Il presidente Francesco Mazzei: «Abbattere i campanili per fare squadra e sinergia».
8 Consorzi, 12 Denominazioni, 238 etichette di 131 aziende fanno squadra per raccontare un volto diverso ed estremamente variegato della regione.
La quinta edizione de L’Altra Toscana, l’anteprima che racconta una parte di Toscana meno nota e sempre più rilevante dell’enologia regionale, ha trovato una propria dimensione di grande contemporaneità e visibilità, grazie al valore delle azione e alla qualità in crescita di numerosi dei suoi vini.
L’Altra Toscana si è presentata, anche quest’anno, nel calendario della Settimana delle Anteprime di Toscana, promossa da Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze insieme a PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana, alla stampa nazionale e internazionale che ha avuto modo di degustare la produzione di numerosi territori vinicoli, individuando qualità e alto livello enologico.

Il presidente Mazzei, con il supporto dell’agenzia di comunicazione Zed Comm ha scelto di iniziare con una cena dalla indovinata modalità di condivisione e approfondimento. La cucina dello chef internazionale Akira Back, che all’inizio dello scorso dicembre ha aperto le porte del suo locale a Firenze, all’interno del “W Hotel”.
Un menu, anch’esso in condivisione con eccellenti piatti al centro dei tavoli, ha permesso di innovare gli abbinamenti con il Ciliegiolo, gustosa espressione dei rossi maremmani.

Ben quindici le etichette a disposizione degli ospiti, suddivise in tre tematiche vinicole: “Freschezza e Gioventù”, “Piacevolezza ed eleganza” e “Struttura e complessità”.
Modalità molto apprezzata dagli ospiti, tra i quali i vertici della Regione Toscana, con il presidente Eugenio Giani e la presidente del Consiglio Regionale, Stefania Saccardi.
La giornata di mercoledì 18 febbraio è stata dedicata alle degustazioni, con il perfetto servizio delle sommelier e dei sommelier Fisar, sempre attenti, professionali e gentilissimi nel servire 238 vini di più di 130 Aziende dei Consorzi Bianco di Pitigliano e Sovana, Chianti Rufina, Maremma Toscana, Montecucco e Montecucco Sangiovese, Orcia, Suvereto, Rosso della Val di Cornia e Val di Cornia, Terre di Casole, Vino Toscana, espressione di un volto diverso e sfaccettato dell’enologia toscana. La regia organizzativa è affidata, come di consueto, a Scaramuzzi Team, realtà fiorentina con una consolidata esperienza nell’organizzazione di eventi legati al mondo del vino.
Intervista con Francesco Mazzei
Abbiamo incontrato il presidente Mazzei per farci raccontare la filosofia della presenza e promozione di questi territori.

Presidente, una cena che ha voluto porre al centro informalità ed eleganza. Una linea di pensiero che rappresenta lo spirito dell’Associazione Altra Toscana per essere contemporanei.
«Assolutamente sì, si parla molto di comunicare in modo più contemporaneo e giovane il nostro mondo, per questo siamo qui dove gustare i piatti di un genio della cucina. C’è un’atmosfera un po’ diversa, dove abbinare il Ciliegiolo a piatti originali. La trovo una scelta giusta e divertente».
Una linea strategica se attualizzata alle attività di Altra Toscana.
«Ritengo che la Maremma e l’Altra Toscana, siano un coacervo di molte piccole o meno piccole eccellenze che è giusto declinare e proporle tutte insieme come facciamo con la degustazione corale di tutti i Consorzi».
Si parla di fare squadra e avviare sinergie, è quanto state mettendo in pratica?
«Sicuramente è difficile da fare, soprattutto qui in Toscana, ma funziona e sta funzionando bene, anche perché situazioni non semplici, come quella che stiamo vivendo, portano le persone a ragionare ed abbattere i campanili. Oggi stiamo vedendo che coordinarsi e unire le forze, rappresenta l’arma vincente. Stiamo addirittura pensando di creare una rete dei Consorzi della Maremma, che in questo momento sono quattro, e andare anche oltre a tutto questo».
Una rete che trova sia in Italia che all’estero, rispondenza di consumi e opportunità.
«Continuo ad essere ottimista, perché ci sono dei cicli e ci sono sempre stati. In questo momento sicuramente abbiamo tante forze contro, cito la spinta di una teoria salutistica molto ideologica, senza però che nessuno pensi ai danni di cibi processati o di eccessi di zuccheri, probabilmente hanno lobbies più potenti delle nostre.
Detto ciò resto ottimista. I consumi continueranno a calare per una questione strutturale, ma si sposteranno sulla ricerca di identità e qualità. Penso che le scelte di vini identitari cresceranno. Non sono preoccupato del presunto calo di consumi tra i giovani, perché certo non sono astemi, l’obiettivo è portarli a scegliere il vino».
Uno dei macigni sulla strada del consumo dei vini è rappresentato dagli eccessivi ricarichi del settore ristorazione.
«Lo stiamo dicendo tutti, non è un luogo comune, bensì una verità. Dobbiamo anche capire, e lo dico per l’esperienza della nostra attività ristorativa che abbiamo in azienda e che seguo da vicino, fare ristorazione è complicato, i costi sono altissimi. Dobbiamo fare formazione culturale con i ristoratori, affinché ragionino non solo sul margine immediato, ma in prospettiva, e capiscano che vendere vini buoni, aumenta il loro prestigio».
Il Governo nazionale si sta impegnando? È presente e segue il settore?
«Qualunque sia il colore, la politica “chiacchiera” molto, ma ritengo che questo Governo si stia realmente impegnando, lo abbiamo visto con il “Pacchetto Vino” cui abbiamo contribuito. Penso che qualcosa si concretizzerà nei confronti del nostro settore, strategico per l’agricoltura».
Andrea Radic



















