Terre di Pisa. Nasce il Consorzio

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Finalmente! Presentato presso La Camera di Commercio di Pisa il Consorzio per la tutela dei vini delle Terre di Pisa. A seguire l’evento, per il Corriere del Vino, Urano Cupisti e Paolo Valdastri.

IL PUNTO di Urano Cupisti

Così mi è venuto da dire al momento dell’invito a partecipare alla presentazione del “Consorzio per la tutela dei vini delle Terre di Pisa”. La naturale conclusione di un percorso iniziato diversi anni fa che vide, nel 2011, l’arrivo al primo grande traguardo: la DOP “Terre di Pisa”.

Sedici territori comunali comprendenti zone collinari e pianeggianti accumunati tra loro dalla storica organizzazione del settore vitivinicolo nei secoli, dal profilo climatico in generale, dai vitigni esistenti tra cui è bene ricordare il Sangiovese chiamato da queste parti San Gioveto a significare la diversità dagli altri allevati in tutta la regione toscana.

SETTE, SOLO SETTE

Non importa se, al momento della firma del costituendo Consorzio, si sono presentati in sette.

Pionieri o Manipolo di coraggiosi? Ambedue:

– Promotori di nuove possibilità i primi, alla ricerca di una “vera” identità;

Foto di gruppo

Gruppo esiguo di persone i secondi, unite da un ideale comune per uscire, come detto da uno dei fondatori Maurizio Iannantuono, dall’essere ricordati come produttori di “vini randagi”.

IL CONSORZIO DEI CONSORZI

Arrivare ad unire le forze e gli intenti sotto un brand vincente. Superare divisioni esistenti in un territorio dalle dimensioni contenute. Uscire dall’anonimato essente e apparente presentandosi con le innate doti d’eccellenza. A dirla semplice e breve: promuovere tutte le denominazioni della provincia.

LE SETTE SORELLE

Badia di Morrona (Terricciola), Tenuta di Ghizzano (Peccioli), Az. Agr. Castelvecchio (Terricciola), Usiglian del Vescovo (Palaia), Podere La Chiesa (Terricciola), Fattoria Fibbiano (Terricciola) e Fattoria La Spinetta (Terricciola).

“Si tratta di aziende che, come ha precisato il Presidente del neonato consorzio  Nicola Cantoni (Fattoria di Fibbiano),  hanno deciso di occuparsi della tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi della denominazione “Terre di Pisa”, nei confronti di tutti i produttori della stessa denominazione, anche non aderenti al consorzio”.

CAMERA DI COMMERCIO DI PISA

Il motore dell’iniziativa globale Terre di Pisa. La partecipazione attiva  della Camera di Commercio è alla base del progetto riuscendo, nei tempi burocratici, a snellire i vari iter dovuti per legge.

il saluto del Presidente della Cciaa Valter Tamburini

Il tutto nella soddisfazione espressa dal Presidente, Valter Tamburini: “La nascita del consorzio rappresenta un passaggio importante per la provincia di Pisa: è il segno della determinazione dei produttori che, supportati dalla Camera di Commercio, si sono assunti la responsabilità di valorizzare le produzioni di qualità del territorio.

Si tratta – prosegue Tamburini – di un ulteriore tassello nel programma di promozione del prodotto turistico, “Terre di Pisa”, che stiamo portando avanti assieme moltissime amministrazioni locali, alle associazioni di categoria e a oltre 300 imprese che hanno aderito al marchio. Da parte nostra- – conclude Tamburini – continueremo a sostenere questa iniziativa consapevoli che il vino è già uno degli alfieri delle “Terre di Pisa”.

LA PRIMA INIZIATIVA CONSORTILE

Partire con il piede giusto con un workshop, il 14 dicembre, che non vuole essere un contenitore di sole parole ma studio e confronto  sulle future opportunità di valore nel vino globale. “Un tour mondiale che coinvolge produttori, Enti e Consorzi delle principali zone vinicole, dalla Nuova Zelanda al Cile, dalla Spagna agli USA passando ovviamente per Italia e Francia”.

il Prof. Pierpaolo Penco

Relatore del seminario Driving future value in wine sarà Pierpaolo Penco, Country Manager Italia di Wine Intelligence, una società che si occupa di consulenza e ricerca nel campo del vino a livello internazionale.

Il Prof. Pierpaolo Penco ha seguito il progetto dalla nascita della DOP fino alla costituzione del Consorzio.

FUTURO PROSSIMO

Un progetto ambizioso, da subito. Le parole del Presidente Nicola Cantoni: “rappresentare e tutelare le diverse DOP e IGP della provincia di Pisa e non solo le “Terre di Pisa”. Modificare il disciplinare di produzione sia dal punto di vista geografico che di tipologia dei vini, per consentire ad aziende escluse di poter rivendicare la DOC e associarsi al Consorzio”.

