Azienda Vitivinicola Michele Satta. Giacomo e Michele Satta con Giorgio Dracopulos. Foto di Giorgio Dracopulos

Azienda Vitivinicola Michele Satta a Castagneto Carducci (Livorno) dal 1983 una delle colonne portanti della storia del vino di Bolgheri.

La Regione Toscana è tutta bellissima e magnifica sotto ogni aspetto; una delle sue perle è la Provincia di Livorno, che si trova ubicata nel cuore della Maremma Livornese, nel tratto del suo Territorio quello bagnato dal Mare Ligure e dal Mar Tirreno denominato “Costa degli Etruschi” c’è il Comune di Castagneto Carducci.

L’antico, fascinoso e panoramico Borgo di Castagneto Carducci è adagiato sulla sommità di una dolce collina, dominata dai resti (la parte che guarda il mare) del Castello dei Conti della Gherardesca, un fortilizio la cui costruzione risale intorno all’Anno Mille. Il Castello e la Chiesa di San Lorenzo sono stati il nucleo originario intorno al quale si è sviluppato il Centro abitato.

Il Territorio Comunale si divide tra le Frazioni di Bolgheri, piccolissimo Borgo Medievale famoso nel Mondo per la produzione Vitivinicola, Donoratico edificato a cavallo della Via Aurelia con la sua importante Stazione Ferroviaria sulla Litoranea Tirrenica e Marina di Castagneto Carducci notissima Località Turistico Balneare con il suo mare premiato più volte con la prestigiosa “Bandiera Blu”.

Bolgheri

Uno splendido e curato Territorio che da Collinare diventa pianeggiante verso il Mare. Qui prende vita anche la bellissima e preziosa Riserva Faunistica di Bolgheri (Rifugio Faunistico di Bolgheri) che si estende per più di 500 Ettari.

Questa Terra è super accogliente sia per il Turismo Enoico sia per quello Gastronomico. La produzione Vitivinicola è straordinariamente importante; qui nascono alcuni Vini del tutto eccezionali che danno all’Italia grande fama e lustro a livello Internazionale. Ma anche la produzione di ottimo Olio Extra Vergine di Oliva è un fiore all’occhiello del Territorio. Il Comune di Castagneto Carducci rientra nel prestigioso Consorzio “La Strada del Vino e dell’Olio Costa degli Etruschi”.

Proprio alle prime propaggini lato mare dei Colli dove è ubicato l’antico e suggestivo Borgo di Castagneto Carducci ha Sede, in Località Vigna al Cavaliere 61, un’Azienda Vitivinicola tra le più storiche e importanti non solo della Zona: Michele Satta.

L’Azienda è di Michele Satta e della sua bellissima e numerosa Famiglia: la Moglie Lucia e sei Figli (cinque femmine e un maschio).

Michele Satta

È nato in Lombardia nella fascinosa e accogliente “Città Giardino” di Varese, il 14 Febbraio del 1955 (San Valentino), il Papà Ingegnere, cognome e cromosomi sardi, e la Mamma Insegnante. Sempre a Varese dopo le Scuole dell’Obbligo ha frequentato e si è diplomato nel 1974 al Liceo Classico “Ernesto Cairoli”, una delle Scuole più antiche e prestigiose della Città.

Michele Satta finito il Liceo Classico volle iscriversi all’Università di Agraria di Milano, questa decisione era maturata già diversi anni prima. Infatti quando era ancora ragazzino, frequentava la Seconda Media, i Genitori e Michele andarono a trovare dei parenti nel Nord della Sardegna. Michele trascorse una settimana con Zio Baingio curando le pecore, innamorandosi del grano fiorito e degli ulivi, inebriandosi dei profumi della Terra lavorata, un incontro con la natura che gli provocò un’emozione stratosferica segnandolo per sempre.

