Una visita che dovevo ad Elena. Per due motivi:

– per quel suo Sauvignon Blanc dal nome Urano;

– per raccontare quella che è diventata “una sosta dovuta a Montecarlo”.

Vina parant animos faciuntque caloribos aptos.  I vini preparano gli animi e li rendono aperti agli ardori

Enzo Carmignani. Urano, il Sauvignon Blanc

Urano, un Sauvignon Blanc dall’olfatto orientato su frutta a polpa bianca, cedro, sambuco e minerali. Lasciate perdere la pipì di gatto, la forma più gentile di chiamarla all’inglese foxy (volpina) che nell’immaginario collettivo è collegabile al noto marchio di carta igienica. Meglio. Molto meglio, rimanere nei secondari e parlare di peperone verde.

Un paglierino brillante e se vogliamo meglio specificare i terziari dovuti all’affinamento in inox, parliamo di bouquet di erbe aromatiche. Al palato i segni che lo avvicinano al mio carattere: grintoso, avvolgente  con la sua immediata freschezza (gioventù), dai sapori coerenti. Quanto mi somiglia; grazie Elena.

 “Passando per quei lidi ove lo sguardo si perde, quietro fra i verdi filari e i grappoli densi e il palato s’inumidisce preparatorio all’imminente degustazione”. Paolo Tarabella.

E alla luce di questi versi non si può fare a meno di far sosta alla Fattoria Enzo Carmignani.

Enzo Carmignani. Con i produttori

Viticoltori dal 1386. Tradizione e moderne tecnologie, Generazioni al passo con i tempi vissuti. Un passato di…vino scritto nelle fondamenta.

Un mistero enologico da scoprire con l’aiuto di Mauro Carignani, marito di Elena, che mi ha portato nella sua conca  per farmi calpestare le vigne, capire i metodi di allevamento, toccare con mano il micro-terroir esistente composto dalla felice posizione che favorisce la perfetta esposizione ai raggi solari, tanto da permettere “la produzione di uno dei Bianchi migliori di questa zona”.

14 ettari di proprietà di cui 10 vitati con posizionati ben 16 vitigni, tra bacca nera e bianca, che comprovano la ormai più che centenaria presenza di uve “francesi” che sono riuscite ad adattarsi e complementarsi  con gli autoctoni toscani.

Enzo Carmignani. Insieme a Vasco Grassi

Sangiovese, Malvasia nera Canaiolo, Ciliegiolo, presenze autoctone toscane a bacca nera;

Merlot, Syrah, Cabernet Sauvignon, alloctoni sempre a bacca nera;

Trebbiano, Colombana, Vermentino, Malvasia Bianca, presenze autoctone toscane a bacca bianca;

Semillon, Roussane, Sauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Blanc alloctoni sempre a bacca bianca.

In cantina

E il mistero enologico continua nella visita alla cantina. Un luogo di lavoro, non scenico, dove prendono vita le loro nove etichette.

Non ultimo, l’apporto di Elena, vera e propria donna manager, la mente aziendale. Sommelier esperta accompagna i visitatori in “viaggi sensoriali”, di conoscenza e ricerca della qualità dell’eccellenza .

E del contesto ne vogliamo parlare?

Montecarlo è un antico borgo medievale che insieme ai comuni confinanti di Altopascio, Capannori e Porcari delimitano la zona di produzione di uno dei vini più antichi della Toscana: il Montecarlo.

“Il borgo sorge a 163 mt. sul livello del mare e domina la Val di Nievole da una parte e la piana di Lucca dall’altra. Lo spettacolo è suggestivo e l’occhio si perde sulle incantevoli colline che lo circondano, fino ad arrivare alle aspre vette dei monti Apuani”. Così Elena racconta.

Enzo Carmignani. La conca

“Il vino di Montecarlo è carico di storia; quasi sicuramente la vite era già coltivata in questa zona al tempo degli etruschi e dei romani. L’antico nome di Montecarlo, Vivinaia, secondo gli studiosi deriverebbe da “Via Vinaria”, la strada che congiungeva la via Cassia con la via Romea, una “Via del Vino” che attraversava tutta la collina, le cui pendici erano già tappezzate dai vigneti di Trebbiano che davano origine a un vino molto apprezzato”.

Poi l’incontro con le uve “francesine”. E qui la Storia si mischia alla Leggenda.

Alcuni vogliono che l’incontro sia dovuto al passaggio dei “pellegrini” lungo la “via Francigena”.

Enzo Carmignani. Botti

Una cosa è certa: “Alla fine dell’800 la produzione di vino era ulteriormente migliorata grazie all’impegno di un appassionato viticoltore lucchese Giulio Magnani, il quale portò dalla Francia alcuni vitigni (Pinot Bianco, Roussane, Sauvignon e Semillon) per migliorare il Trebbiano Toscano; da queste innovazioni nacque il nuovo Montecarlo, vinificato alla francese”.

Gli assaggi

Del Sauvignon Blanc Urano ne ho parlato all’inizio. Scopriamo le altre etichette:

– Montecarlo Bianco 2020, combinazione di diverse uve con Sauvignon Blanc in prevalenza. Ottimo, voto 88/100;

– Kapogiro Rosé 2021, Merlot, Syrah e Sangiovese.Dedicato alla figlia Lucrezia. Ottimo, voto 88/100;

– Intrigo, Chardonnay 100%, passato in barrique dove effettua la malolattica. Eccellente, voto 91/100;

Enzo Carmignani. Barrique

– Montecarlo Rosso 2020, mix di Sangiovese, Canaiolo, Merlot, Syrah, passaggio in barrique. Ottimo voto 88/100;

Teorema 2018, Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Syrah più un 10% di Sangiovese. Passaggio in barrique per 16/18 mesi. Eccellente, voto 91/100;

– Vin Santo 2015, Trebbiano tenuto in caratelli per 4/5 anni. Eccellente, voto 90/100.

“La filosofia della famiglia Carmignani è il legame Uomo-Terra, dedicando cura e attenzione alle proprie vigne, perché solo la buona vigna produce buon vino” (Elena Carmignani). Chapeau!

Urano Cupisti

Visita effettuata l’8 marzo 2022 insieme al “galantuomo del vino e mente storica di Montecarlo” Vasco Grassi.

Azienda Agricola Carmignani Enzo di Elena Carmignani
Via di Cercatoia Alta 14
Montecarlo (LU)
Tel. e fax 0583 22.463  Cell. 348 810.8554

e-mail: info@fattoriacarmignani.com

www.fattoriacarmignani.com