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Per il relais & chateaux La Posta Vecchia e il suo ristorante The Cesar a Ladispoli (Roma) un solo aggettivo: fantastico

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Entrare in questo lussuoso ed straordinariamente accogliente “albergo” ha un fascino tutto particolare, la struttura, i saloni e i ricchi arredi, esprimono il ricercato stile di vita dell’aristocrazia di tutti i tempi, oggi più che mai raro quando deve essere abbinato ad una attenta e premurosa ospitalità

Molti vanno alla ricerca di posti da sogno dall’altra parte del pianeta, ma a volte, i più belli, sono vicini a casa e non li conosciamo. A pochi chilometri da Roma, lungo la Vecchia Aurelia, si arriva a Ladispoli, da qui, percorrendo la Strada Comunale di Palo, fintanto che non finisce (dopo diventa Strada Ciclabile Palo San Nicola), immersa nel verde, che vi farà sicuramente pensare… “mi sono perso”, in Località Palo Laziale, arriverete a un grande cancello verde, vi consiglio di suonare, perché è la porta di un paradiso tutto per voi: il Relais & Chateaux La Posta Vecchia.

Questo posto, è stato sempre, attraverso i secoli, una meta desiderata, il panorama, la bellezza della natura e successivamente l’ubicazione strategica, hanno creato qui insediamenti fin dai tempi del tardo neolitico (tra il 3000 e i 2000 a.C.). Poi gli Etruschi vi costruirono l’antico porto di Alsium, che insieme a quello di Caere, oggi Santa Marinella, e Punicum, l’odierna Santa Severa, erano l’accesso al mare della loro importante Città di Cerveteri. I conquistatori Romani fecero di queste terre luoghi di villeggiatura e svago, costruendo bellissime ville in riva al mare per i più illustri dei loro cittadini, Cicerone cita, tra gli altri, Giulio Cesare e Pompeo.

Qui, per più di sette secoli, la ricca borghesia romana trascorse lussuose e confortevoli vacanze. Alle drammatiche, successive, vicende della caduta dell’Impero Romano, seguirono anni bui, bisogna arrivare al 1254 per trovare le prime citazioni di un Castrum Pali, che successivamente diventerà un Castello. Il Maniero passerà di mano, nei secoli, dai Normanni, al Papato, agli Orsini, al Cardinale Alessandro Farnese, ancora gli Orsini e poi gli Odescalchi, seguì il il Duca di Giuliano e Il Marchese di Trevico, per tornare definitivamente (1715) nelle mani della Famiglia Odescalchi che tutt’oggi ne è proprietaria. Il Castello subirà notevoli ristrutturazioni, soprattutto nel decennio 1560/1570 ad opera di Papa Leone X e Papa Pio V, e negli anni successivi, intorno ad esso, crebbero strutture ed annessi.

Proprio l’edificio più importante, vicino al Castello, nasce nel 1640 per volere del Principe Orsini, come ostello per gli ospiti in visita, trasformandosi nel tempo in ospitale luogo di accoglienza per viaggiatori e viandanti, che percorrevano la Via Aurelia da/per Roma. Negli anni successivi l’edificio avrà funzioni di dogana, albergo, ristoro e stazione di posta pontificia, prendendo da ciò il suo nome definitivo: La Posta Vecchia. Nel 1918, per volontà dei proprietari, l’edificio, ristrutturato, smise di essere luogo aperto al pubblico, trasformandosi in una bellissima Villa. Nei primi anni sessanta, il ricchissimo imprenditore e collezionista d’arte statunitense Jean Paul Getty acquistò la proprietà, con il suo grande amore per l’arte e per la storia (la sua collezione privata oggi è alla base del Museo di Los Angeles, negli Stati Uniti, che porta il suo nome), volle restaurare completamente la struttura, riportandola al suo antico splendore, arricchendola di arredi e preziose opere d’arte. Durante questi lavori, proprio sotto il piano centrale della Villa, furono scoperti e riportati alla luce, magnifici resti di una importante residenza Romana del II° secolo a.C..

