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A scuola dal Prof. Pierpaolo Penco: fare vino non basta

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Prof. Pierpaolo Penco

Fare vino non basta! Quanto si sono domandati i sette vignerons pisani all’indomani della costituzione del Consorzio “Terre di Toscana”.

Non è sufficiente tutelare il proprio lavoro, le aziende, il territorio, il terroir ma, nel mondo globalizzato in cui viviamo, è necessario fare gruppo e comunicare.

Partire con il piede giusto. Il primo passo del neonato Consorzio Terre di Pisa è stato il domandare a se stesso chi siamo, cosa facciamo, come proporci al mondo.

Semplice rispondere ai primi due quesiti. Più complicato e complesso rispondere al terzo.

Questa la motivazione che ha portato il Consorzio, con l’ausilio e il sostegno della Camera di Commercio di Pisa, ad organizzare un Workshop dal titolo “Driving Future Value in Wine”.

A condurlo è stato chiamato il Prof. Pierpaolo Penco, Country Manager Italy di Wine Intelligence, Studio Internazionale a livello mondiale specializzato su indagini di mercato e marketing. Già collaboratore di Terre di Pisa Doc per lo studio della Denominazione, i suoi valori, territori, terroir ed efficacia delle e nelle scelte.

A scuola dal Prof. Pierpaolo Penco

Tre ore intense di slide, grafici, spiegati con termini semplici per capire, sulla base di recentissime statistiche, l’evoluzione commerciale del Vino, quali mercati affrontare e come affrontarli, strategie nuove e preparazione a scelte mirate.

“Cambiamento dell’impatto dei fattori economici, cambiamento dei fattori demografici, sempre più connessi, crescita dell’impegno etico, focus sulla salute e lo stare bene”. Alcuni dei temi trattati per essere coscienti di chi hanno di fronte i produttori, con chi confrontarsi.

Interessante la connessione internet. Dagli ultimi dati in Cina il 48% di chi compra vino lo fa tramite internet mentre negli Stati Uniti il dato non supera il 18%. Ciò vuol dire che un’azienda può ancora continuare a fare promozione tradizionale, servendosi degli importatori, sul mercato americano mentre deve cambiare strategia per quello cinese affidandosi alle piattaforme digitali per farsi conoscere.

Lo sapevate che gli acquisti online di vino nel mondo per il 43% vengono fatti quando uno è a letto e per il 20% nel bagno? C’è una logica in tutto questo. Perché nella vita frenetica di oggi sono i due momenti maggiormente rilassanti e, nel caso del bagno, dove la privacy è totale.

Lo sapevate che il mercato del vino in lattina, di facile e veloce consumo, è in crescita vertiginosa? Anche qui la logica, supportata dalle indagini di mercato. Perché alla popolazione giovanile piace la “lattina”, è comoda per trasportarla e pronta per essere usata in qualsiasi momento della giornata.
E non parliamo della crescente voglia di vino biologico, biodinamico, vegano. Il valore del riferimento in etichetta, l’impatto visivo che porta alla scelta.

Altro tema affrontato quello dei vini classificati da Wine Intelligence come Vini SOLA.

SOLA sta per Susteinable, Orange, Low-alcohol, Alternative.

Come indagine di mercato si apre veramente un mondo e soprattutto la possibilità di capire e scegliere le opportunità legate ai singoli mercati nazionali.

Nord Europa con la Scandinavia in pole position per il sistema distributivo statale degli alcolici e superalcolici. Maggiore attenzione ai prodotti cosiddetti “naturali” per un minor impatto sulla spesa sanitaria.

Alla conclusione di qualsiasi seminario c’è sempre la domanda: “Cosa aspettarsi nell’immediato futuro?”.

Secondo gli studi di Wine Intelligence il 2019 sarà l’anno in cui, un grande produttore mondiale lancerà il vino alla cannabis.

Canopy Growth sta studiando come incorporare la cannabis nei cocktail e produrre una birra infusa con la cannabis.

Siete scettici? Parola di Wine Intelligence che, credetemi, nelle previsoini di consumo nei mercati “c’acchiappa”.

Urano Cupisti