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Santa Sofia: storie di Valpolicella

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La villa palladiana

L’azienda Santa Sofia si trova in un bellissimo sito, nella Valpolicella più ad ovest.

“Cosa racconta un cuore che batte? Le stagioni di un nome che raccoglie e tramanda”.  Si parte da qui per descrivere, raccontare e perché no, tratteggiare due secoli racchiusi in un marchio.

La Valpolicella non è tutta uguale. Sbaglia chi la considera un tutt’uno, con un esclusivo unico terroir.

È l’insieme di molteplici aspetti geografici legati alle valli che la compongono, che si sviluppano da nord a sud. Ben 13 valli con i loro terreni diversi, con idroclimi diversi.

Le accomuna i vitigni autoctoni che si trovano solo qui: Corvina, Corvinone, Rondinella e, in quantità minore, Molinara, Dindarella e Oseleta.

Santa Sofia si trova nella valle vocata di San Pietro in Cariano, quella più gardesana (se mi è permesso di coniare questa identità). Intendendo dire che sia i venti che l’idroclima trovano riscontro con il vicino Lago di Garda.

Che Storia serviamo?

Fondata nel 1811 ha la sua storia racchiusa nella gentilizia Villa realizzata da Andrea Palladio vicino allo storico vigneto di sempre: il Montegradella.

Nel 1967 l’acquisizione da parte della famiglia Begnoni, attuale proprietaria.

“Qui la terra è generosa: raccoglie l’eredità, antichissima e preziosa, di formazioni calcareo-dolomitiche, di basalti, di materiali morenici e fluviali di origine vulcanica, che rendono il suolo unico e fertile, arricchito dagli abbondanti corsi d’acqua che scorrono nelle vene del suolo”

Splendida e preziosa descrizione rilevata da una raffinata e ben compilata brochure aziendale. Descrizione coincisa dei terreni di San Pietro in Cariano e del suolo unico e fertile.

La Cantina racconta: dove ci porta la nostra vocazione?

Verso l’eccellenza. Qui dove cielo e terra si amano da sempre.

I vini assaggiati

“C’era una volta ciò che c’è ancora. Gli anni passano, i gusti cambiano, le mode nascono, sfioriscono, muoiono. La voglia di identificarsi e di immergersi in storie con radici profonde resta, e resta forte e solida”.

È un pensiero profondo che non può che farci riflettere. È il messaggio contenuto in ogni bottiglia di vino dell’azienda Santa Sofia. Già il vino.

Ho assaggiato l’Anteprima Amarone vendemmia 2015 da un campione di botte durante l’evento Anteprima Amarone ’15 svoltosi a Verona nel primo weekend di febbraio 2019 e l’ho classificato da subito meritevole di 5 stelle (l’eccellenza). Se pur in costruzione (ma i cavalli di razza si vedono quando ancora sono puledri) l’olfatto è stato intenso, complesso e palpitante con una girandola di profumi secondari e terziari, quest’ultimi ancora in evoluzione, sorprendenti. Il sorso avviato verso l’armonia con tannini di fine caratura. Chapeau.

Al banco del produttore, sempre durante l’evento veronese,  l’assaggio del più maturo Amarone Docg Classico 2013. Perfetto nelle sue linee sensoriali. Corvina, Corvinone e Rondinella con un appassimento di circa 120 giorni. 36 mesi di maturazione in botti di Slavonia ed ulteriore affinamento in bottiglia per 12 mesi. Titolo alcolometrico volumico nella norma dei grandi amaroni: 15,5%.

Granato impenetrabile, Intenso e profondo all’olfatto. Perfetta fusione dei tannini con la massa alcolica. Beva sorprendentemente leggiadra accompagnata da una attesa vena fresco-sapida. Eccellente, voto 93/100

Durante l’Anteprima

Non mi resta che uscire dalla brochure e  andare a calpestare le vigne in quel di San Pietro in Cariano, là dove, in fondo alla strada, alcune botti e una porticina sotto la grande insegna in ferro battuto ti ricorda che sei arrivato: Cantine Santa Sofia. Chapeau!

 Urano Cupisti

Assaggi effettuati durante l’Anteprima Amarone vendemmia 2015. Verona, 2 febbraio 2019

 

Santa Sofia

Via Ca’ Dedè 61

Fraz. Pedemonte di Valpolicella

San Pietro in Cariano (Vr)

Tel:  045 7701074

info@santasofia.com

www.santasofia.com