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A “Vin Santo è” si aprono i caratelli del Vino dell’Amicizia

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Vin Santo Marini. Uva appassita

Chapeau, chapeau, chapeau per questo Vin Santo, vendemmia 2016, che verrà.

Verrà perché nei prossimi giorni, dopo altri riti che seguiranno l’apertura dei caratelli, come l’assemblaggio di quelli “meritevoli” in vasca  e l’imbottigliamento, inizierà l’affinamento nelle cantine aziendali per consegnarci, tra due anni, il Vin Santo del Chianti 2016 di Marini Giuseppe.

Come non essere presente all’evento che ha superato il record dell’anno precedente; non sono bastati due giorni consecutivi (secondo week-end del mese di gennaio) per soddisfare le innumerevoli richieste giunte da più parti d’Italia.

Giuseppe Marini racconta

Evento “azzeccato”?

Direi proprio di sì vista la “partecipazione” attiva dei presenti nel seguire l’apertura e nei successivi assaggi.

Fabio Marini, martello e scalpello

Quattro i caratelli scelti per la sedicesima edizione di Vin Santo è.

Scelta non a caso: contenitori di diversa capacità, vecchi e non vecchi, di legni diversi.

Ed ecco i nostri nasi tuffarsi nei calici dandoci sentori discordi, difformi tra loro ma comunque eccellenti per la loro singola composizione.

Legni di castagno anziché di rovere, esausti alcuni ma pur sempre  efficaci per la mansione affidatagli financo pregevoli per il compito da svolgere.

Azienda Agricola Marini Giuseppe

Per me una straordinaria scoperta di pochi anni fa così come è stata una scoperta di rilievo il territorio vitivinicolo della Provincia di Pistoia.

Il mio vinovagare da quelle parti, a calpestare le vigne, mi ha reso partecipe di una realtà nascosta dalle grandi potenzialità.

Pochi sanno che questo territorio fa parte del comprensorio Chianti. Per anni, in loco, si è prodotto vino in damigiane e in fiaschi impagliati.

Vigneti secolari i cui vini consumati in grandissima parte sul territorio. E poiché il vino veniva venduto tutto non vi era lo stimolo a rinnovarsi, ad allargare la sfera dell’influenza.

Oggi si parla altra lingua per l’accertata consapevolezza della qualità del territorio. La selezione clonale, la scelta delle uve alla vendemmia, la cura nelle tecniche di vinificazione hanno contribuito e contribuiscono al cambiamento. Migliorare la predisposizione dei vini verso qualità che possano valorizzare la denominazione di appartenenza. E l’Azienda Marini è fortemente impegnata in questo.

Vin Santo Marini. La spillatura

Allora si capisce l’aspetto ricercato verso la produzione di vini da culto come il Vin Santo del Chianti.

È Giuseppe Marini che parla:

«Il Vin Santo è “il Vino dell’Amicizia”. Viene prodotto con le uve (Trebbiano e Malvasia) scelte accuratamente, prima della vendemmia, e lasciate ad appassire naturalmente, per almeno 3 mesi, sui “Castelli di Canicci” e “Pendane”, collocati nella Vinsantaia dell’azienda.

Il “mosto” che si ottiene, dalle uve appassite, viene fatto fermentare ed invecchiare in Caratelli (piccole botti di legno di Castagno o Rovere) per almeno 3 anni.

Trascorso questo lungo periodo, i Caratelli vengono riaperti ed il prodotto ottenuto, si assembla in una vasca per circa un anno, dopodiché il Vin Santo viene imbottigliato e lasciato ad affinare per un altro anno prima della vendita».

Facendo i conti l’Azienda Agricola Marini Giuseppe impiega 5 anni per avere il Vin Santo del Chianti che gli ha permesso negli anni di ottenere numerosi riconoscimenti Nazionali ed Internazionali.

La degustazione

Caratello n. 1 Vecchio di legno rovere, si parla del 1886. Sempre efficiente e pronto, anno dopo anno, a meravigliare per il suo contenuto. Dopo l’assaggio il mio giudizio: ottimo voto 88/100

Caratello n. 2 Sempre di rovere, più grande come capacità, giovane come struttura. All’apertura ci ha fatto scoprire un vino diverso, con acidità marcata, più secco, già ottimo come aperitivo: buono voto 86/100

Caratello n. 3 Fantastico subito al primo sorso. Legno di castagno, anzianità circa 18 anni. Ottimo, voto 89/100

Caratello n. 4 Castagno di grande capacità (circa 200 litri). Contenitore esausto, vino con carica alcolica superiore. Ottimo, voto 88/100

L’assemblaggio di questi quattro caratelli ci ha donato un’anteprima di grande pregio. L’insieme ha prodotto quel fenomeno che si chiama “armonia” ed ha innalzato il giudizio finale: eccellente voto 90/100

Vin Santo Marini. I magnifici quattro

Adesso è iniziato il momento dell’attesa: l’affinamento in vasca e bottiglia.

A mio avviso il Vin Santo del Chianti, vendemmia 2016, dell’Azienda pistoiese Marini Giuseppe raggiungerà alti livelli e sarà difficile dimenticarlo.

Essere partecipi di un evento straordinario, scoprire i segreti di una vendemmia pregiata, non è da tutti. Chapeau!

Urano Cupisti