Un accordo atteso da anni e destinato a ridefinire il futuro del settore vitivinicolo europeo. È il giudizio di Federvini sul via libera politico arrivato il 4 dicembre dal trilogo tra Parlamento, Commissione e Consiglio UE sul nuovo Pacchetto Vino, un insieme di misure che punta a semplificare le regole, garantire maggiore continuità ai programmi di promozione e rafforzare la competitività delle imprese della filiera.
L’intesa, che arriva in un contesto segnato da forti trasformazioni economiche, sociali e ambientali, introduce strumenti considerati essenziali dagli operatori per pianificare investimenti e affrontare mercati sempre più complessi. Per Federvini, si tratta di “un risultato positivo” che offre “chiarezza normativa e solidità programmatica”.

“Accogliamo con soddisfazione l’accordo raggiunto – ha dichiarato il direttore di Federvini, Gabriele Castelli – perché riconosce il valore strategico della nostra filiera e introduce misure in linea con le esigenze delle imprese”.
Castelli ha sottolineato in particolare due aspetti:
- le semplificazioni sull’etichettatura di vini e vermut;
- la maggiore continuità dei programmi di promozione, considerata decisiva per presidiare i mercati internazionali.
Secondo Federvini, questi interventi contribuiranno a costruire “un quadro normativo più moderno, trasparente e coerente con l’evoluzione dei mercati”, offrendo alle aziende “stabilità e maggiore capacità competitiva”.
Fondi OCM e promozione all’estero
Tra le novità di maggiore rilievo evidenziate dall’associazione c’è la semplificazione dell’accesso ai fondi e della gestione delle misure OCM, che permetterà alle imprese di pianificare con orizzonti più ampi e utilizzare le risorse in modo più efficace.
Molto apprezzato anche il rafforzamento della promozione nei Paesi terzi: i programmi potranno ora avere una durata fino a nove anni, garantendo così continuità operativa, stabilità progettuale e relazioni più solide con i partner internazionali. Un elemento, questo, considerato strategico per mantenere la presenza del vino europeo in mercati sempre più competitivi.
Etichettatura digitale
Un altro tassello importante è l’impegno della Commissione europea a introdurre un simbolo armonizzato per l’accesso ai contenuti digitali tramite QR code. La misura dovrebbe assicurare un’applicazione uniforme delle norme sull’etichettatura digitale e rispondere a una richiesta che il comparto avanza da tempo: maggiore certezza regolatoria e procedure più chiare.
Enoturismo riconosciuto come leva strategica
L’accordo europeo dedica attenzione anche al settore dell’enoturismo, riconoscendolo come strumento di sviluppo territoriale e di rafforzamento del legame fra imprese e consumatori. Un riconoscimento che, secondo Federvini, potrebbe contribuire a valorizzare ulteriormente i territori del vino e le loro economie locali.
Fase attuativa decisiva
Pur esprimendo un giudizio decisamente positivo, Federvini invita a mantenere alta l’attenzione sulla fase attuativa del pacchetto, durante la quale alcuni profili tecnici potrebbero richiedere ulteriori chiarimenti. L’impianto complessivo, tuttavia, viene definito “equilibrato e adeguato ad accompagnare il settore verso un modello più competitivo, innovativo e sostenibile”.
Uiv esprime invece preoccupazione sui tempi e le risorse necessarie
Unione italiana vini (Uiv) ha acceso i riflettori sulle criticità dell’export verso i Paesi extra-Ue e sulle trattative del Trilogo europeo dedicate al nuovo Pacchetto vino.
Secondo i dati dell’Osservatorio Uiv, le vendite oltre i confini dell’Unione stanno vivendo una fase di indebolimento: nel terzo trimestre il valore dell’export è sceso del 14%, mentre il cumulato dei primi nove mesi dell’anno registra un calo del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2023. Un trend che preoccupa la filiera e che spinge le imprese a chiedere interventi strutturali sulla promozione internazionale.

Più fondi per la promozione e vincoli più lunghi
Di fronte a un contesto competitivo sempre più complesso, Uiv considera decisivo il potenziamento delle risorse destinate ad Agenzia Ice per sostenere strategie di diversificazione dei mercati, i cui effetti – viene sottolineato – potranno emergere solo nel lungo periodo.
In quest’ottica, il Consiglio auspica che, nel Trilogo europeo in programma il 6 dicembre a Bruxelles, venga accolto l’allungamento dei vincoli temporali della misura Ocm Promozione, passando dagli attuali tre anni a dieci anni consecutivi di attività nei singoli Paesi target. Una modifica che consentirebbe alle aziende di pianificare con maggiore continuità e stabilità le proprie azioni commerciali.
No ai nuovi espianti senza risorse aggiuntive
Sul fronte del Pacchetto vino, Uiv ribadisce inoltre la propria contrarietà alla proposta del Parlamento europeo di finanziare al 100% gli espianti dei vigneti senza prevedere risorse extra.
Il segretario generale dell’associazione, Paolo Castelletti, ha ricordato come una misura analoga sia stata già sperimentata nel 2009, rivelandosi un flop costato 1 miliardo di euro alla comunità europea. “Il rischio – avverte Castelletti – è sottrarre fondi indispensabili a sviluppo, promozione, investimenti e ristrutturazione, che rappresentano il vero motore della competitività del settore”.
Dealcolati: attesa per il decreto interministeriale
Un ulteriore tema sul tavolo è quello dei vini dealcolati, per i quali le aziende italiane attendono da mesi il decreto interministeriale Masaf–Mef, attualmente fermo in Ragioneria dello Stato.
Il provvedimento permetterebbe finalmente ai produttori italiani di competere ad armi pari con il resto dell’Europa, che beneficia di un vantaggio regolatorio ormai di quattro anni, risalente all’entrata in vigore del Regolamento Ue nel dicembre 2021.
Alice Romiti






















