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Castello di Potentino

Una storia infinita
Castello di Potentino

Sotto: insieme a Charlotte

Storia infinita, inesauribile, oltre il confine del suo territorio. Attrazione e fascino circondano il Castello di Potentino.

Helga Guiness, la nonnina che arrivò in Maremma a seguito di un interessamento di una enigmatica signora incontrata in Grecia, l’acquisto del Castello di Montepò ristrutturato e ceduto poi a Biondi-Santi ed infine, nel 2000,  l’acquisizione del Castello di Potentino appena fuori  Seggiano, ai piedi dell’Amiata.

L’inizio della Storia vitivinicola del XXI secolo.

Charlotte Horton, meglio conosciuta come Lady di Potentino, mi accoglie nel suo maniero che domina la vallata della Doc Montecucco.

Inevitabile il racconto del perché si trova da queste parti, degli intrecci, conoscenze, amicizie, legami con personaggi importanti inglesi. Inevitabile l’accorgersi di trovarsi in ambienti  ricchi di charme, grazia, seduzione. Capire da subito il perché i suoi vini possiedono attrazione e incanto ad ogni sorso.

Seduto insieme a Charlotte  nella sala adibita alla degustazione, che riflette quello stile inglese dal gusto raffinato per “le cose belle”, pronto a “scoprire” i segreti dei vini del Castello di Potentino.

“I vigneti del Castello di Potentino sono situati sulle pendici del Monte Amiata che tutti sanno essere un vulcano spento. Terra vulcanica ricca di minerali che permette la produzione di vini particolarmente sapidi e fini. Il nostro primo vino? Sacromonte in onore alla sacra montagna degli Etruschi”.

Tutto ha una logicità.

“ I terreni della nostra proprietà si trovano in una valle riparata e grazie al microclima molto particolare, direi unico, si ha un interrotto accumulo di micro-vita e lieviti. Infine la vita animale (animali selvatici, uccelli, insetti) insieme alla vita vegetale (alberi da frutto, bosco e oliveti) a creare un ecosistema sano e vigoroso: il tesoro della conca d’oro ai piedi del Castello”.

La scoperta del segreto.

“A differenza di altre zone poste sulle pendici dell’Amiata, la nostra conca d’oro è simile ad un serbatoio, un crogiolo dove la materia vulcanica si è raccolta, non lavata via. Questo ha permesso di avere terreni misti (scisti marnose, calcite e quarzo su di un letto di argilla) dove poter coltivare tre delle varietà più sensibili: Pinot Nero, Sangiovese ed Alicante”.

Vini: pietre e gioielli.

“ Approccio morbido e naturale. Fermentazioni, pressature, invecchiamento, bassi livelli di solfiti, traduzione nei vini che risultano eleganti, minerali, strutturati. Puliti e precisi. Per questo ho scelto i loro nomi in relazione a pietre, direi gioielli,  che si trovano da queste parti”.

Piropo (Pinot Nero): raro tipo di granato che ha una tonalità viola e fu usato come metafora poetica per il vino toscano dagli scrittori del Rinascimento.

Balaxus (Alicante): nome di un rosso rubino intenso e profondo, molto apprezzato dagli antichi.

Jaspidem (vino rosato da sangiovese): termine latino per la pietra Jasper. Il suo colore varia dal verde brillante al rosso o al rosa sabbia. È una delle più antiche pietre preziose conosciute e considerata come simbolo della terra.

Lyncurio (Pinot Nero vinificato in bianco): pietra della lince, una pietra curativa mitologica, il colore dell'ambra pallido fortemente associato al dio del vino, Bacco.

Ma i vini?

Lyncurio 2014. Pinot Nero vinificato in bianco. Percorso tutto in acciaio. Colore tendente al ramato.  Semplice e godibile dove il frutto e la sapidità sono alleati nella beva. Ottimo, voto 88/100

Jaspidem 2014. Rosato da uve sangiovese ottenuto con il metodo del salasso. Un Rosé che mi ha portato alla memoria il Rosè des  Riceys di Morel. Molto particolare. Rinfrescante leggerezza floreale tutta sapidità e contrasto. Ottimo, voto 88/100

Sacromonte 2013. Sangiovese 100%. Trama tannica serrata per una coinvolgente dinamica gustativa. Ottimo, voto 88/100.
Balaxus 2012. Alicante Bouchet affinato in botti grandi per tre anni. Austero e vigoroso. Al palato è profondo, equilibrato, infinito. Ottimo, voto 89/100
Piropo 2013. Pinot Noir 100%. Vale la pena arrivare al Castello di Potentino per assaggiarlo ammirando il contesto naturale della vigna di provenienza. Grand Cru inteso come apice di eleganza e raffinatezza. Purezza e precisione: vino di alta classe. Eccellente, voto 94/100.
Winemaker’s Release 2010. Il sangiovese di Charlotte. Il suo “sangiovese”. Tre anni in botti di 50 hl e 36 mesi in bottiglia. Il sangiovese di questa versione rappresenta il terroir: terreni argillosi bruni alleati nella complessità, tratti con soluzione di continuità. Ricco nel corredo aromatico, espressivo e slanciato, potente e lungo: sangiovese seduttivo. Eccellente, voto 93/100

Castello di Potentino, se non ci vai non riesci a cogliere l’essenza dei suoi vini. Chapeau!

Urano Cupisti


Castello del Potentino

58038 Seggiano (Gr)

Tel: 0564 950014

www.potentino.com

mail@potentino.com

 

 


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