Durante un’altra vacanza a Castagneto Carducci con la Famiglia “del tutto casualmente” a Michele Satta capitò un evento che cambiò tutta la sua vita: un Proprietario di una Fattoria del Luogo venuto a sapere della sua recente iscrizione all’Università di Agraria di Milano (si è Laureato poi a Pisa, nel 1980, in Scienze Agrarie) gli offrì un lavoro. Il suo primo Stage inizio così presso l’Azienda “Tringali Casanuova” con la Vendemmia dell’Ottobre 1974.

Per i primi due anni di Università Michele andava per brevi periodi a fare esperienza a Castagneto, successivamente, nei secondi due anni ha passato tutti i pomeriggi al lavoro in Campagna seguendo come un’ombra il suo Fattore, apprendendo e assimilando la sapienza del rapporto dell’uomo con la natura.

Imparò l’Agricoltura a 360 gradi, tra tantissimo altro apprese che la Terra diventa dura quando soffia il vento, che la rugiada è copiosa quando la temperatura è di un certo tipo, che ci sarà brutto tempo quando le rondini volano basse, che il ciclo delle piante cambia in certe zone del campo, in alcune stentano a crescere e in altre no, perché si pota in un determinato momento, imparò anche che la Cultura Contadina è un immenso patrimonio di unità con la Natura e di paziente rispetto della realtà della Terra. Molto ci sarebbe ancora da raccontare.

A 25 anni Michele Satta finito gli studi si è Sposato e ha iniziato a fare carriera nell’Azienda dove lavorava diventandone il Fattore/Direttore. Anche il vino faceva parte dell’Azienda, era il vino che si produceva in Maremma e andava a finire come vino da taglio.

Ma la grande passione di Michele Satta lo portò nel 1983 (aveva già tre figli) a prendere una decisione drastica e, in accordo con sua Moglie, stabilì di stare in Campagna e fare il proprio vino. Sull’onda di una sconfinata dedizione al proprio lavoro si mise in proprio e prese in affitto vecchie Vigne e relativa vecchia Cantina. Nell’Autunno dell’83 arrivò la prima vendemmia e da quel giorno, passo dopo passo, l’Azienda Michele Satta è cresciuta in parallelo con la Storia di Bolgheri.

Il Primo Disciplinare di Tutela dei Vini Bolgheri è anch’esso del 1983 e successivamente, grazie ancora alla “Locomotiva Sassicaia”, furono definite la DOC Bolgheri e DOC Bolgheri Sassicaia e il relativo Consorzio di Tutela.

Azienda Vitivinicola Michele Satta. La Cantina Scavata nella Roccia. Foto di Giorgio Dracopulos

Tra l’83 e l’87 Michele prese coscienza di cosa era effettivamente il Vino. In quegli anni era avvenuto un salto di qualità grazie all’inizio del benessere diffuso il Mondo si accorgeva delle diversità: l’Italia si era agganciata ai grandi privilegi dei produttori Francesi che nei Secoli si erano ricavati delle nicchie di mercato straordinarie con una produzione eccezionale. Erano gli anni in cui ci fu l’esplosione del Vino e Michele si gettò a capofitto, studiò, guardò, imparò, viaggiò e andò in Francia con ancora più passione e amore per il Vino.

“Che cosa è il vino? Che cosa è la qualità del vino? Il vino è straordinariamente unico nella storia nostra dell’alimentazione. Normalmente un prodotto agricolo, le pesche, a esempio, ce le hai, le cogli, le porti sul mercato, non ti va bene il prezzo, le riporti a casa, marciscono e le perdi. Il vino invece è l’uva che si trasforma, è sempre quell’uva lì che diventa un’altra cosa, straordinariamente più suggestiva, straordinariamente più buona, addirittura in certi casi diventa eccezionale e diversa nel tempo, ti inebria, ti apre uno spazio nel cuore. È il tuo raccolto, la tua vendemmia, tutto ciò per cui tu hai lavorato.