Nel 1992, l’attuale proprietario, Dr. Roberto Scio, rileva, dagli eredi del magnate americano, La Posta Vecchia, e la riporta alla funzione originaria: elegante e raffinata struttura di ospitalità, che coniuga i fasti di una dimora del XVII° secolo con tutti i comfort della più moderna tecnologia.

Ma torniamo al nostro cancellone verde, appena aperto ci si immette in un viale di un bellissimo e curatissimo giardino mediterraneo (la proprietà si estende per più di sei ettari), la bellezza, l’ordine e la pulizia regnante, è in netto contrasto con tutto ciò che precedentemente si è visto fuori del cancello.

Percorso il viale e seguendo le chiare indicazioni, si arriva davanti all’ingresso principale del giardino, intorno alla Villa, ma si prosegue per il parcheggio per gli ospiti, praticamente sul mare, delimitato dalle antiche mura e con una splendida vista della costa del Lazio. Il bellissimo giardino interno e l’edificio del magnifico Resort, sono ubicati proprio sul mare, tra il citato piazzale uso terrazza/parcheggio e la confinante proprietà con il Castello Odescalchi Orsini, di cui ho precedentemente raccontato la storia.

Entrare in questo lussuoso ed straordinariamente accogliente “Albergo” ha un fascino tutto particolare, la struttura, i saloni e i ricchi arredi, esprimono il ricercato stile di vita dell’aristocrazia di tutti i tempi, oggi più che mai raro quando deve essere abbinato ad una attenta e premurosa ospitalità. Solo 19 camere (3 Master Suites, 3 Junior Suites, 2 Junior Suites Torre, 6 Doppie Deluxe e 5 Doppie Superiori), per poter accogliere nella massima privacy i fortunati ospiti, in più, il Beauty Center, la piscina panoramica coperta, l’eliporto, il sottostante museo privato della Villa Romana e il Ristorante The Cesar, fanno di questo Relais un luogo da sogno.

Mi sono presentato al The Cesar Restaurant, sono stato accolto con molta gentilezza e professionalità dal Restaurant Manager, che mi ha fatto accomodare a un tavolo, data la giornata splendida, nella elegante e panoramica terrazza, con una vista incantevole, del mare, della costa laziale e del vicino Castello. Il Ristorante ha anche due sale interne, una con un antico grande caminetto, l’altra riccamente arredata.

L’apparecchiatura è sobria ma elegante, il servizio veloce e inappuntabile, non si fa in tempo a pensare che forse manca… che è già risolto. Il Menù, elegantemente rilegato, offre una vasta scelta di preparazioni di mare e di terra, compresi alcuni Menù Degustazione (di Terra, di Mare, del Territorio, Leggero), ci sono anche i piatti della “Spiga Sbarrata”, simbolo della Associazione Italiana Celiachia, che identifica i piatti idonei per il rispetto delle specifiche esigenze alimentari; invitanti i Dolci.

La Carta dei Vini è importante, moltissime le Etichette, anche nelle diverse annate, le troviamo elencate in dieci capitoli: Bollicine Spumanti Italiani, Champagne, Emozioni in Bianco (i migliori Vini Italiani da tutte le principali regioni), Emozioni in Rosa (piccola ma pregiata selezione), Emozioni in Rosso (le bottiglie Italiane più pregiate), Emozioni Estere (una piccola ma oculata rassegna che inizia con lo Chateau Margaux 1998), Le Mezze Bottiglie di Vino Bianco, Le Mezze Bottiglie di Rosso, Dolci Emozioni (Vini Dolci, da Dessert, da Meditazione, Italiani ed Esteri), Birre Artigianali.

