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Il grappolo ed il terreno nel bicchiere: Colleluce Vernaccia di Serrapetrona

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È stato per tutti e tre gli anni del percorso per arrivare a conseguire l’attestato di sommelier il quesito maggiormente assillante: qual è la prima Docg italiana? Risposta: “Vernaccia di Serrapetrona”.

Poi, facendo bene i conti, è saltato fuori che abbiamo penato su di una bufala.

La Docg Vernaccia di Serrapetrona risale alla Gazzetta Ufficiale del 31/07/2003, già Doc dal 1997 e precedentemente retta da un D.P.R del 1971. Altre denominazioni Docg risalgono a prima di queste date.

Un consiglio: se andate in visita a Serrapetrona evitate di parlarne anche perché risulteranno maggiormente interessanti altri riferimenti vitivinicoli e non le solite pastoie burocratiche miste a campanilismi.

Il disciplinare di produzione ci ricorda che non più del 60% dell’uva raccolta deve subire un processo di vinificazione normale, mentre non meno del 40% deve affrontare l’appassimento. Il prodotto così ottenuto verrà sottoposto a rifermentazione ottenendo la Vernaccia di Serrapetrona Spumante.

Vigna eroica

La zona di Serrapetrona mi è apparsa all’improvviso percorrendo una strada in mezzo ai boschi in quella parte del Sud delle Marche. Mi sono trovato, a 500 m sul livello del mare, ad osservare bellissime vigne distese su un lembo pedocollinare: 4 ettari in località Sogliano. I filari ben disposti: da fotografia.

Ero arrivato all’Azienda Colleluce dove mi attendeva Franca Malavolta, la titolare.

“Amore, passione, fede e sacrificio. I fattori trainanti che mi inducono a percorrere 90 Km per raggiungere l’azienda dalla mia abitazione. Non tutti i giorni grazie alla presenza in loco dei miei collaboratori”.

Per l’Azienda Colleluce non si tratta di continuità familiare nel tempo. In questo luogo, Sogliano, le vigne sono presenti fin dal 1959 appartenenti ad altra famiglia. Franca Malavolta insieme al marito Bruno le rilevarono nel 1999.

Vigne di vernaccia nera

“Dai nostri 4 ettari la trasformazione e valorizzazione di quanto il terreno ci offre. La bassa resa dovuta a drastica potatura, l’attenta selezione delle uve migliori fanno sì che la produzione totale sia limitata a 28/30.000 bottiglie/anno”.

La Vernaccia di Serrapetrona detiene un altro primato: tre fermentazioni.

La prima quella per arrivare al vino base, la seconda per produrre vino da uve passite, la terza la rifermentazione in autoclave per ottenere lo spumante.

Tutto è nato dalla saggezza contadina nel tempo pronta a risolvere le difficoltà che si presentavano.

Continuiamo a scoprire la “Vernaccia”. È un vino spumante rosso ottenuto principalmente, non inferiore al 85%, da Vernaccia Nera, vitigno autoctono locale che si adatta male fuori dagli ambienti in cui è tradizionalmente allevato: il sud delle Marche. Il restante, massimo 15%, è costituito da Ciliegiolo, Sangiovese, Montepulciano d’Abruzzo e Merlot.

Uve in appassimento

Ne esistono due versioni: dolce e secco. Quest’ultimo non va inteso come dosaggio 0 ma come un dry (17g/l). Nella Denominazione Doc esistono vini fermi con residuo intorno ai 3 g/l.

La Vernaccia di Serrapetrona alla fine è un vino che non può mancare nelle conoscenze degli appassionati e non solo. Vuoi per l’unicità dei colori vuoi per la vasta e spaziosa complessità olfattiva.

Era giunto il momento degli assaggi.

Secca Docg 2011. Vernaccia Nera 100%. Residuo 18 g/l (Dry).

Note aziendali:  Vigneti: località Sogliano – località Colleluce. Acidità totale: 5,80%. Estratto secco: 24%. Presa di spuma: 10/12 mesi. Gradazione alcolica: 12,00% Vol

La Vernaccia Secca è un vino spumante rosso ottenuto dalla pigiatura soffice del 50% di vernaccia nera passita e dal resto pigiato fresco. Le prime due fermentazioni avvengono separatamente ed in tempi differenti , la terza fermentazione avviene in autoclave unendo le due parti di vino.

Durante la presa di spuma, l’anidride carbonica ottenuta naturalmente non viene dispersa, questo fa sì che il vino mantenga tutti i profumi e gli aromi naturali ed il retrogusto caratteristico della vernaccia nera. Questa fase ha una durata maggiore rispetto alla dolce per avere un residuo zuccherino minimo di circa 18g/l.

Ottimo se degustato con formaggi pecorini più o meno stagionati, con affettati, particolarmente indicato è il ciauscolo, è ottimo compagno da tutto pasto con primi conditi con panna, funghi, tartufi, con carni di agnello o maiale, coniglio in porchetta, baccalà, fritture.

