Home Primo piano Noblesse oblige: da 180 anni Champagne De Venoge

Noblesse oblige: da 180 anni Champagne De Venoge

0
32

Da 180 anni la Maison de Venoge è ambasciatrice nel mondo per lo Champagne

La Francia deve le sue fortune in campo enologico sia agli antichi Greci Focesi (abitanti dell’antica Città di Focea ubicata sulle coste dell’attuale Turchia), che introdussero la coltivazione della vite, sia ai mercanti Fenici che, alla fine del VII Secolo a.C., portarono il vino nell’antica Città Greca di “Massalia” (oggi Marsiglia in Provenza).

Da allora, parafrasando un noto modo di dire, si potrebbe azzardare a scrivere che “molto vino è passato sotto i ponti”.

Oggi la Francia si alterna all’Italia, a seconda della vendemmie, come primo produttore mondiale di Vino. Grazie a una intelligente agricoltura, su terreni particolarmente avocati, abbinata alla qualità dell’uva, alle tecniche enologiche e a una sapiente commercializzazione, i suoi Vini sono all’apice del successo mondiale e sono l’esempio da seguire praticamente da tutti.

Varie e grandi zone della vasta campagna Francese sono diventate famose e nomi, come il Bordeaux, la Borgogna, l’Alsazia, le Valli del Rodano e della Loira, la Champagne, corrispondono a importanti produzioni di Vino di ottima qualità.

La Champagne, in particolare, è un Territorio, delimitato da una legge del 1927, ubicato nella Regione della Champagne-Ardenne, del nord-est della Francia, dove si produce l’omonimo e mitico vino spumeggiante.

Nella Zona si trovano circa 34.000 ettari di “ricchi” vigneti, a 150 Km. da Parigi, divisi in cinque zone naturali, dalle diverse caratteristiche, sia del terreno che climatiche: Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Còte des Blancs, Còte de Sèzanne e Còte des Bar nell’Aube.

Il Territorio comprende 319 Comuni, suddivisi in cinque dipartimenti: la Marne, l’Aube, l’Aisne, le Haute-Marne, la Seine-et-Marne.

Per fare lo Champagne si possono usare, teoricamente, parecchie tipologie di vitigni, in realtà vengono usati prevalentemente: Pinot Nero, Pinot Meunier, Chardonnay, Pinot Bianco, Arbanne, Petit Meslier.

Il nome “Champagne” è una Appellation d’Origine Contròlée (A.O.C.), può essere “Grand Cru” o “Premier Cru”, a secondo del Comune di provenienza delle uve.

Solo le uve di 63 Comuni possono fregiarsi della Denominazione di Origine per lo Champagne, 17 come “Grand Cru” e 44 come “Premier Cru”.

Lo Champagne non è solo un Vino Francese con le bollicine (perlage) ma, in tutto il Mondo, da più di trecento anni, è un “cult”. Tra le Maison più importanti, con una lunga storia alle spalle, possiamo certamente annoverare  “De Venoge”.

La Famiglia De Venoge ha origini Svizzere che risalgono, nel 1411, a Perrod e Jean De Venoge, notabili del territorio attraversato dal Fiume La Venoge, che sfocia nel Lago di Ginevra.

Henri-Marc De Venoge, nato il 3 Ottobre 1776, intraprendente uomo d’affari, viene in Italia dove tra l’altro si innamora e sposa, nel 1812, Marianna Bellinzaghi. Nel 1817 torna in Svizzera per circa otto anni, successivamente si trasferisce in Francia a Mareuil-Sur-Ay, anche oggi un piccolissimo Comune nella Regione Champagne-Ardenne.

Nel 1837, Henri-Marc De Venoge , fonda, proprio nel Comune Francese di Mareuil-sur-Ay, la “Maison De Champagne De Venoge”. E’ un uomo dallo spirito innovativo, una tra le sue idee,  concettualmente rivoluzionarie per l’epoca, fu quella di inventare le etichette ovali (assolutamente innovative) e, in più, iniziò anche a inserirvi delle immagini, oltre al nome del produttore… “una vera e propria rivoluzione”.

Fu un successo immediato, alla fine del 1838 vennero vendute in tutta Europa più di 50.000 bottiglie.

