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Greve In Chianti: “Bevo Ballo Ma Non Sballo”, In crescita aziende vitivinicole under 40

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Giovani Impresa Coldiretti lancia “Bevo ballo ma non sballo” per sensibilizzare giovani e non a consumo consapevole e responsabile.

Bevo ballo ma non sballo” è lo slogan scelto per educare al consumo di alcol consapevole, responsabile e sano i giovani toscani. Ok, bere va bene, senza però esagerare. E così i giovani di Coldiretti di Firenze e Prato, produttori di vino e vero Made in Tuscany, si sono messi in testa di insegnare ai propri coetanei che è giusto bere, “fare festa” come dicono, ma non se poi ci si mette alla guida. Le statistiche in questo caso gli danno ragione: un giovane su 4 tra i 15 ed i 29 anni, un loro coetaneo in sostanza, muore a causa dell’alcol, primo fattore di rischio di invalidità, mortalità prematura e malattia cronica. Tra il 40% e il 60% di tutte le morti dovute a ferite intenzionali e accidentali sono attribuibili (ricerca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) al consumo di alcool. L’abuso è la principale causa di incidenti stradali: la prima. Numeri e statistica a parte anche se sono lì apposta ad indicarci la via da prendere, il messaggio della prima festa dei “Giovani Di-Vini” in programma venerdì 19 luglio in Piazza Matteotti, a Greve in Chianti (dalle 18 n poi), è chiaro: “bevo ballo ma non sballo”. Per chi rispetta le regole, sta al gioco e si sottoporrà volontariamente all’alcol test prima di guidare dimostrando che il suo tasso alcolico è pari a zero, i giovani di Coldiretti gli regaleranno una bottiglia di vino locale da bere a casa in compagnia di famigliari e amici.

 

Non un incentivo al bere, tutto il contrario, al bere sano, responsabile e consapevole perché se è vero che Toscana è la seconda regione italiana dove si beve di più (fonte Eurispes) è anche vero che è la regione d’Italia dove si producono i migliori vini del mondo, un incentivo quindi al consumo si dirà, anche se, secondo l’Istat – ecco il rovescio statistico della medaglia – la quota di chi consuma solo vino e birra è diminuita. “Con questa iniziativa – spiega Carlo Guiducci, Delegato Giovani Impresa Firenze – Prato – presentando a Palazzo Strozzi Sacrati, a Firenze, l’evento – vogliamo lanciare un messaggio ai nostri coetanei, e non solo: si può bere bene e divertirsi allo stesso tempo consumando quantità moderate di vino. Meglio bere meno ma di qualità. Il nostro vuole essere un inno alla vita e alla festa. Noi la faremo, a Greve in Chianti, e dimostreremo che ci si può divertire con gli amici senza però eccedere e rischiare nulla. La vita è troppo preziosa per rischiarla con un bicchiere di troppo”. Sulle proprietà del vino si è scritto e detto tutto, ma a volte per fare passare un messaggio bisogna insistere: “racconteremo – spiega ancora Guiducci – come nascono i nostri prodotti, saperi e valori che possiamo trasmettere solo parlando e comunicando direttamente con il consumatore finale. Nei nostri vini, così come nei nostri formaggi ed in tutti gli altri prodotti c’è una storia da sapere che li rende non solo più buoni ma unici”. La viticoltura, ecco un altro dato interessante, è infine uno dei comparti dell’agricoltura cosiddetta tradizionale, su cui le giovani generazioni di imprenditori stanno guardando con più attenzione. Secondo una analisi di Coldiretti tra i propri associati 1 impresa su 10 ha al timone un giovane under 40: “si tratta di una percentuale in crescita rispetto al passato – sintetizza Roberto Nocentini, Presidente Provinciale Firenze – Prato – che rappresenta, nell’ambito di un settore fortemente tradizionale, un aspetto molto positivo. Nelle nostre campagne si sta assistendo ad un cambio generazionale molto importante rispetto al passato. La viticoltura rappresenta sicuramente uno dei settori più interessanti ed appetibili che uniscono cultura, tradizione e propensione all’export. Non dimentichiamo – conclude – che il vino, insieme all’olio, sono i prodotti del nostro paniere agroalimentare regionale più esportati: le esportazioni di vino sono aumentate, nel primo trimestre, del 5,7% (5,2% nello stesso periodo del 2012) mentre l’olio del +10,5% (8,2% nello stesso periodo del 2012). E’ evidente che si tratta di un comparto di prospettiva ed opportunità”.

 

Sostengo, per l’iniziativa è arrivato subito dalla Regione Toscana: “Due belle iniziative – ha commentato l’assessore all’agricoltura della Regione Toscana, Gianni Salvadori – che hanno la duplice valenza di valorizzare il territorio e i suoi prodotti di qualità, a cominciare dal vino, ma anche di contribuire ad una azione di sensibilizzazione importante verso il bere consapevole, e naturalmente, moderato. Come Regione siamo ben lieti di sostenerle entrambe, perché rientrano in pieno negli obiettivi della nostra politica e tanto più perchè vengono dai giovani agricoltori. I giovani, che oggi, sempre di più e con sempre maggiore entusiasmo, stanno riscoprendo l’agricoltura come scelta di vita e di lavoro, ne riscoprono in questo modo anche i valori e li trasmettono ai loro coetanei. E’ questo un modo – ha concluso Salvadori – per affermare con efficacia quella cultura della qualità, del buon vivere e della sostenibilità (anche nel bere) che ci è stata tramandata e che oggi rappresenta una delle migliori risorse della nostra Toscana”. La scelta di Greve in Chianti e della sua piazza non è causale come ha fatto notare il Sindaco, Alberto Bencistà: “è la cornice ideale; – ha detto – in questo periodo ci sono tanti turisti stranieri che avranno l’occasione di apprezzare le produzioni locali ed i nostri vini”.

 

L’iniziativa “Bevo ballo ma non sballo” che ha trovato subito l’attenzione ed il sostegno della Regione Toscana e del Comune di Greve in Chianti porterà nella bella Piazza Matteotti alcune delle più significative esperienze agricole di Firenze e Prato. Un omaggio al Made in Tuscany, bello, giovane e buono, non una sagra, solo una festa dove ogni degustazione è un viaggio sensoriale ed affascinante (costo iniziale degustazione 10 euro). Ci saranno assaggi a km zero, musica con Street Band ma anche jazz e blues, intrattenimento e naturalmente il meglio dell’agroalimentare locale tutto da scoprire, provare e si, ovvio, da mangiare. Saranno i giovani imprenditori, età media 25 anni, a guidare per mano il consumatore attraverso un percorso di degustazioni dove apprezzare, insieme ai sapori, le storie che rendono uniche i loro prodotti. Cesare ci racconterà e ci farà assaggiare il suo formaggio, Giulio la sua trippa, Alessio la carne, quella del Cooperativa Agricola di Firenzuola, Luca la sua birra toscana al 100%, Leandro i suoi salumi, Paolo il suo vino e così via. Un’occasione anche per sapere che i giovani in agricoltura ci sono, sono tanti e producono tanti magnifici prodotti. Vino compreso naturalmente.

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