Michele Satta. Una Vista della Cantina. Foto Andrea Moretti

Noi dobbiamo guardare il Vino con rispetto, per quello che è davvero, in quanto è l’espressione unica di un pezzo di Mondo: quel terreno lì c’è solo lì, non esiste un altro punto del pianeta con quella complessità di terreno che tu hai scelto per fare la Vigna. Non esiste un’annata uguale alla precedente, il Vino che farò quest’anno sarà unico, non lo farò mai più.

Il tipo di uve che ci sono nella mia Vigna e che faranno quel Vino sono irripetibili, il modo con cui io uomo ho dedicato passione, intuizione, errori, come ho piegato un archetto, quante gemme ho lasciato, se ho levato la femminella, se ho levato le foglie, se ho lavorato il terreno, è mio, soltanto mio”. Questo è stato ed è il sincero pensiero di Michele Satta.

Dopo i primi anni di assestamento, legati ad affitti frazionati, nel 1987 si costituì il primo nucleo dell’Azienda Michele Satta con l’acquisto del miglior terreno disponibile e la costruzione della Cantina scavata nella roccia calcarea.

Nel 1991 ha piantato la sua prima Vigna in proprietà e da lì è stato tutto un succedersi di acquisizione di Terreni, vicini alla sua Cantina, che sentiva perfetti per fare ottimo Vino, arrivando nel giro di non molto a produrre Bottiglie solo da uve da Lui piantate. In quegli anni in parallelo sviluppava fortemente l’esperienza non solo con la Terra ma anche con la Cultura del Vino Internazionale iniziando anche a viaggiare in molti Paesi del Mondo per allargare conoscenze e confronti.

Tra il 1993 e il 1995 è diventato anche “consulente/conduttore” del Vigneto di “Ornellaia” dove ha potuto allargare la visione internazionale del Mercato dei Vini di Alta Qualità e ha perfezionato le tecniche di coltivazione a contatto con una realtà di eccellenza Mondiale.

Azienda Vitivinicola Michele Satta. Una Vista Esterna. Foto di Giorgio Dracopulos

L’azienda odierna

Oggi le Vigne di “Michele Satta” coprono una superficie totale di circa 23 Ettari, tra proprietà e affitti. Sono tra le Vigne più a sud di tutto il comprensorio, nella Frazione che la zonazione fatta dal Professor Attilio Scienza ha chiamato “Accattapane”. Sono situate al centro del Comune di Castagneto Carducci e dunque nell’area riservata alla produzione di Vini Bolgheri DOC.
I Terreni sono di medio impasto, con una leggera flessione verso la granulometria sabbiosa, posti a ridosso delle Colline di Castagneto Carducci e della Torre di Donoratico. Questa vicinanza permette di avere delle riserve idriche importanti nel suolo durante l’estate, poiché le Colline raccolgono tutte le piogge primaverili/estive, facendole confluire sulla Piana di Bolgheri. Rilevante anche l’importanza, per i suoi positivi effetti, della vicinanza del Mare.

Le Vigne da cui esclusivamente provengono le Loro uve sono state piantate da Michele negli anni ’90. In ogni vigna sono presenti le cultivar che Michele ha ritenuto, dopo anni di studio e osservazioni, essere le più rappresentative di Bolgheri (non escludendo ulteriori esperimenti nel futuro): per i Vini Bianchi sono Viognier, Vermentino e Sauvignon, mentre per i Vini Rossi sono Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Sangiovese e Teroldego.

La presenza dei singoli vitigni nelle diverse Vigne, permette di avere numerose e diversificate espressioni delle varietà, in modo tale da poter capire come si sviluppino le specifiche vigne in ogni annata. I Vigneti che esprimono maggior equilibrio e complessità forniscono così le uve per i Vini più importanti. La Produzione annua è di circa 150.000 Bottiglie tra Sei Vini Rossi e Due Bianchi.