MARKETING
il Presidente del Consorzio Nicola Cantoni

Non dimentichiamo il necessario marketing. “ Un piano di marketing triennale per valorizzare e caratterizzare l’offerta e integrarla nelle strategie di promozione sia del territorio pisano che dei Consorzi vinicoli toscani associandosi ad A.VI.TO. (Associazione Vini Toscani a Dop e a Igp) e a Federdoc (Confederazione Nazionale dei Consorzi volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani)”.

È nato il Consorzio di tutela dei vini delle “Terre di Pisa”. Finalmente direi, chapeau!

 

TERRE DI PISA, TERRE IN SALITA

 IL COMMENTO di Paolo Valdastri

All’inizio era Chianti. Le prime avvisaglie risalgono al 1932, ma la DOC arriva nel 1967 e prevede la sottozona Colline Pisane. Nel 1976 nasce la DOC Montescudaio che comprende i Comuni pisani costieri della Val di Cecina, mentre il resto della Provincia continua ad affidarsi alla notorietà del nome Chianti.

Nel 2011, alla vigilia del passaggio di competenze alla Comunità Europea, si verifica l’ultima occasione per chiedere il riconoscimento di nuove DOC con procedura “casalinga”, molto più agevole di quella comunitaria. San Miniato rinuncia alla ghiotta occasione, mentre ne approfittano i Comuni della sottozona Colline Pisane per affrancarsi dal nome Chianti e proporsi sotto un brand denominato “Terre di Pisa” con quel Pisa che dovrebbe garantire grande visibilità in tutto il mondo.

Dovrebbe, ma la cosa non è per niente scontata e neppure automatica. In effetti la parola Chianti è conosciuta in tutto il mondo, anche a discapito del cugino nobile che ha dovuto aggiungere un “Classico” al proprio nome.

Il Chianti è tutelato e promosso dal Consorzio, una vera macchina da guerra, organizzatissima ed efficiente, ma anche un padre padrone non sempre generoso con i suoi figli più deboli. La tendenza accentratrice del Chianti non ha certamente stimolato gli scarsi slanci della sottozona pisana, finora piuttosto dormiente sotto tutti i punti di vista.

Stili inizialmente non proprio omogenei e poco focalizzati, non perfettamente in linea con le pretese dei mercati, pochi episodi di fenomeni in grado di emergere ai massimi livelli, scarsa convinzione nella comunicazione, una serie di fattori, insomma, che ha provocato un vero e proprio stato di torpore della zona.

La nuova DOC arriva in un momento nel quale molte aziende hanno cominciato a perseguire obiettivi qualitativi più elevati, con maggiore attenzione ai mercati e al marketing del prodotto.

Inoltre si cerca di collegare il nuovo brand ad un filone in grande crescita in questa fase, ovvero a quel segmento di enoturismo evoluto che ricerca emozioni legate all’ambiente, alla storia, all’arte, alla cultura, sempre collegandola al buon vino e alla buona cucina. Ad un’alta qualità della vita insomma e i nomi Toscana e Pisa costituiscono le solide fondamenta del programma promozionale.

Molte luci: ovvero l’ingresso di molti nomi appartenenti al gotha dell’enologia nazionale, ambienti incontaminati e dotati di caratteristiche naturali originali, come le terme e i fenomeni geotermici, ma anche la presenza di artisti-produttori che sono sotto i riflettori di tutto il mondo, come Bocelli, la vicinanza delle città d’arte, delle spiagge marine e della montagna, ma anche qualche ombra che potrebbe essere rappresentata dalle scelte di grandi imbottigliatori/produttori, presenti sul territorio, in grado di condizionare gli indirizzi dei consorzi.

Una via tutta in discreta salita quella che il Consorzio Terre di Pisa dovrà affrontare, perché una volta ottenuto il riconoscimento dal MIPAAFT, dovrà cercare di dare la scalata alla rappresentatività completa, per  la cosiddetta regola “erga omnes”,  in grado di portare ad una maggiore potenza di fuoco nelle iniziative di marketing di prodotto e territoriale.

Si è scelto di parlare di vino e di territorio, con la benedizione del nome Pisa, ma ci vorranno idee e risorse notevoli per affrontare un mercato globale dove il pubblico dei conoscitori è rappresentato da una minoranza esigua già distratta da nomi consolidati, mentre il giovane pubblico emergente (diciamo orientale) è disattento a questo aspetto ed attratto piuttosto da tecniche innovative come la realtà aumentata, in grado di far vendere decine di milioni di bottiglie ad un solo brand sconosciuto in un solo anno.

Da livornese non posso dire forza Pisa, ma azzardo un “Forza Terre di Pisa”!