Nel 1845, passò la direzione a uno dei suoi quattro figli, Joseph, nato a Milano nel 1814, durante il suo soggiorno Italiano.

Joseph De Venoge non fu certo meno intraprendente e innovativo di suo padre e tra il 1845 e il 1866, periodo in cui ebbe la responsabilità della gestione dell’Azienda, ampliò e diffuse i suoi prodotti fino negli Stati Uniti, inventando anche una serie di bellissimi nomi per le loro Cuvée (il risultato dell’assemblaggio di vini per migliorarne le qualità intrinseche).

Nel 1864 venne registrato il Marchio, per una sua speciale Cuvée (già usato fin dal 1851) della Maison, che raggiungerà vette di straordinario successo, dove le etichette e i colli delle bottiglie sono attraversate in diagonale da una striscia blu (una fascia di questo colore, portata nelle grandi occasioni, è  simbolo di nobiltà fin dal 1500): il “Cordon Bleu”.

Successivamente la Maison passò nelle mani del figlio Gaëtan, che nel 1872, insieme ad altri fondò l’Associazione che riuniva le grandi Famiglie produttrici di Champagne.

Alla morte di Gaëtan De Venoge la titolarità passò alla sua vedova, Marie Papelart, e a seguire al marito della loro figlia, Yvonne (classe 1869, l’ultima dei De Venoge), il Marchese Adrien De Mun.

Il Marchese Adrien morì nel 1922, dopo anni difficilissimi come quelli della Prima Guerra Mondiale (1914 – 1918) che danneggiarono massicciamente la proprietà. A seguire la crisi del 1929, che blocco anche il flusso dell’esportazione verso gli Stati Uniti, e poi ancora la Seconda Guerra Mondiale, misero in ginocchio la Maison.

Gli eredi del Marchese Adrien De Mun manterranno tra mille difficoltà la conduzione della “Maison de Champagne De Venoge” fino al 1958. Nei 40 anni successivi, pur realizzando una produzione di livello, vari passaggi di proprietà hanno creato una instabilità che non ha giovato alla Maison.

Dal 1998 la rinascita, e il ritorno agli antichi splendori, quando la grande “Maison De Champagne De Venoge” è diventata proprietà del Gruppo Lanson-Boizel Chanoine Champagne (Lanson-BCC).

Da 180 anni la Maison de Venoge è ambasciatrice nel Mondo per lo Champagne, con dei prodotti di eccellenza e oggi produce circa 1.700.000 bottiglie all’anno nelle varie prestigiose Cuvée.

Ho avuto la fortuna di poter degustare una preziosa selezione di “Champagne de Venoge”:

– “Cordon Bleu Brut Sélect” A.O.C. (50% Pinot Noir, 25% Pinot Meunier e 25% Chardonnay);

– “Cordon Bleu Brut Millésimé 2000” A.O.C. (70% Pinot Noir, 15% Pinot Meunier e 15% Chardonnay);

– “Louis XV Brut Millésimé 1995” A.O.C. (60% Pinot Noir, 20% Pinot Meunier e 20% Chardonnay);

– “Cordon Bleu Blanc de Blancs Millésimé 2000” A.O.C. (100% Chardonnay);

– “Louis XV Extra-Brut Rosé Millésimé 2002” A.O.C. (60% Pinot Noir, 40% Chardonnay);

– “Vin du Paradis Cuvée Dry” A.O.C. (60% Pinot Noir, 20% Pinot Meunier e 20% Chardonnay).

Degustazione  estremamente interessante di bollicine straordinarie, originali ed equilibrate, ognuna con le sue magnifiche specificità, ma tutte con sentori ben definiti e armonici, prevalenze di aromi eleganti e concentrazioni gustative di altissimo livello: dei grandi Champagne.

“Maison de Champagne De Venoge” dal 1837… “Noblesse Oblige” (Nobiltà fa Obbligo).

Giorgio Dracopulos

www.champagnedevenoge.com

https://www.youtube.com/watch?v=K0YrsF0Ylog

 

Nelle foto, dall’alto:

Champagne de Venoge, Louis XV Brut 1995. Foto di Giorgio Dracopulos

Champagne de Venoge, Vin du Paradis

Champagne de Venoge, Cordon Bleu Brut Blanc de Blancs 2000