Azienda Vitivinicola Michele Satta. La Sala Degustazioni. Foto di Giorgio Dracopulos

Da alcuni anni due dei Figli di Michele, Benedetta e Giacomo, partecipano in prima persona alla gestione dell’Azienda, curiosi e appassionati hanno iniziato il cammino della seconda generazione sulla strada della tradizione di Famiglia con lo sguardo rivolto al nuovo e al futuro. Benedetta è nata a Cecina (LI) il 15 Dicembre del 1983 ed è Laureata in Fisica all’Università degli Studi di Milano, anche Giacomo è nato a Cecina, il 29 Agosto del 1991, e si è Laureato in Agraria all’Università degli Studi di Milano.

Michele Satta. Marianova 2018 un Vino Magnifico. Foto Andrea Moretti

La produzione

L’Azienda Michele Satta dopo aver commercializzato negli anni grandi Vini Rossi (“I Castagni”, “Piastraia”, “Cavaliere”, “Syrah”, “Bolgheri Rosso”) e altrettanto grandi Bianchi (“Costa di Giulia” e “Giovin Re” anagramma di “Viognier”) nel 2015, con una produzione di sole 600 Bottiglie, ha lanciato “Marianova”. Questo Vino del tutto speciale anche nei successivi anni di imbottigliamento (2016-2017-2018) non ha mai superato le 3.000 preziose Bottiglie.

“Marianova” un Bolgheri Superiore DOC che nasce come prima esperienza della seconda generazione Satta, un blend in parti uguali delle migliori uve di Syrah e Sangiovese provenienti dal Vigneto “Vignanova”. Grazie a Vitigni come “Syrah e “Sangiovese” questo eccellente Vino esprime tutta la lucentezza e armonia di questo magnifico Territorio Mediterraneo che, grazie alle positive peculiarità, sa dare ai Vini profondità e complessità estremamente rare.

Non Fungible Token

Proprio con un Vino speciale come “Marianova”, in particolare “Marianova 2018”, l’Azienda “Michele Satta” ha voluto aderire al Progetto di digitalizzazione associato ad alcune delle bottiglie Toscane di maggior pregio che vede come Autori “Italian Wine CryptoBank” e “Crypto Dine Wine Art”. L’iniziativa coinvolge Sei grandi Vini Toscani di famose Case Vinicole del Territorio e punta a creare un prodotto unico con la Collezione NFT “Catch 22”. 

Azienda Vitivinicola Michele Satta. Foto di Giorgio Dracopulos

Ogni Vino sarà associato a un’opera digitale (una “gif animata” registrata nella “blockchain”, letteralmente “catena di blocchi”, e resa così eterna) realizzata dal bravissimo Illustratore/Artista e Giornalista Gianluca Biscalchin e solo 22 “NFT” saranno abbinati a ogni tipologia di Vino favorendo l’avvicinamento dell’universo dei Wine Lovers (gli amanti del lusso e del collezionismo) a quello delle nuove generazioni di collezionisti, che guardano gli “asset digitali” come gli “NFT” con crescente interesse.

“NFT” è l’acronimo di “Non Fungible Token” che in Italiano significa “gettone non copiabile” ossia qualcosa di esclusivo, semplicemente unico che non può essere sostituito da altro. La Tecnologia “NFT” consentirà di attribuire a ognuna delle bottiglie prescelte anche un “Certificato di Autenticità”.

La Filosofia che è alla base di un’Azienda straordinaria come “Michele Satta” si può racchiudere in una sola parola Latina “Semetipsum” (lui stesso): ogni Vino deve essere se stesso grazie alla continua ricerca dell’alta qualità come espressione della Natura unica e irripetibile di ogni Vigneto e del suo incontro con l’Uomo.

Azienda Vitivinicola Michele Satta a Castagneto Carducci (LI) dal 1983 una delle colonne portanti della Storia del Vino di Bolgheri e non solo.

Giorgio Dracopulos

http://www.michelesatta.com/index.php?lang=it