Enoturismo sostenibile. Ne parliamo con l’on. Mirko Bilò

0
381

Esercizio dell’attività enoturistica nelle Marche. Intervista all’On. Mirko Bilò.

Il vino buono c’insegna molto su di noi. Fare vino è un privilegio, significa coltivare e produrre. E noi che ne scriviamo le gesta, accompagnando ogni riga, sapendo che ne siamo responsabili, agiamo su strati di vitalità.

Per proseguire nel lungo cammino ed esaltare le bellezze di un territorio, valorizzandone le eccellenze, c’è bisogno di interventi legislativi non solo di supporto ma di regolamentazione tra le diverse anime che compongono quello che gli inglesi chiamano brand: l’offerta turistica per un enoturismo sostenibile al passo dei tempi che viviamo, rispondente alla sempre maggiore richiesta che registriamo ogni giorno.

Di questo ne ho parlato recentemente con l’On. Mirko Bilò che oltre essere un collega  è persona impegnata politicamente, facente parte della maggioranza che governa attualmente la Regione Marche.

Convinto assertore che l’enoturismo sia uno dei settori chiave per la ripartenza dell’economia a livello nazionale, proprio nelle sue Marche è stato protagonista della “Deliberazione Legislativa n. 44” approvata dall’Assemblea Regionale nella seduta del 9 novembre ultimo scorso.

La Regione Marche vitivinovinicola

Mirko, che ruolo svolge l’enoturismo in quel modello di sviluppo ecosostenibile che la Giunta Regionale della tua Regione si è dato come obiettivo da valorizzare?

L’enoturismo è uno dei settori più vivaci e dinamici. Da tempo il numero dei turisti italiani che hanno visitato e visitano tutt’oggi le Marche è in crescita continua partecipando ad eventi o festival a tema. Ed è ancor maggiore il numero di turisti che cercano motivazioni ed esperienze emozionali da questa tipologia di viaggi. Necessaria quindi un’attenzione maggiore da parte di chi ha la responsabilità della gestione dei territori”.

La Regione Marche ha un settore vitivinicolo estremamente vivace ed è meta continua di “pellegrinaggi culturali” unendo alla riscoperta di luoghi incantevoli ricchi di Arte e Storia, quelli rappresentati dalle tradizioni popolari in particolare dall’enogastronomia.

“Certamente. L’enoturista cerca di capire le caratteristiche dei cibi e vini degustati. Necessaria quindi questa Legge che consente di definire itinerari enoturistici riuscendo così a mettere in rete le eccellenze, in particolare nel segno del vino. Eccellenze che vanno dalle naturalistiche alle culturali, artigianali e industriali consentendo di attivare azioni di comunicazione strategica per la promozione e conoscenza di tali realtà in Italia ma anche all’estero”.

Il mondo vinicolo marchigiano oggi è finalmente consapevole di essere protagonista dell’offerta turistica. Lo registriamo nelle azioni continue dei vari Consorzi dei produttori. Come la Legge 44 interviene e cosa regolamenta?

È doveroso precisare che il testo finale è il frutto di un articolato percorso di condivisione con le rappresentanze delle categorie interessate e noi, rappresentanti della coalizione politica che amministra la Regione, ne andiamo fieri soprattutto nella stesura semplice, ben chiara e comprensibile dei contenuti. I 15 articoli che la compongono sono oggetto di studio anche da altre Regioni italiane pronte ad intervenire in questo settore”.

L’On. Mirko Bilò

Cosa dice la legge 44

Diamo sinteticamente lettura ai 15 articoli per capirne i contenuti.

Art. 1 Individuazione dell’oggetto e finalità dell’attività di enoturismo;

Art. 2 definizione e descrizione delle attività da considerare enoturistiche;

Art. 3 Individuazione delle tipologie di soggetti che possono essere operatori turistici;

Art 4 requisiti e standard minimi di qualità per poter svolgere l’attività enoturistica;

Art. 5 Promozione, formazione, riqualificazione e aggiornamenti professionali degli operatori enoturistici;

Art. 6 Disciplina l’attività di degustazione unitamente ai prodotti di qualità tipici e tradizionali;

Art. 7 (importantissimo) Attuazione sinergica della legge da parte delle strutture competenti in materia di agricoltura, commercio e turismo;

Art 8 Individua la SCIA quale presupposto per lo svolgimento dell’attività;

Art 9 Istituzione dell’Elenco Regionale degli Operatori Enoturistici;

Art. 10 Il Comune come Ente competente di vigilanza e controllo;

Art. 11 Violazioni e Sanzioni;

Art. 12 Sospensioni e cessazioni di attività;

Art. 13 Disposizioni transitorie;

Art. 14  Invarianza finanziaria;

Art. 15 Rimando alla normativa nazionale per quanto non regolamentato nella presente Legge.

Il logo Regione Marche

“Non è un punto d’arrivo per noi, ma un punto di partenza per trasformare uno dei settori di nicchia in uno chiave per la ripartenza dell’economia. Politicamente questa Legge non è un fine, ma è un mezzo della strategia di questa Giunta che intende porre la Regione Marche al centro dell’interesse nazionale”.

Come ebbe a dire Borges, ”Il vino è l’invenzione della gioia”. Aggiungo che questa gioia vive nella costruzione di una vita in comune. Un percorso che coinvolge tanto l’agricoltura quanto la degustazione coinvolgendo strutture e tradizioni. Mai lasciarle crescere in anarchia.

Urano Cupisti

Intervista tratta dalla relazione presentata in aula del Consiglio Regionale Marche dall’On. Mirko Bilò il 9 novembre 2021