Da 58 anni, Verona è la casa di Vinitaly: il luogo dove la filiera vitivinicola globale si incontra per quattro giornate dedicate al business, al networking e alla condivisione di esperienze e competenze.
Concorsi, premi e percorsi formativi valorizzano l’eccellenza dei produttori e offrono nuovi strumenti ai professionisti del settore.
Un appuntamento unico che trasforma la città in una capitale internazionale del vino, coinvolgendo anche i wine lover con Vinitaly and the City, l’evento alla scoperta dei migliori vini italiani nel cuore storico di Verona.
«Vinitaly non è solo una fiera internazionale, è la piattaforma globale del vino italiano che interpreta l’evoluzione del settore – dichiara il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo – A Vinitaly, aziende, buyer e istituzioni convergono nell’unico appuntamento che rappresenta completamente la nostra offerta. Un vero e proprio punto di forza che ci contraddistingue anche a livello internazionale. Abbiamo più di quattromila espositori, 18 padiglioni interamente occupati e 100.000 metri quadri espositivi. Portiamo in fiera il meglio della produzione vinicola italiana».

A “Casa Coldiretti” i record del vino italiano
Dal primato mondiale per volumi esportati a quello produttivo, dai record dell’export a quelli della biodiversità, il vino italiano si conferma un patrimonio del Paese senza eguali, che offre ai consumatori di tutto il mondo tradizione, cultura, storia, oltre a un modello di consumo che si inserisce appieno nella Dieta Mediterranea. Per questo motivo va difeso per evitare di perdere anche una sola piccola parte di questa immensa ricchezza che da nord a sud, passando per le Isole, attraversa il nostro magnifico Paese.
A caratterizzare lo stand, un grande bicchiere con la scritta “Keep calm e bevi vino italiano” che introduce a una mostra fotografica dove, grazie all’intelligenza artificiale, viene mostrato cosa accadrebbe ai territori se venissero abbandonati i 681mila ettari coltivati che ormai da secoli rappresentano una componente fondamentale del paesaggio italiano.