Le mie considerazioni:  la parola secca è un eufemismo. Siamo nel settore dei Dry, oltre l’abboccato. La carbonica abbastanza fine la rende gradevole. Il colore dal rubino al granato la rende attraente. Il frutto inebria. Ottimo, voto 87/100

Dolce Docg 2011. Vernaccia Nera 100%. Residuo 54 g/l.

Note aziendali:  Vigneti: località Sogliano – località Colleluce. Acidità totale: 5,80%. Estratto secco: 24‰. Presa di spuma: 10/12 mesi. Zuccheri residui: 54 g/l. Gradazione alcolica: 12,00% Vol

La Vernaccia Dolce è un vino spumante rosso ottenuto dalla pigiatura soffice del 50% di vernaccia nera passita e dal resto pigiato fresco. Le prime due fermentazioni avvengono separatamente ed in tempi differenti, la terza fermentazione avviene in autoclave unendo le due parti di vino.

Durante la presa di spuma, l’anidride carbonica ottenuta naturalmente non viene dispersa, questo fa sì che il vino mantenga tutti i profumi e gli aromi naturali ed il retrogusto caratteristico della vernaccia nera.

La Vernaccia Dolce è un vino da meditazione, preferibile consumarlo giovane, ottimo compagno di dolci da forno, biscotti mandorlati, cantucci e ciambelline fatte con il vino stesso.

Le mie considerazioni.  La classica, conosciuta, rinomata Vernaccia di Serrapetrona. Gradevolissima al naso e al palato. La versione maggiormente autentica di questa tipologia. Ottimo, voto 89/100

XXIV Canto Docg. Vernaccia Nera Passita 100%. Residuo 55 g/l

Note aziendali:  Vigneti: località Sogliano – località Colleluce. Varietà: 100% Vernaccia Nera Passita. Acidità totale: 6,00%. Estratto secco: 24%. Presa di spuma: 10/12 mesi. Zuccheri residui: 55 g/l circa. Gradazione alcolica: 13,00% Vol.

La Vernaccia XXIV CANTO è un vino spumante rosso ottenuto dalla pigiatura soffice del 100% di vernaccia nera passita. Durante la presa di spuma, l’anidride carbonica ottenuta naturalmente non viene dispersa, questo fa sì che il vino mantenga tutti i profumi e gli aromi naturali ed il retrogusto caratteristico della vernaccia nera.

È un vino corposo, inebriante, pur essendo dolce, mantiene più spiccato il retrogusto tipico del vitigno.

Vino “anomalo” per la degustazione, bivalente: ottimo con dolci, esalta il sapore di formaggi erborinati o muffati, carni rosse selvatiche, lepre, cacciagione, cinghiale anitra. Si sconsiglia l’invecchiamento.

Le mie considerazioni. Vino anomalo fuori dagli schemi classici. Particolare. Sembrerebbe un passito da dessert ma la carbonica lo rende adatto anche ad accompagnare piatti strutturati. L’analisi sensoriale ci porta verso un vino avvolgente, acido e persistente. Ottimo, voto 88/100.

10. Vino Rosso Passito

Note aziendali. Vigneti: località Sogliano – località Colleluce. Acidità totale: 5,40%. Estratto secco: 38,80 ‰. Zuccheri residui: 12 g/l circa. Affinamento: Barriques, bottiglia. Gradazione alcolica: 14,50% Vol.

Il vino 10 celebra il decimo anno dall’impianto della vigna. È una produzione limitata solo dell’annata 2009.

Vino rosso rubino intenso con riflessi granato, note di frutta a bacca rossa matura (amarena, ribes, prugne rosse) speziato, bouquet deciso tipico della vernaccia nera, gusto inebriante, abboccato, fresco, abbastanza sapido persistente con percezione di delicata tannicità.

È gradevole se accompagnato a formaggi di fossa o pecorino stagionato, timballi, carni alla griglia.. 2009 Vernaccia Nera passita 100%.

Le mie considerazioni. Un passito diverso dai tradizionali. L’olfatto con intensi profumi di albicocche, resine, canditi, miele, delizia e prepara il sorso ampio, dolce, avvolgente. Eccellente, 90/100

Inoltre ho assaggiato:

Cartella 8 vino Rosso 2012. Vernaccia Nera 100%. Buono, voto 86/100.

Brecce Rosse Serrapetrona Doc 2011. Vernaccia Nera passita e Merlot. Ottimo, voto 87/100

Concludo con un riferimento legato ad una leggenda mista a storia. Quella che vede protagonista un mercenario polacco attratto dalla Vernaccia prodotta nella zona. In una delle scorribande nelle osterie dei dintorni di Serrapetrona  esclamò: “Domine, Domine quare non Borgianasti regiones nostras” (Signore, Signore, perché non hai fatto le nostre terre come Borgiano? – Borgiano è una frazione del Comune di Serrapetrona).

Chapeau!

Urano Cupisti

Visita effettuata il 28 maggio 2018

 

Azienda Agricola Colleluce

C.da Sogliano

Serrapetrona (Mc)

Tel:  0734932940

info@colleluce.it

www.colleluce.it