
Con la firma dello storico accordo di libero scambio tra India e Ue il settore agroalimentare beneficerà di riduzioni sostanziali: i dazi medi del 36% sui prodotti europei saranno abbattuti, con vini che passeranno dal 150% al 75% e poi fino al 20%, olio d’oliva da 45% a 0% in cinque anni e prodotti trasformati come pane e dolci con dazi fino al 50% eliminati. I settori agricoli sensibili, come carne bovina, pollo, riso e zucchero, resteranno protetti.
Si aprono così nuove prospettive per i produttori di vino e per tutto il settore spirits italiano. Abbiamo raccolto alcune dichiarazioni.
La posizione di Federvini
Federvini esprime il proprio apprezzamento per la conclusione dei negoziati relativi all’accordo di libero scambio (FTA) tra l’Unione Europea e l’India, siglato a Nuova Delhi alla presenza della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.
L’intesa rappresenta un pilastro fondamentale per il rafforzamento dell’export agroalimentare italiano ed europeo, in grado di consolidare la presenza dei nostri vini, spiriti ed aceti in un bacino commerciale tra i più dinamici a livello globale.

“La firma dell’accordo di libero scambio con l’India rappresenta un traguardo di straordinario valore per i nostri comparti e per l’economia europea nel complesso” ha dichiarato il Presidente di Federvini Giacomo Ponti. “Esprimiamo soddisfazione per l’impegno profuso dalla Commissione Europea nel rimuovere barriere che, per decenni, hanno reso le nostre produzioni marginali in un mercato dalle ampie prospettive di sviluppo. La riduzione progressiva dei dazi, che scenderanno fino al 20-30% nell’arco di sette anni, restituisce finalmente competitività ai nostri prodotti. In uno scenario internazionale segnato da instabilità e necessità di diversificazione, l’apertura dell’India costituisce una direttrice di crescita strategica per la resilienza della nostra filiera.”
L’accordo interviene in un mercato che conta oltre 1,4 miliardi di consumatori, caratterizzato da una classe media in costante espansione, ma finora precluso da un regime tariffario tra i più restrittivi al mondo. Con un dazio doganale per vini e spiriti attualmente fissato al 150%, l’accesso per i produttori europei è risultato sino ad oggi estremamente limitato. In particolare, l’intesa siglata ieri prevede che i vini e i prodotti vinicoli aromatizzati dell’UE vedranno dimezzati i dazi raggiungendo, entro sette anni, un dazio finale del 30% per i vini con un prezzo compreso tra 2,50 e 10 euro a bottiglia e del 20% per i vini con un prezzo superiore a 10 euro a bottiglia; dopo lo stesso arco temporale, le tariffe per gli spiriti invece si attesteranno al 40%.
La Federazione auspica una tempestiva conclusione dell’iter di ratifica da parte delle istituzioni europee, affinché la filiera possa tradurre il nuovo assetto normativo in concrete prospettive di sviluppo, valorizzando l’autenticità e l’alto valore qualitativo che distinguono il patrimonio vitivinicolo, degli spiriti e degli aceti nazionale nel mondo.
E quella di Assodistil
«Grazie alla riduzione dei dazi sugli spirits dal 150% al 40%, nell’ambito dell’accordo di libero scambio siglato tra UE ed India, saranno favorite le importazioni di distillati e liquori dai Paesi UE verso l’India, Paese contraddistinto da elevati consumi di bevande spiritose (oltre 23 miliardi di dollari) ed in particolare di distillati come Whisky, Brandy e Rum che rappresentano l’80% delle vendite.
In questo contesto, AssoDistil, l’Associazione nazionale dei distillatori italiani, accoglie positivamente la conclusione dell’Accordo tra Unione Europea e India, che apre nuove e concrete opportunità per il settore dei distillati e delle bevande spiritose italiane in uno dei mercati più interessanti e dinamici a livello globale.
Se aggiungiamo che l’India vanta una classe media giovane ed orientata ai prodotti di qualità premium e super-premium, è evidente che questa situazione apre opportunità per i prodotti di eccellenza del made in Italy, come Grappa IG e Brandy Italiano IG, che si distinguono per qualità, forte identità e legame col territorio, tutte caratteristiche particolarmente apprezzate dai consumatori indiani.
Siamo perfettamente consapevoli che commercialmente ci troviamo a competere con multinazionali già presenti con diversi marchi sul territorio indiano, tuttavia, riteniamo che la qualità e l’unicità dei distillati e liquori nazionali possano essere elementi distintivi particolarmente apprezzati dai consumatori indiani.
D’altra parte, non possiamo dimenticare che -nonostante questo accordo costituisca un importante passo in avanti per consentire una penetrazione dei nostri prodotti verso il mercato indiano- l’India resta un Paese caratterizzato da una regolamentazione complessa e fortemente regionalizzata per cui serviranno strategie commerciali necessariamente accompagnate dalla costituzione di partnership locali e da una narrazione convincente che sottolinei la qualità e la territorialità delle nostre eccellenze».



















