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Bologna, città “Enologica”: Il capoluogo dell’Emilia Romagna crocevia del racconto del vino e del cibo della regione

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120 cantine, più di 30 eventi culturali: dibattiti, incontri, degustazioni e naturalmente il Teatro dei Cuochi
23 – 24 – 25 novembre 2013

In principio il tema della tradizione, e fu subito dibattito. Poi arrivarono l’identità e la rivoluzione, e la comunità si allargò. Oggi Enologica il “Salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia-Romagna”, dopo le 16 edizioni faentine, curate dal 2007 dal giornalista e critico enogastronomico Giorgio Melandri, approda a Bologna, dal 23 al 25 novembre. E nella città felsinea si fa “capoluogo”. Bologna diventa agorà, crocevia di idee, luogo di incontro e confronto sul cibo e sul vino della nostra regione, discussione e ricerca sulla sua filiera. Passano gli anni, cambiano i luoghi, ma una cosa rimane certa: Enologica continua a seguire il filo conduttore di sempre: storia, cultura, identità del cibo e del vino.

A raccontarla saranno 120 produttori dell’Emilia Romagna, da Piacenza a Rimini. Lo faranno nello storico e centralissimo Palazzo Re Enzo, insieme a una trentina di eventi culturali ospitati in altri spazi della città: Enoteca storica Faccioli, Libreria Coop Ambasciatori, Pescheria del Pavaglione, Panificio Paolo Atti&Figli, Ristorante Diana, Pizzeria Berberé-Alce Nero.

“Riduttivo definire Enologica una rassegna o un salone – afferma il curatore, Giorgio Melandri – Enologica è una comunità, un laboratorio di idee che fa incontrare le esperienze di tutti gli attori del mondo del vino e del cibo: dai vignaioli agli artigiani, dai cuochi ai giornalisti. Passando, sempre, per i tanti appassionati che si interrogano sul futuro dell’enogastronomia della nostra regione”.

Luogo del confronto di “Enologica” è il “Caravanserraglio”, sempre a Palazzo Re Enzo. Spazio di dibattito e testimonianza, ispirato a un luogo simbolo della cultura persiana,  allestito per la sosta delle carovane e l’incontro dei viaggiatori. Rispolverando la sua antica funzione di ambiente di scambio, metterà di fronte vignaioli, degustatori, ristoratori, cuochi, giornalisti. In questo crocevia d’esperienze si parlerà dell’identità contesa del tortellino, delle storie di Lambrusco, dei piccoli vignaioli italiani, della filiera del selvatico, dell’artigianalità come stile di linguaggio e di concretezza della nostra tavola.

Il Teatro dei Cuochi.

La Koinè adriatica, il linguaggio comune alla dorsale adriatica, è invece il tema degli incontri al Teatro dei Cuochi, ospitato in diversi luoghi della città e coordinato da Matteo Tambini. Conoscere da vicino la personalità degli attori della cucina e il loro rapporto con i prodotti del territorio, significa conoscere da vicino l’Emilia Romagna. Su questa cifra stilistica scorrono le narrazioni dei diversi protagonisti: il verbo affabulante di Daniele Minarelli, la filiera di prodotto di Aurora Mazzucchelli, le “regole del delta” proposte dalla famiglia Soncini di Codigoro, il pesce dell’adriatico di Raffaele Liuzzi, la golosa proposta di Gino Fabbri, la cucina bolognese insieme a quattro protagonisti, l’avanguardia della tradizione di Gian Luca Gorini (Le Giare Montiano), gli interpreti contemporanei Valentino Marcatillii e Massimiliano Mascia (San Domenico Imola), il linguaggio antico e primordiale di Franco Cimini (Mirasole, San Giovanni in Persiceto), il solista-artista Gianni D’Amato, l’adriatico oltre il suo confine di Mauro Uliassi, con la chiusura di tre diverse sapienze: Matteo Aloe, Aldo Zivieri, Matteo Calzolari.

Il Teatro dei Cuochi è realizzato in collaborazione e con il contributo dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna.

 

Are you experienced?”

Non lasciatevi intimorire dall’inglesismo. Sono laboratori tra lezione e degustazione (nove in tutto), momento di riflessione e approfondimento sul vino, senza complessi o provincialismi, certi che da un’ottica locale si metta a fuoco tutto il paese. Provinciali ma fieri del proprio panorama che dal particolare possa parlare al mondo. Per questo le degustazioni sono tradizionalmente il solo momento della manifestazione dove non si parla solo emiliano.

 

La nuova immagine di Enologica.

La piazza, con i suoi artisti e il teatro popolare di strada. La festa, intesa come momento condiviso che celebra l’identità di una comunità. Il rito di Enologica è stato sintetizzato dall’artista Monica Zani, che ha immaginato un mondo dove i prodotti, i personaggi e le città, con i loro monumenti più belli, si mescolano con allegria. C’è parecchio futuro in Emilia Romagna, c’è una filiera che è diventata un modello per gli altri. Tutto questo è rappresentato nelle illustrazioni immagine della manifestazione.

 

Prefazione a Enologica giovedì 14 novembre.

Il racconto dell’Emilia Romagna trova una breve prefazione, anche durante la presentazione dell’evento. Spazio per i vini delle colline a ridosso del capoluogo emiliano e per cucina dello Stato “estero” di San Marino. Protagonisti il Consorzio Vini Colli Bolognesi e dalla repubblica della libertà il ristorante Righi e il suo cuoco, Luigi Sartini.

 

“Enologica a Bologna rappresenta il massimo connubio tra storia, arte, cultura ed enogastronomia della Regione Emilia Romagna – spiegano i rappresentati del consorzio – Enologica e i Colli Bolognesi, con la celebrazione di chef famosi legati a grandi artigiani del vino, rappresentano l’inizio di un percorso condiviso di riconoscimento, onesto, sincero e costruttivo, della qualità e del terroir del quale il Pignoletto dei Colli Bolognesi ne è l’immagine più moderna e rappresentativa.”

 

Mentre, per Luigi Sartini la cifra della cucina della regione è territorialità: “San Marino è certamente parte della Romagna, ma nei suoi piatti ricette classiche come passatelli o cappelletti presentano qualche variazione, rispetto a quelle di soli pochi km di distanza. Esempio ne sono i “cassoni”. Sul Titano sono fritti, quasi una via di mezzo tra quelli romagnoli e del Montefeltro, che si apre proprio alle spalle di San Marino”.

 

Enologica è organizzata in collaborazione e con il sostegno di BolognaFiere, Confcommercio Ascom Bologna, Assessorato Agricoltura Regione Emilia Romagna, e il patrocinio del Comune di Bologna e Provincia di Bologna.

Info.

Orari: sabato 23 novembre 11-22; domenica 24 novembre 11-21; lunedì 25 novembre 11 -20.
Ingresso intero 20 euro, abbonamento 25 euro (Calice degustazione e catalogo compresi nel costo del biglietto).

Tutto il programma su: www.enologica.org

Per scaricare immagini delle edizioni precedenti: www.enologica.org/press

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