Ristorante Gong. Raviolo d’oro - omaggio a Milano

Aperto nel marzo 2015 a Milano, il “Gong Oriental Attitude” continua il suo percorso di costante miglioramento e raggiunge livelli davvero alti con una cucina che, ispirata dalle tradizioni cinesi, si declina con equilibrio, eleganza, sapore e creativa quanto concreta sostanza, tanto nelle cotture, quanto nell’uso di eccellenti materie prime.

Piatti che a volte accarezzano il palato e a volte vibrano nelle intensità, regalando un’esperienza gastronomica da annoverare tra le migliori della città.

Ristorante Gong. Andrea Radic con Guglielmo Paolucci

A guidare, dal 2017, la brigata di cucina, dove il capitale umano ha origini geografiche e professionali che spaziano da oriente e a occidente, è Guglielmo Paolucci, romano de Roma classe 1984. Geniale e concreto, usa la semplicità e la complessità come strumenti di lavoro, conosce profondamente le ricche sensazioni dei sapori asiatici e cinesi, così come l’italianissimo protagonismo di uno spaghetto di grano duro, tirato a mano.

Le proposte dello chef

Per iniziare a capire lo stile e la perfetta esecuzione ecco “Scampi e Caviale” una tartare di scampi condita con salsa al Miso bianco e Yuzu, mousse di avocado e Sakè e caviale “Balkan”.

L’avocado agisce con morbidezza ad avvolgere la tartare e il caviale in una piccola grande esplosione di gusto. Il sevizio è altrettanto sofisticato, a contenere il tutto è la rotonda scatolina di caviale perfettamente divisa tra il verde dell’avocado e le nobili sfere di storione. La tartare, celata dai due ingredienti, si svela nel boccone.

Ristorante Gong. Scampi e Caviale

Dal culto della tradizione orientale, tre diversi ravioli.

Il “Raviolo d’oro – omaggio a Milano” in pasta di zafferano e ripieno di ossobuco, servito con crema di risotto alla milanese. Sublime. Il “Raviolo Wagyu” ripieno del celebre manzo giapponese (A5), con salsa al Foie Gras e tartufo. Nobile e ricco.

Il “Raviolo proibito” con maiale “Char Siu” (tradizionale della cucina cantonese) con tartufo. Intrigante.

Si può prosegue con “Sottile di Capesante” dove la presentazione rende felice lo sguardo e il sapore lo fa con il palato. Così per rendersi conto ancora una volta della tensione al meglio che regna in cucina.

Ristorante Gong. Sottile di Capesante

Un piatto nuovo che diventerà iconico (segnatevelo) è una Catalana di coda d’astice, scottata e servita con un’emulsione di olio extra vergine, agrumi orientali, verdure di stagione e Daikon.

Da non perdere la pancia di maialino laccata e glassata. Accompagnata con una salsa rivisitata con base di maionese, senape antica, miele e soia. A lato una melanzana agro-piccante e tagliatelle di Daikon, marinate con aceto di riso.

Infine, anche se tutto il menù vale il viaggio, un piatto che unisce mare e terra, un incontro tra una triglia e il Wagyu. Sul pesce cotto a vapore, con crumble al Kimchi, viene adagiato il carpaccio di Wagyu scottato. Il tutto servito con una crema di bambù e zucchine (a forma di tronchetto di bambù… geniale) e cavolfiore bianco leggermente affumicato.

Ristorante Gong. Cucina orientale

Il capitolo vini si pone al medesimo livello della cucina, una carta magistralmente curata dalla passione e dalla profonda conoscenza professionale di Massimo Francescato che compone un “Wine Paring” che è una vera sinfonia enologica.

Dall’Italia alla Francia, dalla Liguria alla Valle D’Aosta, dalla Mosella alla Sicilia, dalla Borgogna alla Provenza, il sommelier compone una tavolozza vinicola dai colori ora profondi, ora sgargianti. Una vera gioia per i winelovers e chiede con un sontuoso Riversalt Chateau L’assessore Collas (vino dolce naturale) annata 1961.

Ristorante Gong. Giulia Liu

Dessert di bella composizione e raffinata esecuzione. Bilanciati nelle dolcezze e vibranti nelle acidità. Merito del pastry chef Paolo Sistu.

Una squadra perfetta, motivata e appassionata guidata da una donna eccezionale, Giulia Liu. Componente insieme ai fratelli della famiglia che ha portato a Milano la cucina orientale di altissimo livello con tre diversi ristoranti, ciascuno con la propria anima, cucina e carattere.

Giulia è la vera anima di Gong, attenta e precisa, accogliente e cordiale. L’eleganza e la bellezza del ristorante, esprimono il suo stile. Questione di dna.

Andrea Radic