L’Oltrepò Pavese con i suoi circa 3000 ettari vitati a Pinot nero, su un totale di 13.500 ettari totali di superficie viticola, domina incontrastato in Italia con questo vitigno, è la terza zona al mondo per estensione dopo Borgogna e Champagne, e rappresenta il cuore pulsante della viticoltura lombarda con oltre il 62% della produzione vinicola regionale.

Una ricerca illustrata da TEHA (The European House-Ambrosetti) in occasione della presentazione della community “Visione Vino” mette in evidenza la “gemma nascosta” dell’Oltrepò Pavese e come la Lombardia sia al settimo posto fra le regioni italiane per valore della filiera vitivinicola con 459 milioni di euro generati dalla produzione certificata DOP e IGP nel 2024. 

L’ Oltrepo’ Pavese è la patria italiana del Pinot Nero, con quasi 3.000 ettari dedicati, pari al 24,9% della superficie vitata complessiva: un dato che la colloca come prima area di produzione nazionale. Un patrimonio costruito in oltre 150 anni di storia, ulteriormente rafforzato da un’altissima incidenza di vigneti certificati (98%) e da una varietà di suoli che permette al vitigno di esprimersi in molteplici forme, dal rosso fermo ai Metodo Classico, fino ai rosati e alle vinificazioni in bianco.

"Visione Vino” di TEHA Group
“Visione Vino” di TEHA Group

Durante il forum “Visione Vino” che si terrà i prossimi 16 e 17 ottobre al teatro Valentino Garavani di Voghera verrà presentato in anteprima il Rapporto Strategico Visione Vino 2026, frutto del lavoro della nuova community TEHA e che approfondirà, inoltre, l’evoluzione dei consumi interni di vino — che vede l’Italia scendere al terzo posto mondiale — e quella dei mercati internazionali, nei quali il commercio in volume è diminuito del 9,1% rispetto al 2021 pur mantenendo stabile il valore complessivo.

Una parte significativa è dedicata all’impatto del cambiamento climatico, che nel 2024 ha fatto registrare in Italia la più alta anomalia termica di sempre, pari a +2,72°C sulla media storica, portando a perdite economiche per 8,5 miliardi di euro nel settore agricolo, con una proiezione di oltre 13 miliardi entro il 2050. Spazio anche al tema dell’enoturismo, sempre più centrale nella valorizzazione dei territori, e al passaggio generazionale, un processo ancora in corso nel 40% delle aziende del settore.