Benvenuti in Alto Adige, benvenuti da Baron Longo

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Dalla storia centennale della viticoltura altoatesina al profondo legame con la nostra terra.

LA STORIA

La visita aziendale ha avuto luogo nei primi giorni della primavera di quest’anno. Anton Baron Longo, erede di questa casata nobile e giovane viticoltore che porta avanti con impegno la tradizione di fare vino da queste parti, mi attendeva di fronte alla dimora storica e sede della cantina nell’abitato di Egna (Neumarkt).

“Il connubio tra suolo, clima, geologia e abilità del viticoltore conferisce ai miei vini un carattere inconfondibile e una qualità che si assapora in ogni suo aspetto”. L’inizio della lunga chiacchierata con il giovane Anton, la sua filosofia delle coltivazioni e produzioni.

Dentro il palazzo

“La mia storia? Tutta tra queste mura, dal lontano 1656 quando un mio antenato ottenne dall’arciduca Ferdinando Carlo d’Asburgo il primo titolo aristocratico. Poi a seguire Anton von Longo, divenuto Barone ai primi dell’ottocento, che iniziò l’esportazione verso l’Austria. Seguirono periodi di vicende alterne fino al  mio interessamento alla viticoltura con la riscoperta della cantina storica come sede di vinificazione”.

I VIGNETI

Come asserisco da sempre  è dal calpestare le vigne che si riesce a capire la vera “filosofia” aziendale.

Vigneto Solaris a 1040 metri

Terreni formatisi da depositi calcarei con sabbie argillose, sottosuolo porfirico, vigneti tra i borghi di Egna e Montagna, compresi tra altitudini diverse che vanno dai 220 mt del fondo valle ai 1040 metri della vigna di Casignano, nel Parco Naturale Monte Corno, dove è allevato il vitigno Solaris.

Tutto in circa 20 ettari coltivati con sistemi diversi; la tradizionale pergola altoatesina e la spalliera a guyot  più facile nella gestione.

Concedere al vino, in ogni suo aspetto, il tempo di cui ha bisogno” Non solo al vino, aggiungo, anche ai ritmi di lavoro nei vigneti.

SOLARIS

La visita sarebbe rientrata tra quelle classiche, usuali, consuete con continue rievocazioni storiche, allevamenti  tradizionali, vini buoni, ottimi nelle consuetudini del territorio, se a colpire non fosse stato quel vigneto  “a scendere” posto a 1040 metri dove è presente il vitigno Solaris  Si tratta di un vitigno simile allo chardonnay ma molto più resistente alle malattie e ai climi “estremi”. Il vitigno, frutto di incroci vede la sua nascita nel 1975.

Nel contesto viticolo di Anton rappresenta circa il 13% della produzione. Percentuale simile alla produzione degli altri “bianchi”: chardonnay, lagrein, pinot bianco e  gewurztraminer.

GLI ASSAGGI

16 assaggi compresi i campioni di botte 2017. Una panoramica comprensiva della produzione attuale. Riporto quelli che maggiormente mi hanno colpito.

Liebenstein (pietre d’amore) 2016. Chardonnay e Pinot Bianco

Note aziendali: La fermentazione avviene spontaneamente, a temperatura controllata, in botti di legno tonneau e barrique. Invecchiamento su lieviti integrali e degradazione biologica degli acidi su fecce fini. Successivamente breve maturazione in bottiglia. Il vino raggiunge una maturità armoniosa dopo un invecchiamento di quasi due anni, ma, in condizioni ideali, ha un potenziale di circa 10 anni.

Le mie considerazioni: Esempio di freschezza e agilità, ottimo equilibrio nel suo sviluppo al palato. Raggiunge l’eccellenza. 90/100

Solaris 2016

Note aziendali: I vigneti sorgono a un’altitudine di 1.040 m a Casignano, nel Parco Naturale Monte Corno, su un terreno porfirico roccioso. Si pressa tutta l’uva e il mosto fermenta spontaneamente a una temperatura costante di 20°C. Invecchia per sei mesi su lieviti integrali. Il processo termina poi con una breve maturazione in bottiglia. Il vino raggiunge relativamente presto, già dopo un anno, una maturazione armoniosa, ma se conservato a regola d’arte con temperatura costante e buona umidità, possiede un potenziale di invecchiamento di almeno 15 anni.

Le mie considerazioni. Vino fantastico, bella vivacità floreale e fruttata. Il palato è teso con un’ottima amalgama di sapidità e freschezza tutt’altro che banale. Eccellente, voto 90/100

Cabernet Sauvignon 2015

Note aziendali: Classico sistema a pergola altoatesina con lavorazione a mano, potatura accurata e riduzione dei grappoli, per una resa di 50 hl/ha a fronte di 5000 grappoli/ha. Delicata pressatura con fermentazione spontanea. Invecchiamento per 20 mesi su lieviti integrali in barrique – rovere francese, 225 litri – e affinamento in bottiglia.  Il vino raggiunge la maturazione migliore nell’arco di due o tre anni e può invecchiare per oltre dieci anni.

Le mie considerazioni:  Il Cabernet Sauvignon dell’Alto Adige.  Nella terra dei bianchi un rosso che si traduce in sottigliezze di dettagli. Nobiltà nei tannini, essenzialità minerale, eleganza che sarà la primaria alleata nella sua maturità e longevità. Eccellente, voto 90/100

Tutti gli altri assaggi compresi tra 87 e 89/100.

I vini di Anton Longo restano riconoscibili per la precisione esecutiva e la tensione gustativa. Unitamente  all’affermazione di uno stile e di una identità ben precisi  nell’attuale, agguerrito, contesto dei bianchisti altoatesini. Non solo: da non dimenticare quel Wellenburg CabernetChapeau!

 Urano Cupisti

 Visita ed assaggi effettuati il 6 aprile 2018

 

Baron Longo

Via Val di Fiemme, 30

Egna Bz

Tel:  0471 820007

 tenuta@baronlongo.com

 www.baronlongo.com