Ecco una selezione di cantine
e momenti di particolare interesse
CANTINE PAOLOLEO / Padiglione 11 stand B5
Radici orgogliosamente salentine, Cantine Paololeo produce vino da cinque generazioni. Da sempre impegnata nella valorizzazione delle varietà tipiche, senza le quali, nelle parole del fondatore Paolo Leo, “Non c’è identità”, l’azienda investe anzitutto su Negroamaro e Primitivo, vitigni simbolo della Puglia, sin dalla sua fondazione. Accanto ai due “grandi” del territorio, tuttavia, la famiglia Leo guarda con attenzione altre varietà locali meno note come la Malvasia Nera, il cui carattere inconfondibile spinge l’enologo Nicola Leo a dedicarle ben due vini: MoraMora Malvasia Nera Salento IGP e RosaMora Malvasia Nera Rosato Salento IGP. Entrambi 100% Malvasia Nera, sono la declinazione contemporanea dei grandi classici della tradizione pugliese.
Paololeo raccoglie anche l’eredità della tradizione bianchista della Valle d’Itria con i vini del progetto Alture, da uve Minutolo, Bianco d’Alessandro e Verdeca. È proprio la Verdeca, vinificata in blend con il Maresco a dare vita a Mormora, il primo Metodo Classico pugliese affinato in mare al largo di Porto Cesareo.
Nel luglio 2025 il progetto Paololeo si arricchisce con l’acquisizione di Candido, altra storica cantina di San Donaci fondata nel 1929.
Due masterclass si terranno lunedì 13 e martedì 14 una dedicata a “Cappello di prete”, Negroamaro della cantina Candido e la seconda alla nuova annata di “Mormora” e al suo affinamento subacqueo.
CANTINA DI VENOSA / Padiglione 8 stand G1
Un metodo di lavoro che unisce impegno e passione, rispetto della tradizione e utilizzo delle più avanzate tecnologie sia in campagna che in cantina. Una cura estrema della qualità, tutte le uve vengono analizzate da una apposita stazione rifrattometrica prima che varchino la cantina.
Questi sono i principi e i valori di Cantina di Venosa nella parte nord della splendida Basilicata. Costituita nel 1957 da 27 soci promotori, oggi ne conta 350, con una superficie vitata di 800 ettari, la maggior parte nel comune di Venosa, famosa per aver dato i natali a Quinto Orazio Flacco, poeta del Carpe Diem e al Madrigalista Carlo Gesualdo, Principe di Venosa.
Il Vinitaly sarà anche l’occasione per assaggiare in anteprima le ultime annate dei vini più rappresentativi di Cantina di Venosa, tra i quali il Carato Venusio Aglianico del Vulture Superiore DOCG 2020, Tansillo Metodo Classico Rosé annata 2020, Gesualdo da Venosa Aglianico del Vulture DOP 2020.
In abbinamento ai vini alcune eccellenze lucane: salsiccia lucanica, soppressata, capocollo, caciocavallo podolico, peperone crusco, taralli.
KOMJANC ALESSIO / Padiglione 6 stand 47
L’azienda vitivinicola Komjanc Alessio è situata alle pendici della collina di San Floriano del Collio e i vigneti di proprietà si estendono su una superficie di 24 ettari. Fondata da Alessio, oggi è aiutato in campagna ed in cantina dai suoi quattro figli: Beniamin, Patrik, Ivan e Roberto con la moglie Raffaella e il figlio Mosè.
La consulenza enologica e di Gianni Menotti. In degustazione il Collio Bianco, blend di vitigni autoctoni, lo Chardonnay, il Pinot Grigio, il Sauvignon e tra i rossi troviamo Pinot Nero, Merlot e Cabernet Franc.
La grande competenza enologica e l’intenso impegno in campagna e in vigna, rendono i vini di Komjanc Alessio di spiccato carattere, definite geometrie olfattive, freschezza del sorso, verticali acidità. Perfetti rappresentanti del fascino del Collio, terra rude e orgogliosa, accogliente e determinata.
CANTINE LUNAE / Padiglione 7 stand F4 F5
Cantine Lunae coltiva 65 ettari di vigneti di proprietà, un mosaico di parcelle di due/tre ettari ciascuna. Trenta ettari sono gestiti in biologico. Il resto non vede diserbanti, concimi chimici o altro. Oltre i vigneti la famiglia Bosoni gestisce da oltre trent’anni un centinaio di vignaioli locali con il progetto “Terra viva Lunae” che punta sulla qualità agricola e di campagna. In questo modo gli ettari totali salgono a 85.
In degustazione il Vermentino nelle diverse espressioni, i vitigni autoctoni come Ciliegiolo e Albarola e “Cuvée Lunae”, lo spumante brut metodo classico millesimato.
BOSIO FRANCIACORTA / Palaexpo Lombardia zona D3
Siamo nel nord del territorio della Franciacorta a Timoline di Corte Franca, quattro chilometri dal lago d’Iseo, un bellissimo fazzoletto di terra tra le colline bresciane con lo specchio d’acqua ad impreziosirne il tratto.
Qui la famiglia Bosio, di antiche origini franciacortine, possiede la propria azienda vinicola. Recentemente ampliata e ristrutturata, la cantina è moderna e funzionale nelle zone di degustazione e accoglienza e al medesimo tempo elegante e di grande tradizione, laddove il Franciacorta riposa sui lieviti.
Sono Cesare e Laura, fratello e sorella, con il prezioso team di collaboratori, a guidare la produzione di vini di grande qualità e in costante crescita di stile. Da non perdere tra le degustazioni “Boschedor” brut millesimato e “Girolamo Bosio Riserva del fondatore” a maggioranza di Pinot Nero che affina sui lieviti per ben 72 mesi.

