La maggioranza dei Paesi dell’Unione europea, tramite gli ambasciatori riuniti nel Coreper, ha approvato un primo via libera alla firma dell’accordo commerciale con il Mercosur, il blocco formato da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.
L’intesa darebbe vita alla più grande area di libero scambio al mondo, con un Pil complessivo di circa 20 trilioni di dollari e oltre 700 milioni di consumatori. L’approvazione è avvenuta a maggioranza qualificata, ma con forti divisioni: Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda hanno votato contro, mentre il Belgio si è astenuto. Subito dopo il voto sono scoppiate proteste in diverse città europee, da Milano a Parigi, con manifestazioni degli agricoltori e trattori in strada per bloccare la circolazione.

Di seguito alcuni pareri:
«Il via libera dell’accordo Ue-Mercosur non può essere considerata una buona notizia per il settore agricolo europeo e per i nostri produttori, rispetto alla quale Confeuro ha sempre espresso una posizione di forte contrarietà – afferma Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro – Restano infatti evidenti i rischi di uno squilibrio competitivo che potrebbe penalizzare in modo particolare i piccoli e medi agricoltori del Vecchio Continente.
Detto questo, l’intesa deve rappresentare anche un banco di prova per la capacità dell’Unione Europea di governare i processi di apertura commerciale senza sacrificare il proprio modello agricolo. Nell’accordo sono stati inseriti elementi che, se correttamente applicati, possono attenuare alcuni effetti negativi: clausole di salvaguardia, meccanismi di protezione più incisivi e un rafforzamento dei controlli sulle merci in ingresso nel mercato europeo.
La principale preoccupazione di Confeuro resta il rispetto del principio di reciprocità. È estremamente complesso vincolare Paesi terzi all’adozione delle stesse tecniche produttive e degli stessi elevati standard ambientali, sanitari e sociali imposti agli agricoltori europei. Questo nodo strutturale continua a rappresentare il punto più debole dell’accordo.
Proprio per questo, parallelamente alla necessaria vigilanza istituzionale, sarà fondamentale investire nella comunicazione e nella valorizzazione delle nostre produzioni nei mercati sudamericani, puntando sulla qualità, sulla tracciabilità e sull’eccellenza del modello agricolo europeo, che ha reso l’Europa un riferimento globale in tema di sicurezza alimentare».
Federvini con le parole del Presidente Giacomo Ponti: «Passo avanti verso l’accordo finale. Le clausole di salvaguardia approvate oggi introducono una tutela rafforzata per i nostri produttori»,
Il quadro normativo recepisce le istanze sollevate dai produttori agricoli europei, introducendo clausole di salvaguardia che permetteranno alla Commissione europea di intervenire in caso disquilibri nell’importazione di prodotti agricoli sensibili. In particolare, il meccanismo prevede, a tutela dell’equilibrio commerciale, soglie di attivazione basate su volumi e prezzi, garantendo indagini accelerate per alcune categorie di prodotti e un monitoraggio costante.
Il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi afferma che:
«Accogliamo con soddisfazione l’approvazione odierna dell’accordo Ue-Mercosur, un’intesa che potrebbe contribuire ad ampliare gli sbocchi commerciali del vino italiano e, al tempo stesso, rafforzare il sistema dei controlli per le merci. Uiv apprezza inoltre la gestione del dossier da parte del Governo italiano, che ha consentito di finalizzare condizioni favorevoli».
Secondo Uiv, per ragioni storiche e culturali l’area sudamericana, che conta oltre 250 milioni di consumatori, rappresenta un contesto potenzialmente ricettivo per i vini europei e italiani.




















