export vino

L’analisi di Nomisma Wine Monitor mentre il mercato globale del vino nel 2025 mostra segnali di forte rallentamento, con gli Stati Uniti al centro della flessione.

Secondo i dati sulle importazioni, il valore del mercato statunitense è sceso di quasi il 12%, fermandosi a circa 5,5 miliardi di euro. A pesare sono stati soprattutto l’indebolimento del dollaro e i dazi sulle importazioni, che hanno aggravato una crisi dei consumi già in atto da anni e solo temporaneamente nascosta dal boom post-Covid. Per evitare un crollo dei volumi, produttori e importatori hanno in parte assorbito i costi dei dazi, riducendo i propri margini.

In questo contesto, anche le esportazioni di vini italiani DOP negli Stati Uniti risultano in calo: nei primi undici mesi del 2025 hanno raggiunto 2,37 milioni di ettolitri per 1,3 miliardi di euro , con una diminuzione del 2,6% nei volumi e del 6,2% nel valore rispetto all’anno precedente. La flessione colpisce soprattutto i rossi Dop di Toscana, Piemonte e Veneto (oltre -7% a valore). Fanno eccezione i bianchi siciliani (+12%) e toscani (+39%) , mentre il Prosecco cresce leggermente nei volumi (+1,3%) ma cala a valore (-2%).

export vinoPer compensare il calo negli USA, i produttori stanno cercando nuovi sbocchi internazionali, ma molti mercati chiave nel 2025 mostrano segnali negativi.

In Cina le importazioni di vino scendono a poco più di 2 milioni di ettolitri per circa 1,3 miliardi di euro , con una contrazione diffusa in quasi tutte le categorie; il vino italiano registra un calo di oltre il 15% a valore. Anche il Giappone riduce gli acquisti (-2,2% nei volumi e -1,7% nel valore), con perdite per quasi tutti i fornitori, Italia compresa, che mantiene una quota del 12,5%.

Situazione contrastante in Corea del Sud, dove i volumi importati crescono del 5,3% , ma il valore complessivo scende del 10%. Qui i rossi veneti DOP italiani mostrano comunque una crescita significativa.

In Regno Unito, secondo mercato per l’Italia, le importazioni totali calano del 6% circa sia a volume sia a valore, con una perdita del 6% per il vino italiano. Anche la Svizzera registra un calo dei volumi (-4,7%), mentre il valore cresce leggermente; le esportazioni italiane scendono di circa -6% a valore.

Un segnale positivo arriva invece dal Brasile  dove nel 2025 le importazioni aumentano (+3,5% nei volumi e +1,9% nel valore). Le esportazioni italiane DOP crescono, con i rossi toscani leader per valore e i bianchi veneti trainanti nei volumi , confermando il potenziale strategico del mercato, anche in vista dell’accordo di libero scambio UE-Mercosur che, come annunciato venerdì dalla Commissione Europea, sarà comunque applicato in via provvisoria in attesa della ratifica da parte del Parlamento Ue.

Secondo Denis Pantini, Responsabile Wine Monitor di Nomisma, i dazi statunitensi hanno creato forti tensioni lungo la filiera, spingendo i produttori a ridurre i prezzi medi per mantenere competitività. Di fronte alla debolezza di molti mercati tradizionali, le aziende italiane stanno quindi diversificando le destinazioni , puntando su aree emergenti come Europa orientale (Polonia, Repubblica Ceca) e Sud-Est asiatico (Vietnam, Thailandia).