Home News Pizza: la migliore in Italia si cucina e si mangia in Toscana...

Pizza: la migliore in Italia si cucina e si mangia in Toscana a Carrara (Ms)

0
18

Oltre 25 mila pizzerie e 150 mila addetti ai lavori per un giro d’affari che supera i 5 miliardi di euro. Il 50% degli italiani sceglie la pizzeria come luogo per cenare fuori casa. A Tirreno C.T. premiate anche le pizze più strane e i pizzaioli free styler. Presentata anche la più digeribile al mondo: la “Pizza Tirreno”

E’ il giovane Daniel Favero, della Pizzeria Ometto di Carrara (Ms), ad aggiudicarsi il primo premio del concorso Giropizza d’Europa organizzato da Pizza e Pasta Italiana, che ha decretato il miglior pizzaiolo d’Italia. Con la pizza “Salute alle cave”, una pizza a base di pomodoro, asparagi, porri trifolati, lardo di Colonnata Igp e pomodori datterini, il giovane professionista ha convinto la giuria del premio composta da due pizzaioli e due cuochi. La seconda migliore pizza è invece francese, viene dalla pizzeria Ro-Ma di Digione ed è stata cucinata da Sebastien Masson. Al terzo posto si è piazzato invece Mario Matarazzo della pizzeria Manuno di Brescia. I primi dieci classificati parteciperanno alle finali europee in programma il 17 marzo ad Amburgo.

La farina del Giropizza. Sponsor del Giropizza le farine “Le 5 stagioni“ del gruppo Agugiaro&Figna, utilizzate dai professionisti del settore che ricercano il massimo della qualità. Grande attenzione per Naturkraft: l’unico vero lievito madre, nato dai laboratori di Ricerca & Sviluppo dell’azienda leader del settore molitorio, che può meritatamente vantare il primato di un prodotto che nel pieno rispetto della tradizionale ricetta del lievito madre, abbia il vantaggio di ottenere quella standardizzazione della qualità, desiderata da chiunque voglia offrire sempre un prodotto in cui la croccantezza della pasta, così come la fragranza e la digeribilità siano una costante, senza possibilità di “errore “.

La pizza a “Km 0”. Dedicata al Mar Tirreno e alla fiera Tirreno C.T., la “Pizza Tirreno” preparata allo stand Pizza e Pasta Italiana dalla Scuola italiana pizzaioli, vuole rappresentare quella che dovrebbe essere anche per il mondo delle pizzerie una nuova frontiera, ovvero la tendenza a preparare ricette che utilizzino prodotti di stagione e legati al territorio di origine. In questo caso sono state utilizzate farine locali, lardo di Colonnata Igp, pesto, salumi del territorio. Il tutto contando su una giusta croccantezza, ma al contempo un’ottima digeribilità.

Acrobatica e strana. Promossi dalla Scuola nazionale italiana pizzaioli (Snip) come di consueto ha proposto in fiera i concorsi “Migliore pizza mai vista” e il campionato italiano “free styler”. Due occasioni per dimostrare che la pizza in Italia è anche cultura, oltre che uno dei piatti più conosciuti al mondo insieme agli spaghetti. Nella giornata di martedì i migliori pizzaioli si sono sfidati in queste due particolari gare.

La pizza ai raggi “X”. Il costo medio di una pizza e bibita è di varia tra i 7 e gli 11 euro. Il Centro risulta l’area geografica più cara rispetto a Nord e Sud. Mediamente in Italia le palline per pizza vanno da un peso di 180 a 260 grammi. Consideriamo che la maggior parte delle pizze consumate sono quelle basse, senza bordo alto e quindi con un peso che va da 180 a 200 grammi, c’è poi una buona parte che và intorno ai 220 grammi ed infine le pizze Napoletane attorno ai 260 grammi. Le pizze, così dette all’Italiana, cioè basse, rappresentano circa il 90% del totale, il 10% è rappresentato dalle pizze Napoletane.

 

Regina della scelta fuori casa. Un italiano su due sceglie la pizzeria per una serata fuori casa. Per il ristorante la proporzione scende invece ad un italiano su quattro, vissuto maggiormente come occasione speciale per compleanni (60%), festività (53,9%), anniversari (48,9%). La spesa media a persona al ristorante è di 28 euro. Più della metà del campione (56,5%) spende generalmente dai 21 ai 30 euro. Più contenuta la spesa pro capite complessiva (22 euro), in pizzeria.

 

I numeri della pizza. Cresce il numero delle pizzerie passate a 25mila dalle 20mila degli ultimi tre anni. E cresce anche il numero degli addetti da 120mila a 150 mila per 5,3 miliardi di euro di fatturato. Oltre alle 25mila pizzerie, l’offerta italiana può contare su 69 mila ristoranti tradizionali, 6.500 ristoranti top e 5mila “moderni”. Secondo la Fipe, in Italia si consumano circa 56 milioni di pizze alla settimana, quasi 3 miliardi in un anno. La pizza più cara è a Milano e quella più economica a Reggio Calabria con i prezzi della Margherita passati dai 3,36 euro di media del 2002 agli attuali 6,50 (+93,5%) (dati Fipe). La Louis XIII, realizzata da Renato Viola, è la pizza più cara del mondo: 8.300 euro. Preparata per due persone, ha 20 centimetri di diametro e gli ingredienti prevedono caviale, aragosta, formaggi prelibati e sale dell’Australia. Il prezzo comprende anche vini esclusivi. Preparata al momento, l’impasto viene fatto 72 ore prima.