Il consumatore non ha smesso di spendere, ma ha imparato a farlo in modo più selettivo. È questo il messaggio emerso dal Forum Impresa Persona Agroalimentare, giunto alla 23ª edizione svoltosi a Milano Marittima, che ha riunito oltre 400 imprenditori e manager del settore.

Secondo le analisi di NielsenIQ, lo scenario dei consumi è meno critico di quanto spesso descritto. L’inflazione non frena del tutto la spesa: cresce infatti la domanda di prodotti che offrono servizio, benessere e innovazione, come caffè in capsule, yogurt greco, kiwi giallo e alimenti ad alto contenuto proteico.

Anche il largo consumo mostra segnali positivi, trainato dai prodotti freschi e da un’offerta in miglioramento, con una crescente attenzione a salute, free from e marca del distributore.

Forum Impresa Persona Agroalimentare
Forum Impresa Persona Agroalimentare. Cottarella

Guardando avanti, il settore dovrà confrontarsi con nuove sfide, dalla nutrizione funzionale all’impatto dei farmaci GLP-1 sui consumi, fino all’intelligenza artificiale applicata alla spesa, in un contesto segnato da volatilità delle materie prime e pressione sui margini.

Un focus specifico ha riguardato il vino, simbolo del Made in Italy. Per Riccardo Cotarella, presidente nazionale e internazionale degli enologi, il settore non è in crisi di consumi, ma di relazione.

«Il vero problema è il rapporto con i giovani, che non si avvicinano al vino come dovrebbero, e la responsabilità è del settore», ha affermato, richiamando la necessità di tornare a raccontare il vino come espressione di cultura, territorio e identità. «Non è l’uva che fa il vino, ma il territorio che gli dà il Dna».

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Forum Impresa Persona Agroalimentare. Brisigotti

Dal punto di vista della distribuzione, Domenico Brisigotti, direttore generale di Coop Italia, ha descritto un mercato ormai maturo, in cui i volumi complessivi non cresceranno, ma evolveranno le caratteristiche dei consumi.

Le prospettive restano positive per frutta, verdura e fresco, più complesse per le carni, mentre si rafforza il legame tra alimentazione, salute e qualità della vita. Sul fronte retail, Brisigotti ha indicato come inevitabile un processo di concentrazione e trasformazione dei modelli distributivi, con investimenti sostenibili solo per operatori di dimensioni adeguate.

Dal Forum emerge dunque un’indicazione chiara: il futuro dell’agroalimentare non sarà guidato dal prezzo, ma dalla capacità di creare valore, fiducia e qualità per il consumatore.

Per informazioni: www.ipagroalimentare.it