CRISTO DI CAMPOBELLO / Padiglione 2 stand 21 B
In provincia di Agrigento, a Campobello di Licata, troviamo l’azienda vinicola “Baglio del Cristo di Campobello”. Guidata da Carmelo Bonetta e dalla sua famiglia, la cantina è integrata perfettamente nell’affascinate campagna agrigentina, dove il sole riflette sul bianco dei muri delle case. Il nome deriva da un Crocifisso, meta di pellegrinaggi e celebrato con l’annuale, affollata, processione. Vini di carattere e formati sia sull’identità del territorio che sull’eleganza. I bianchi come “Lalùci”, un Grillo in purezza, “Adènzia” un blend di Grillo e Insolia dalla matrice fine e dal sapore profondo. I rossi di grande ampiezza come Lusirà” un Syrah 100% decisamente rappresentativo. Altro simbolo della cantina il Nero d’Avola “Lu Patri”.
STATTI / Padiglione 12 Stand D 4
Da oltre duemila anni la storia agricola della Calabria s’intreccia con quella del vino, e dal 1700 la Famiglia dei Baroni Statti vive sugli stessi cinquecento ettari. La grande varietà dei vitigni autoctoni rappresenta per Statti un grande patrimonio da riscoprire e valorizzare.
La famiglia Statti ha svolto un ruolo determinante nell’economia calabrese e da oggi Alberto e Antonio Statti hanno scelto di capitalizzare il legame profondo con la storia e la tradizione del territorio con lo sguardo sempre proiettato verso il futuro e l’innovazione. Tra i vitigni da non perdere Greco Nero e Mantonico.
CASA GRAZIA / Padiglione 2 stand E42
Il racconto di una Sicilia inedita prende forma nei vini di Casa Grazia, azienda della famiglia Brunetti a Gela, nella provincia nissena, ambasciatrice della Riserva Naturale del Lago Biviere, il più grande lago salato costiero della Sicilia. Un territorio fatto di dune, mare, lago e turismo archeologico che diventa identità e visione. Tra le novità, il restyling delle linee “La Selezione” e “Tra Dune”, con l’intervento dell’artista Angelo Ruta, e l’avvio del nuovo progetto sull’Etna. Casa Grazia, con la sua anima green al femminile, dà appuntamento al Vinitaly tra masterclass, aperitivi in musica e degustazioni delle ultime annate del Cerasuolo di Vittoria, unica D.O.C.G. siciliana. Da provare anche l’ottimo “Euphorya” Vino Spumante Rosé Frappato Brut.
TERRE CARSICHE 1939 / Padiglione 11 stand F5
Una tradizione familiare nata a Castellana Grotte, a sud-est di Bari e radicata in Puglia, ma con forte vocazione all’espansione sul territorio nazionale e internazionale.
Immersa nella fertile campagna caratterizzata da un clima favorevole alla lavorazione dei vini di qualità, la cantina opera nel territorio delle Murge, in zona di terre carsiche, sin dal lontano 1939.
Oggi Terrecarsiche 1939 produce vini a Indicazione Geografica Tipica e a Denominazione di origine controllata di Gioia del Colle e Valle D’Itria, con un affaccio anche nella zona di Castel del Monte, valorizzando principalmente i vigneti autoctoni ormai celebri della Puglia. Da provare l’eccellente “Cava Bianca” affinato nelle profondità delle grotte di Castellana e il “Fanova” primitivo di Gioia del Colle.
TENUTA CONTESSA / Padiglione 12 stand B3 25
«A Tenuta Contessa – afferma la famiglia Sorbo – non coltiviamo la terra: ce ne prendiamo cura. Giorno per giorno adattiamo i processi produttivi ai cicli della natura, diamo valore al sapere distribuito e alla memoria agricola collettiva per connettere l’intelligenza umana con la bellezza della natura. Lavoriamo per ottenere un impatto ambientale minimo e un impatto sociale enorme, per un’agricoltura biologica sempre più presente e per prodotti nati da processi sostenibili. In questo luogo, dove la nostra famiglia ha radici e ha scoperto la serenità, abbiamo creato un rifugio che va oltre la mera ospitalità. Un frammento di terra di innegabile bellezza, che custodisce e conserva tradizioni, prodotti e testimonianze del passato».
In degustazione “Terre d’amore” e “Albe Lunari”.

AKRA VINI DI CALABRIA / Padiglione 12 stand B3 21
Il progetto Akra (dal greco antico, sommità, vetta) parte dalla Tenuta Santa Venere, a Castrovillari, un luogo ideale per la viticoltura, con le sue terrazze perfettamente esposte al sole, con suoli pleistocenici profondi, dal moderato contenuto di scheletro, di color bruno rossastro, ricchi dei principali microelementi e di minerali. Qui abbiamo piantato varietà autoctone (Pecorello), italiche (Aglianico) e internazionali (Chardonnay, Moscato) in un contesto di straordinaria biodiversità. Da degustare, tra gli altri, “Akrà Rosso” e “Cynthia”.
Martedì 14 aprile alle ore 14.00 al padiglione della Basilicata (pad. 11, stand E5-E6) avverrà il lancio ufficiale di Gusto Nobile Basilicata, l’evento dedicato alle eccellenze enogastronomiche lucane, che si terrà tra l’8 e il 10 maggio a Venosa (PZ), nato dalla partnership tra Merano WineFestival, Regione Basilicata, Consorzio di Tutela Aglianico del Vulture e Comune di Venosa.

Alla presentazione interverranno le autorità locali, l’Assessore alle Politiche agricole della Regione Basilicata Carmine Cicala, il Presidente del Consorzio di Tutela Aglianico del Vulture Francesco Perillo e Helmuth Köcher, con la moderazione del giornalista Andrea Radic.
Il Merano Wine Festival presenta anche “Amphora Evolution” (padiglione 8 stand A8 e A9) area dedicata ai vini in anfora, importante fenomeno enologico in crescita e nella giornata di Domenica 12 aprile alle 15 il fondatore Helmuth Köcher presenterà la seconda edizione del “Merano Wine Festival Calabria” nel Padiglione 12 area Regione Calabria.
Andrea Radic




















