La serata alla VIneria di Via Stradella a Milano
La serata alla VIneria di Via Stradella a Milano

Si è svolta mercoledì 3 dicembre presso Vineria di Via Stradella, una serata che nasce dal desiderio di raccontare Milano attraverso i suoi sapori più autentici per dimostrarne la sorprendente versatilità e testimoniare un dialogo ideale tra cibo e vino nel segno del: fatto con passione,  delleccellenza e dellitalianità.

regolaUn benvenuto dalla Costa Toscana:
La Regola e la sua eleganza Metodo Classico

A inaugurare la degustazione, un calice di benvenuto firmato La Regola, storica azienda di Riparbella (Costa Toscana). Il Metodo Classico Brut Nature 36 mesi, da Manseng e Chardonnay, ha introdotto gli ospiti con la sua freschezza verticale e la fine eleganza dei suoi 36 mesi sui lieviti. Un metodo classico che rilancia la Costa Toscana verso potenzialità inaspettate anche per le bollicine.

L’azienda, guidata oggi dalla quinta generazione della famiglia Nuti, è non solo eccellenza produttiva ma anche luogo d’arte: la barricaia “Somnium”, affrescata da Stefano Tonelli, rappresenta un unicum architettonico che racconta il sogno del vino.

singersangioInsalata di nervetti e Sangiovese pop”:
Grignano sorprende con il suo SingerSangio

Il primo piatto meneghino della serata — linsalata di nervetti — ha trovato un abbinamento inaspettato e riuscitissimo con il Singersangio IGT Toscana, Sangiovese vinificato in bianco della Fattoria di Grignano, nel cuore del Chianti Rufina.

Il vino, fresco, diretto e contemporaneo, incarna perfettamente lo stile del suo ideatore Tommaso Inghirami, erede della storica famiglia della moda Ingram. La linea SingerSangio reinterpreta infatti il Sangiovese in una chiave pop, ironica e immediata: un modo nuovo di parlare al pubblico giovane senza tradire la tradizione.

Risotto alla milanese e Albana:
Romagna e Lombardia dialogano nel piatto

SabbionaIl piatto simbolo di Milano, il risotto alla milanese, è stato sorprendentemente abbinato a un bianco, cosa che ha destato molta sorpresa tra gli ospiti. Il vino prescelto è stato Romagna Albana DOCG Alba della Torre” 2022, servita eccezionalmente dalla riserva personale del produttore.

Prodotta da La Sabbiona, azienda di Oriolo dei Fichi che custodisce e valorizza vitigni storici della Romagna, questa Albana secca — macerata sulle bucce e affinata sulle fecce nobili — ha accompagnato alla perfezione la cremosità del risotto allo zafferano, con una struttura sia di corpo che aromatica capace di sostenere la ricchezza del piatto pur mantenendo una sorprendente eleganza.

Cotoletta tra Romagna e Carmignano:
un doppio abbinamento che emoziona

CapezzanaLa cotoletta alla milanese, regina della tavola, ha incontrato due interpretazioni di rosso italiano, entrambe espressioni di territori profondamente identitari:

  • La Sabbiona Centesimino DOC Oriolo
    Se chiedessero di abbinare un vino rosso, giovane, con pochi tannini, alla cotoletta, sono convinta che in molti non accetterebbero. Ma il Centesimino è nato per sorprendere! Vitigno raro e autoctono della Romagna faentina, 14 gradi e mezzo impercettibili, avvolti da una intrigante aromaticità tra note piraziniche di peperone unite a piccoli frutti rossi, e una freschezza naturale che che permette un abbinamento insolito ma perfettamente calibrato con la succulenza della cotoletta che viene dunque “alleggerita” con il sorso di questo rosso.
  • Capezzana Villa di Capezzana 2021, Carmignano DOCG
    Un abbinamento più classico e alquanto godurioso con la storica etichetta prodotta sin dal 1925 da Villa di Capezzana che ha lasciato pressoché intatto anche il blend di 80% Sangiovese e 20% Cabernet Sauvignon, quest’ultimo presente nel Carmignano fin dal XVI secolo grazie a Caterina de’ Eleganza, trama tannica fine e profondità rendono questo vino un compagno ideale per un secondo piatto importante.

L’incontro tra la vibrazione aromatica del Centesimino e la classicità del Carmignano ha offerto agli ospiti un confronto ricco e sorprendente.

Panettone & bollicine venete:
la dolcezza meneghina incontra il Tai Rosso

le pignoleIl dessert per eccellenza del Natale milanese, il panettone, è stato abbinato a uno dei vini del cuore dell’azienda Le Pignole, cantina familiare situata a Brendola, nei Colli Berici vicentini.

Sorprendente trovare un Tai rosso spumantizzato, prodotto in poche migliaia di bottiglie il Rosa dei Berici Spumante Extra Dry DOC Colli Berici Tai Rosso, è stato un vino fortemente voluto dalla titolare dell’Azienda, Serena Boracchi, innamorata della dolcezza delle bollicine venete.

Questo spumante, vivace e aromatico, esprime la duplice anima calcarea e vulcanica del territorio, offrendo una freschezza ideale per valorizzare la morbidezza e le note burrose del panettone.

Degustazione alla cieca:
un viaggio nel tempo con la presenza di Annalù
Benaim

La degustazione alla cieca ha offerto uno dei momenti più intensi della serata, arricchita dalla presenza alla serata di Annalù Benaim, quinta generazione della famiglia Contini Bonacossi, titolare della storica Tenuta di Capezzana. La sua partecipazione ha trasformato il confronto tra annate in un vero racconto di famiglia e di territorio.

Cucina milanese e vino
Cucina milanese e vino alla Vineria di Via Stradella a Milano

Insieme, abbiamo ricordato un momento storico avvenuto pochi mesi fa alla Tenuta: la celebrazione dei 100 anni del Villa di Capezzana, con l’apertura straordinaria di una bottiglia del 1925, il vino simbolo dell’azienda. Un’esperienza incredibile che ha emozionato giornalisti e sommelier della ristorazione d’eccellenza, ospiti in un evento speciale organizzato in collaborazione con l’agenzia PR Comunicare il Vino.

I vini degustati alla cieca sono stati:

Le Pignole – Creorosso 2015, DOC Colli Berici Tai Rosso

Capezzana – Villa di Capezzana 2014, Carmignano DOCG

Un dialogo elegante tra la fine mineralità vulcanica del Tai Rosso e la struttura vellutata del Carmignano, testimonianza della longevità e dell’evoluzione di due territori profondamente diversi.

Una serata che unisce Milano allItalia del vino

“La cucina milanese e il vino” si è rivelata non solo una cena, ma un racconto collettivo dove storie familiari, territori e tradizioni si incontrano in un equilibrio perfetto.

Alice Romiti