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Nobile di Montepulciano, una Storia Nobile per davvero

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Prugnolo gentile

Affonda le radici in epoche antiche. Etruschi prima, Romani dopo, Signorie, Comuni e via, via, via. La Storia di questo vino ci racconta la fama delle sue vigne e la consacrazione a “Nobile” risalente al 1787.

Ed è Nobile per davvero!

Ormai sono di casa a Montepulciano nei mesi di febbraio in occasione dell’Anteprima.

La passeggiata serale per le vie del borgo antico fino a raggiungere la piazza grande al culmine della collina, la visita all’antico caffè Poliziano dove respiri le “tradizioni dei poliziani” (appunto), la visita delle cantine storiche nei momenti di pausa degli assaggi, cantine storiche  ancora in piena attività, la doverosa visita alla Chiesa di San Biagio illuminata dalle luci del tramonto e, non ultimo, lo splendido panorama dei vigneti che si gode dall’alto della Fortezza.

Chiesa di San Biagio

E puntuale come ogni anno eccomi all’evento più importante per Montepulciano: l’Anteprima del Vino Nobile.

Quest’anno di scena gli assaggi della vendemmia 2016, la selezione 2016, la riserva 2015 e la comparazione con alcune annate precedenti.

“Smile” a non finire tra gli addetti ai lavori nei momenti delle degustazioni; insomma un giudizio complessivo tendente all’eccellenza come riscatto dalle vendemmie problematiche precedenti.

Vino Nobile di Montepulciano

I NUMERI

Partiamo dal patrimonio: cinquecento milioni di euro circa;

l’indotto diretto del vino che ricopre il 70% dell’economia locale;

2.000 ettari vitati con ben 1.250 ettari iscritti al Nobile Docg mentre circa 400 a Rosso Doc;

250 viticoltori per una forza lavoro di circa 1.000 persone senza contare gli stagionali.

Più di 8 milioni di bottiglie tra Nobile e Rosso.

IL MERCATO

Interessanti le cifre: 78% viene venduto all’estero e il 22% assorbito dal mercato nazionale di cui il 21% come vendita diretta in azienda. Cifre ragguardevoli che permettono di guardare al futuro con ottimismo.

LE STRATEGIE

Quando sento parlare di sostenibilità mi illumino. Basta con la corsa a dimostrare chi è più biologico dell’altro.

Il futuro sta nella ricerca della sostenibilità come macro obiettivo guidato dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano insieme ad alcuni partner istituzionali e scientifici, verso la certificazione Equalitas.

La parola sostenibilità può impressionare ma se la traduciamo in cose concrete ne comprendiamo il suo vero significato applicato alla vitivinicoltura.

Impianti fotovoltaici, dotazione di solare termico, recupero delle acque reflue, geotermia, utilizzo di metodi meno impattanti salvaguardando l’ambiente e la qualità.

Poi se all’interno di questo sistema le aziende si allacciano alla biodiversità anche il regime agricolo biologico e/o biodinamico ha senso.

Ingresso della Fortezza

VENDEMMIA 2018

Gli addetti ai lavori (viticoltori, agronomi, enologi) l’hanno definita vendemmia complessa. Continue piogge e relativi interventi, elevata umidità con la pressione delle avversità fungine.

Il periodo favorevole autunnale ha permesso di raccogliere un frutto maturo, concentrato, eccellente. Il 2018 esprimerà vini adattabili ai lunghi invecchiamenti.

GLI  ASSAGGI

Certamente importanti quelli eseguiti in sala con i campioni coperti o no.

È stato il successivo contatto diretto con i produttori il momento più importante dell’evento.

Ascoltarli nei loro diversi racconti a testimonianza del loro lavoro, dedizione e passione.

E dalle loro parole, narrazioni, sono emerse le particolarità dei micro-terroir di cui Montepulciano è pieno.

Progetto Equalitas, come affrontare il domani della vitivinocoltura sulla base delle esperienze fin qui affinate: il nuovo, il futuro del Nobile di Montepulciano. Chapeau!

Urano Cupisti