“de Gusto”, festival del Trebbiano Spoletino. Non è stato solo vino

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Trevi

Trevi (Pg), 15,16 giugno. Il filo conduttore dedicato alla scoperta delle “vie del Trebbiano Spoletino”, vitigno eclettico e poliedrico che ha dimostrato di adattarsi alle diverse tecniche di vinificazione: tradizionale, solo inox, solo legno, ambedue (i migliori), la versione Orange Wine, spumanti e varie altre visioni ed interpretazioni.

Di tutto questo si è parlato, discusso, assaggiato a Trevi (Pg), uno degli aerali maggiormente interpretativi del Trebbiano Spoletino.

Storia

Ne ha parlato lungamente la Prof.ssa Giuseppina Prosperi Valenti ricordando che il territorio di Spoleto non sarebbe il suo luogo di nascita ma bensì d’elezione. È un vitigno “regionale” con diffusione particolare nei Comuni di Spoleto, Trevi e Montefalco.

Il vitigno

Grappolo con acini di media taglia, con buccia pruinosa e un colore verdastro che vira all’ambrato nel momento della sua piena maturazione. La sua tipicità è di dare vini con apporto fruttato, acido al gusto. Recentemente interessante come base per spumanti.

L’ingresso
San Pietro a Pettine

Visite aziendali

Interessanti le due visite aziendali effettuate nella due giorni trevane.

La prima a Montefalco presso la Tenuta Antonelli, la seconda  a Spoleto presso la Cantina Ninni. (delle due visite ne parlerò a parte).

Degustazioni guidate

Sono state quattro, una più significativa dell’altra:

“Turbo spoletino”, I Trebbiano nella ricerca e nell’evoluzione stilistica. Dai tradizionali, ai macerati, agli spumanti.

“Bollicine di Trebbiano”, la prima degustazione dedicata interamente agli spumanti ed ai frizzanti 100% Trebiano Spoletino.

–  “Il Trebbiano macerato”, ritorno alle origini o semplicemente versione alla moda

“Riconosci il Trebbiano Spoletino”, una degustazione alla cieca utilizzando bicchieri neri, magistralmente condotta da Davide Bonucci.

Stand e Banchi d’assaggio

Ritrovare i produttori, parlare con loro dei vini appena assaggiati, capire le loro filosofie di vita.

Aziende piccole, familiari, che vivono in vigna, senza sosta e credono nella “madre terra”. Aziende di media levatura che continuano ad investire nella progettualità, in nuove tecnologie,  dare lavoro ad una terra che ne ha bisogno per non essere abbandonata ( l’aspetto sociale) per consegnarci vini diversi pronti ad affrontare i mercati.

Gli assaggi alla cieca

Ma il clou della manifestazione sono stati gli assaggi “alla cieca” dei 46 campioni presentati  da 28 aziende interessate alla produzione di Trebbiano Spoletino.

“Alla cieca”

Questi i miei migliori “Dieci” in ordine sparso:

Colle Uncinano superiore non filtrato 2015

– Cantina Ninni Poggio del Vescovo 2016

– Castelgrosso superiore 2017

– Antonelli Tonda 2017

– Perticaia Spoleto 2018

– Dionigi Goccio 2018

– Mevante 2017

– Tenuta Bellafonte 2016

– Livon Colanto Cantaluce 2017

– Omero Moretti Montefalco 2018

Vinificazioni diverse, stili diversi, territori diversi; un unico vitigno che li contraddistingue.

La location, Trevi

Trevi è meritatamente uno dei Borghi più belli d’Italia. Dalla sottostante via Flaminia lo vedi come in una cartolina. Poi, piano piano si “apre” con le sue “porte” svelando i segreti millenari delle sue piazze, palazzi e Chiese.

In particolare quella chiesetta duecentesca di San Pietro a Pettine, luogo dell’anima, per il misticismo che ti sorprende appena varchi  la sua soglia.

E visitarla di sera con le luci diffuse del colore del trebbiano maturo, seduto di fronte agli affreschi religiosi ben recuperati, mi ha percosso i sensi.

Anche questo  è conoscere il territorio, le sue tradizioni ed apprezzare meglio quanto ti offre nella quotidianità.

“de Gusto”, non è stato solo vino. Chapeau!

Urano Cupisti