In tavola l’ottimo e caldo pane della Casa (Focaccia rosmarino e sale, Filone all’olio, Panini integrali, Treccia di pane bianco, Croissant salati, Crackers con farina di mandorle, Grissini al seme di finocchio), su consiglio di Gabriele, apriamo una interessante bottiglia di Maviglia 2006 I.G.T. Bianco Salento, dell’Azienda Vinicola Mille Una di Lizzano (Ta); iniziamo la degustazione:

– Entrée – Acciuga farcita;

– Tartare di Tonno su coulisse di pomodoro e cipolla croccante, Tonno scottato su crema fresca di pomodoro e marmellata di cipolla rosa, Raviolo di Tonno con pomodoro capperi e origano, in gelatina di acqua di vegetali;

– Gamberi di Sicilia, Foie Gras, crema di fichi e semi di cacao con fico scottato;

– Composè di cannoli di verdure, ricotta e pomodorini all’origano fresco;

– Dentice fondente, cotto a bassa temperatura, con patate schiacciate, cetrioli, cipolle, pomodorini e aceto balsamico;

– Predessert – Marmellata balsamica alle arance, crema di latte soffice, parfait di rosmarino e gran cru di cioccolato;

– Soffice di pesca su biscotto morbido di cioccolato, Sorbetto all’anice stellato, Gelatina di violetta e pesca candita.

Molto belle le presentazioni, tutti gli accostamenti nei piatti erano indovinati e i sapori risultavano molto buoni. Le materie prime usate sono di altissimo livello, la frutta e gli ortaggi provengono in massima parte dal loro Orto Biologico, tenuto con amorevole cura.

Alla fine del servizio ho potuto conoscere il bravo e simpatico Executive Chef Michele Gioia, che mi ha fatto visitare la nuova cucina, moderna, ampia e all’altezza della struttura, mi ha presentato tutto il suo staff e successivamente abbiamo scambiato le nostre opinioni sul mondo della gastronomia/ristorazione e mi ha raccontato del suo lavoro, delle sue esperienze.

Michele nasce a Castelpagano (Bn), il 28 Settembre 1974, dopo le scuole dell’obbligo, avendo già innata la passione per l’arte culinaria, si iscrive all’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “Le Streghe” di Benevento, successivamente inizia a viaggiare in Italia e all’estero, lavorando, ad altissimi livelli, in famosi Ristoranti con grandissimi Chef, la maggior parte dei quali, premiati con una o più Stelle dalla prestigiosa Guida Michelin. Matura la sua esperienza in locali come: Arnolfo a Colle val d’Elsa (Si) con lo Chef Gaetano Trovato, La Terrazza dell’Hotel Eden di Roma con lo Chef Enrico Derflingher, Hotel Four Season di Milano con lo Chef Sergio Mei, il Ristorante Joia di Milano, e per cinque anni al Relais & Chàteaux Il Pellicano a Porto Ercole (Gr), che, tra l’altro, è dello stesso proprietario della Posta Vecchia. Inoltre ha fatto alcuni Stage presso Locali del livello dello Spoon Food & Wine di Londra, dello Chef monsieur Alain Ducasse e Uliassi a Senigallia (An), dello Chef/Patron Mauro Uliassi.

Dal Gennaio 2003 è alla guida della brigata di cucina della Posta Vecchia, con la sua esperienza, la sua indubbia bravura e sensibilità è riuscito ad ottenere, dal Dicembre 2007, la Stella Michelin. La sua grande passione lo ha portato anche a proporre agli ospiti dei corsi di cucina dove insegna a realizzare i piatti del suo Menù.

Lasciare un posto eccezionale come questo non è certo cosa facile, purtroppo mi sono dovuto accomiatare, dopo aver ringraziato tutti dell’accoglienza.

Mentre alle mie spalle si richiudeva il “famoso” grande cancello verde, ho pensato cosa avrebbe detto un patrizio della antica Roma uscendo da un posto così fantastico e mi è venuto:- “HIC MANEBAM OPTIME” (qui stavo ottimamente).

Giorgio Dracopulos


La Posta Vecchia Hotel

Palo Laziale, Ladispoli (Roma)

Tel. 06 9949501 Fax. 06 9949507

info@lapostavecchia.com

http://www.lapostavecchia.com/