Poderi Boscarelli. Da sinistra Luca De Ferrari con suo fratello Nicolò e suo figlio Luca
Poderi Boscarelli. Da sinistra Luca De Ferrari con suo fratello e suo figlio

Luca De Ferrari: «La passione per il vino è una missione in continuo divenire».

Il nonno materno Egidio Corradi, era broker a Milano ed era più un consumatore che un vignaiolo. Ma successivamente decise di comprare quelle terre a Montepulciano dove era piantato giusto qualche filare, non i vigneti di oggi. Erano gli anni Sessanta, la gente pensava ad altro, il vino era “a consumo”.

Poderi Boscarelli. Cantina
Poderi Boscarelli. Cantina

Così Egidio avviò un progetto, che purtroppo non ebbe tempo di vedere realizzato, ma che diede vita ad una bellissima storia di vino, passione e famiglia, che oggi consiste di ventidue ettari vitati, in crescita data una nuova recente acquisizione, che sono il cuore dell’azienda Boscarelli, della famiglia De Ferrari. I vitigni sono Sangiovese, Prugnolo Gentile, Cannaiolo, Mammolo, il Colorino che con il loro bouquet floreale crescono solo a Montepulciano.

Poderi Boscarelli. Luca De Ferrari con Riccardo Gabriele
Poderi Boscarelli. Luca De Ferrari con Riccardo Gabriele

Il terreno è argilloso con sedimenti sabbiosi, rocce quasi a macchia di leopardo, tufo e ferro. Un terreno ricco con una ventilazione che non smette mai e consente, anche quando la pioggia è importante, un regolare drenaggio del terreno e permette alle foglie di asciugarsi, mantenendosi sane. I vigneti sono posti tra i 280 e i 310 metri sul livello del mare e sono influenzati dalle brezze del lago Trasimeno.

In occasione della Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano, Luca De Ferrari, insieme al figlio Sebastiano e allo zio Niccolò, hanno organizzato la degustazione della annata 2006 accanto alla 2021, del Vino Nobile, della Riserva e del “Nocio”, gemma della produzione della condividendo vini di altissimo livello e grande soddisfazione gustativa.

Si parla molto di vino e territorio e la storia di Boscarelli nasce proprio dall’amore della famiglia De Ferrari per Montepulciano.

«E della famiglia Corradi, perché fu nonno Egidio, nato ad Acquaviva e milanese per lavoro, a dedicarsi a questa sua grande passione per il vino e per la qualità. Era l’inizio degli anni Sessanta e possiamo dire che lui fu un vero antesignano. Una passione che noi familiari abbiamo ereditato con entusiasmo e profondità».

Poderi Boscarelli. Alcuni assaggi
Poderi Boscarelli. Alcuni assaggi

Cosa è scattato per farvi innamorare di questi luoghi, tanto da investire e dedicarvici?

«È vero, sicuramente tutti in famiglia abbiamo vissuto e sentito nostro questo progetto avvisto dal nonno, di cui lui ebbe modo di vedere solo la prima vendemmia, perché venne a mancare nel 1967. Personalmente vivevo e sono cresciuto in mezzo a tutto questo e la passione per il vino mi è nata così. Erano gli anni Ottanta e intorno al vino c’era un fermento di riscoperta e di attenzione, i primi vini importanti che ebbi modo di assaggiare. Poi crebbe l’entusiasmo. Anche grazie ad una bellissima recensione che Veronelli fece dell’azienda.

Se devo essere sincero, non pensavo si potesse vivere di vino, l’avevo preso come un hobby, ma dopo la perdita di papà mi sono dedicato totalmente».

Poderi Boscarelli. NocioUna attività che oggi coinvolge tutta la famiglia, con tuo fratello e i tuoi due figli.

«Mio figlio Sebastiano, il più giovane, è già coinvolto, Ippolito, il più grande, si è laureato in Bocconi a Milano e sta studiando per il Notariato, e nonostante io tenda a lasciarlo libero di scegliere anche altre strade professionali, penso arriverà anche lui in azienda».

Sei soddisfatto di questa coralità familiare?

«Sicuramente, ci piace essere famiglia e, allo stesso tempo siamo molto contenti del gruppo di persone che lavora con noi, persone appassionate e professionali, che prendono questo lavoro quasi come una missione, ancora incompiuta, sempre in divenire, ma che ha basi solide e cresce. Lo dice l’acquisto di una nuova azienda, finalizzato in circa due anni, che rappresenta il completamento del progetto iniziale».

Si dice “L’erba del vicino è sempre più verde”. Voi avete risolto comprandola.

«Se ne parlava da qualche tempo, poi è accaduto. Essendo accanto alla nostra cantina e con terreni simili ai nostri, ha dato completezza a “Poderi Boscarelli”, ci darà anche la possibilità di creare una struttura ricettiva».

In un momento in cui in molti piangono la crisi, voi avete investito.

«Io ci credo e sono positivo, certo qualche timore è giustificato. Il nostro è stato un 2025 a segno più. Certamente a inizio di questo 2026 i fatti incerti sul tavolo geopolitico sono numerosi e un certo timore può esserci. Ma è proprio ora che si possono reinterpretare alcuni principi e aprire strade più efficaci. Il pubblico dei consumatori sta cambiando, non cerca didattica o tecnicismi, ma esperienze, storia, ambiente. Sdrammatizzare e creare nuovi approcci, per una nuova stagione del vino».

Poderi Boscarelli. Nobile 2006Cosa c’è nei tuoi vini che non c’è negli altri.

«Difficile dirlo, sicuramente la costanza di aver cercato per sessant’anni e di cercare sempre anche oggi con scrupolo, qualità e identità, senza mai esser soddisfatti ma cercando di migliorare sempre. Anche il nostro “terroir” che il nonno ha scelto è sicuramente una leva in più».

Quando non bevi i tuoi vini, dove ti piace scegliere.

«Non perché siamo di Genova, una zona che amo è il Piemonte con il suo Nebbiolo, per me un punto di riferimento anche nell’approccio produttivo. Per i vini bianchi il Trentino e quando posso permettermelo, la Borgogna».

A proposito di spese. Quale deve essere il giusto approccio gestionale di un produttore rispetto a costi e risultati?

«È uno degli aspetti che stiamo cercando di capire a fondo, per una serie di cambiamenti in atto. Recensioni e premi incidono meno, gli eventi si sono moltiplicati. Con mio figlio che segue il settore commerciale estero, ci confrontiamo spesso e riteniamo sia molto importante andare personalmente sul mercato per far capire chi sei e cercare nuovi mercati. I costi di questi viaggi non sono modesti, ma non bisogna mollare e puntare sulla nostra qualità».

Poderi Boscarelli. La gatta mascotte della cantina
Poderi Boscarelli. La mascotte della cantina

Se torni a quando eri bambino. Qual è il profumo della tua infanzia?

«Quello dell’uva in vigna, quando da bambino mi mandavano a prendere i grappoli per vedere se erano pronti per la vendemmia.

E poi i profumi di alcuni vini, che a dodici anni non assaggiavo ovviamente ancora. Come il ribes e il mirtillo dei primi Sassicaia e il vegetale di un bicchiere di “Petrus” che ci avevano regalato.

Fuori dal mondo del vino, il profumo delle erbe e dei boschi dei campi da golf, dove papà mi portava da bambino».

Andrea Radic