La storia toscana di Bibi Graetz: presentato all’Harris Bar di Firenze il nuovo progetto Villa Aurora.

Quando un personaggio ha ottenuto tutti i successi che desiderava, ha creato intorno a sé un mito ed è sulla bocca di tutti gli appassionati, questo personaggio, già abbondantemente appagato, potrebbe anche decidere di tirare i remi in barca e ritirarsi a vita privata.

Nella fattispecie Bibi Graetz è proprietario dello splendido castello di Vincigliata, quindi per lui non ci potrebbe essere niente di più facile che decidere di creare qui il suo buen retiro, lontano dai clamori della folla. E invece la decisione è completamente diversa: Bibi abbandona  Vincigliata per gettarsi a capofitto nella folla dei fans, alla ricerca di un bagno mediatico che mantenga fresca e scintillante la sua immagine.

Bibi Graetz con la moglie Benedicta

La moderna visione della comunicazione comporta che si debba raccontare l’insieme vino-produttore-territorio, ma l’utilizzo di storie familiari tutte uguali è ormai stancante e noioso. Lo storytelling oggi si fa con metodi innovativi, quando non addirittura dirompenti, e se può prevedere che il produttore si faccia interprete in prima persona e dal vivo della sua storia e del suo prodotto, il successo è proporzionale solo al tempo e alla passione che il vigneron vi dedica.

D’altronde i suoi vini sono distribuiti dalla Place de Bordeaux, quindi il suo compito, come quello di tutti i proprietari di Châteaux che si rispettino, una volta conclusa la vendita annuale, è solo quello di promuovere la sua immagine nel mondo e non c’è mezzo migliore per farlo che condividere al massimo la propria vita in un luogo magico insieme ad un numero selezionato di eletti ammiratori.

Capita quindi che venga messo in vendita uno dei locali storici della Fiesole d’antan, l’Hotel Villa Aurora, con annesso l’adiacente Blu Bar, situati nella centralissima Piazza Mino, cuore pulsante della Firenze panoramica. Bibi se ne innamora e con un’accelerazione fulminante decide di lanciarsi nell’impresa.

Lo storico edificio – un tempo teatro con osteria annessa, frequentato dai nobili inglesi che dimoravano nelle ville dei dintorni, costruito nel 1860 dal ricco lord Sir W. B. Spence e trasformato in splendida villa in cui hanno soggiornato re e regine come Vittoria d’Inghilterra, i reali d’Olanda e del Belgio, Margherita di Savoia – dovrà trasformarsi in un luogo multifunzionale: lo Château di città della Maison Bibi Graetz.

Il piano basso, tra la Villa e l’ex locale discoteca, sarà trasformato in uffici e cantina di affinamento per Testamatta e Colore, usufruendo dello stesso clima, della stessa atmosfera, degli stessi suoni di casa Graetz.  Il primo piano ospiterà la dimora di famiglia dell’imprenditore.

Nel secondo piano e nella mansarda troveranno posto le poche suite di grande gusto di un boutique hotel inserito in un grande panorama, ma anche un ristorante che vorrà essere una trattoria di alto livello con piatti basati sulla qualità dei prodotti e delle materie prime. Ci sarà spazio anche per la vendita diretta dei vini dell’azienda, e per un winebar destinato a tastings e wine experience.

Bibi Graetz all’Harris Bar

Così si completa la storia toscana di Bibi Graetz: una storia che si legge nel solco profondo che unisce le colline di Fiesole con quelle del Chianti e di Siena, per affondare poi nel pieno della Maremma fino al mare salmastro e alla roccia del Giglio. Un colpo di pennello tra il verde dei colli e il blu del mare. Un viaggio tra vini e suggestioni profonde che Bibi dovrà ripercorrere ogni volta trascinando con sé ascoltatori di emozioni sempre nuovi.

Paolo Valdastri