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Torino. Già tutti esauriti i posti disponibili per il Teatro del Gusto di sabato 27 ottobre

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Torino, Salone del Gusto. I vini Tedeschi protagonisti insieme ai piatti di Carlos Garcia del ristorante Alto di Los Palos Grandes di Caracas

Che l’Amarone si abbinasse bene al cioccolato non è una novità, mentre invece appare più inedito l’incontro tra i vini della Valpolicella e la cucina Venezuelana. E’ quanto accadrà sabato 27 ottobre prossimo al Salone del Gusto di Torino, nel corso di uno degli appuntamenti enogastronomici che evidentemente più hanno attirato il pubblico, tanto che i posti sono già ampiamente esauriti.

Per il Teatro del Gusto dedicato ai “Cru del cacao e la cucina di Carlos”, i fratelli Tedeschi sono stati chiamati ad abbinare i propri vini a due piatti che uniscono la tradizione venezuelana all’alta cucina che Carlos Garcia ha appreso nel corso delle sue esperienze spagnole presso El Bulli, il Celler de Can Roca di Girona e il Mugaritz di Errentera.

Il cacao criollo, con i suoi cru che prendono gli affascinanti nomi di canoabo, carenero e guasare, saranno i protagonisti dei due piatti proposti dallo chef: l’ossobuco nero con patate bianche, midollo e soffritto crollo e la lingua di cacao, con lingua di vacca, cacao, capperi e spezie.

Per l’ossobuco Antonietta, Sabrina e Riccardo Tedeschi hanno scelto La Fabriseria Valpolicella Doc Classico Superiore 2008, mentre invece per la lingua è stato eletto il Capitel Monte Olmi Amarone della Valpolicella Doc Classico 2007, che ha appena ricevuto i 3 Bicchieri del Gambero Rosso.

Un vino da uve surmaturate in pianta, il Fabriseria, e uno da uve invece appassite nei fruttai, il Capitel Monte Olmi. Entrambi cavalli di razza della cantina di Pedemonte che proprio grazie alla loro ampiezza e profondità assicureranno un binomio perfetto con i piatti arricchiti dal cioccolato proposti dallo chef di Caracas.

Una nuova esperienza per i vini dei fratelli Tedeschi, per la verità ormai abituati a essere abbinati con piatti di tradizioni molto lontane dalla Valpolicella, a dimostrazione di quanto questi vini risultino versatili e perfetti per l’incontro con culture lontane e sapori esotici.