geniali, alla rottura degli schemi che relegavano i piatti di pasta a qualcosa di estremamente tradizionale.

Quattro le linee di Monograno Felicetti proposte: Matt, tenace e ricca varietà di grano duro proveniente dai campi della Puglia, Kamut® Khorasan, antenato dei grani moderni con antiche origini in Medio Oriente e oggi prodotto in Canada, Farro, utilizzato dai Celti, Egizi e Etruschi e oggi coltivato da agricoltori umbri e toscani, e Il Cappelli, ricco di proteine di qualità e ottenuto da coltivazioni tra la Puglia e la Basilicata.

A cura di Ezio Zigliani