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Domaine Tempier: una questione di evoluzione non rivoluzione

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Domaine Tempier. I vini assaggiati

 “Situati nel cuore della denominazione di Bandol, i 38 ettari della Tenuta Tempier sono distribuiti su diversi terreni tra mare e pendii ripidi inondati di luce. Tempier è uno dei pochi vigneti e case familiari della metà del XIX secolo ad aver conservato tutta la sua autenticità”.

Mi sono ritrovato nel Bandol in una strana giornata di Marzo con tanto di abbondante nevicata, di quella che dopo due ore non vi è più traccia (la neve marzolina che dura dalla sera alla mattina).

E come d’incanto, arrivato al Domaine Tempier, un piccolo villaggio Bandolais dal nome Le Plan du Castellet , un sole accecante ha inondato le colline vitate.

Ad accogliermi Madame Véronique Peyraud Rougeot addetta al ricevimento in azienda.

Cordiale, ospitale, disponibile ha iniziato a parlare del Domaine, della famiglia Peyraud, della Storia legata a quei vigneti che costituiscono “il mosaico Tempier”.

La Storia

Gli storici fissano l’origine delle prime viti nel Bandol intorno al 500 aC, con l’arrivo dei Fenici nella regione. Secoli dopo i Romani, con le loro triremi da carico, esportavano  i vini bandolesi alla volta di Roma. E il vino proveniente dal porto di Bandol divenne Vino Bandol. Sarà un decreto del 11 Novembre 1941 a consacrare l’inizio dell’avventura.

Il Domaine Tempier, situato al centro della Aoc, esisteva già sotto il regno di Luigi XV. Fu Léonie Tempier che alla fine del XIX secolo, dopo il flagello della fillossera,  fece reimpiantare le viti su portainnesti americani, costruì la cantina e la dotò di botti di legno e vasche di cemento. Nel 1936, a seguito del matrimonio tra Lucie Tempier e Lucien Peyraud, ebbe inizio l’avventura enoica del Domaine Tempier.

Vigneti Tempier

Solite storie di famiglie attraverso il tempo che riescono a mantenere vivi i propri sogni.

Oggi il Domaine Tempier è costituito da un mosaico di terroir: La Migoua a Beausset-Vieux, Tourtine e Cabassaou a Castellet e la Bastide a Plan du Castellet.

“La Bastide è l’anima della tenuta i cui alti cipressi galleggiano come gli alberi di una nave sui vigneti che la circondano, ma è anche l’anima della famiglia Peyraud”.

I Vitigni

Lucien Peyraud era chiamato da queste parti,  il precursore del Mourvrède  e il Mourvèdre è il vitigno predominante. A seguire Grenache, Cinsault, Carignan, Syrah a bacca nera e Clairette, Ugni Blanc, Bourboulenc e Marsanne a bacca bianca.

Conduzione Agricola

Le pecore in vigna

Dal 2013 il Domaine Tempier è stato coinvolto nella conduzione agricola legata alla biodinamica. Trattamento tradizionale, meccanico e manuale, senza diserbanti. Monitoraggio ragionato dello stato di salute dei vigneti, approccio di sviluppo sostenibile, senza l’uso di pesticidi. Convinti  che la natura debba mantenere il proprio equilibrio biologico. La lavorazione del terreno viene effettuata regolarmente in base alle stagioni.

Vini Rossi, Bianchi e Rosé

I rossi ricoprono una particolare importanza e sono legati ai singoli vigneti: Cuvée La Migoua, Cuvée La Tourtine, La Cuvée Cabassaou.

I dettagli:

“La raccolta è effettuata alla maturità fenolica ottimale. Raccolta manuale in cassette da 30 kg,  cernita in vigna e in cantina. Le uve vengono diraspate al 100% e quindi leggermente schiacciate e inviate a un serbatoio a temperatura controllata. Nessun lievito aggiunto, solo indigeni della flora nativa.  Affinamento fino a 20 mesi in barriques e botti grandi”.

I bianchi vogliono ricordare il mix di uve prodotte in tutta l’area della Provence dando però  un significato particolare: “quello marino”.

I dettagli:

“La raccolta è fatta a mano. Vendemmia in cassette da 30 kg. Diraspatura totale. Macerazione sulle bucce minima. Vinificazione classica in bianco per poi  invecchiare per 10 mesi in piccole botti di rovere”.

Barriccaia Tempier

Ma è sicuramente il Bandol Rosé il vino aziendale che richiama estimatori da tutto il mondo. Il Domaine Tempier ne rappresenta l’aspetto pionieristico perché credenti  da sempre nel sogno, divenuto sfida, in questa specificità.

Vediamo nei dettagli il percorso in cantina per arrivare al sublime Bandol Rosé:

“La raccolta che inizia nell’ultima settimana di agosto, è fatta rigorosamente  a mano. Dopo la diraspatura selezionata dei singoli grappoli divisi per vitigni (Mourvèdre, Grenache, Cinsault, Carignan) avviene la raccolta dei mosti dalla pressatura soffice e dalla macerazione a freddo delle bucce in modo da estrarre aromi di frutta e ottenere un colore chiaro.

Quindi l’assemblaggio nella misura del 50% (Mourvèdre), 28% (Grenache), 20% (Cinsault), 2% (Carignan) segue la classica vinificazione in bianco con controllo delle temperature. Successiva conservazione del vino rosato ottenuto  per 8 mesi in vasche di cemento prima dell’imbottigliamento”

I miei assaggi:

Bandol Rosé 2016. Eccellente, voto 91/100

Bandol Rosé 2017. Ottimo, voto 89/100

Bandol Rosé 2003. Eccellente, gran bella sorpresa, voto 90/100

Bandol Cuvée Classique Ruoge 2015. Eccellente, voto 90/100

Bandol Cuvée Classique Ruoge 2014. Ottimo, voto 88/100

Al  Domaine Tempier  è sempre una questione di evoluzione e non rivoluzione. Ne hanno fatto un punto d’onore che permette di produrre vini eccezionali. Parola di  Véronique Peyraud Rougeot. Chapeau!

Urano Cupisti

Assaggi effettuati nel Marzo 2018

 

Domaine Tempier

Chemin des Fanges 1082

Le Plan du Castellet – Bandol

Tel. : 04 94 98 70 21

contact@domainetempier.com

www.domainetempier.com