Dal mese di maggio 2000, responsabile della ristorazione, della banchettistica e del food & beverage del Green Park Resort e lo chef executive Luca Landi.
Luca è nato a Lucca il 19 gennaio 1974, la sua è una famiglia di artigiani, per la precisione “figurinai”, coloro che producono figurine in gesso. Per tutto il novecento questa nota produzione, vanto della Lucchesia, è stata esportata in tutto il mondo. La passione di Luca per la cucina ha un seme nell’ammirazione e nell’amore per la sua mamma, una ottima cuoca, che fin da piccolo ha voluto emulare.

La zona situata lungo la costa sul confine tra le Province di Pisa e Livorno si chiama Calambrone, ma anticamente era denominata “Caput Labronis”. Per secoli e fino ai primi decenni del 1900 è stata una zona paludosa salmastrosa e praticamente disabitata con alcune vestigia storiche collegate al periodo della Repubblica Marinara di Pisa (dal XI al XV Secolo) e del suo antico porto.

Nel 1920 questo territorio apparteneva alla Tenuta Reale di Tombolo.

Proprio in quegli anni in tutta Italia furono messi in campo dei mega progetti che coinvolsero tutto il paese: tra questi molte furono le bonifiche e le nuove fondazioni di centri abitati.

Anche il Calabrone nel 1925, dopo la bonifica, divenne la sede della nuova “Città Elioterapica”.

Il progetto fortemente voluto dai reparti pediatrici dell’Ospedale di Pisa e di Livorno fu apertamente appoggiato da potenti politici locali come il Livornese Costanzo Ciano (1876-1939), ministro del governo di allora, e il podestà di Pisa Guido Buffarini Guidi (1895-1945).

Tra il 1931 e il 1938 sorsero, sulla spiaggia del Calabrone tra il viale XXVIII Ottobre (oggi viale del Tirreno) e il mare, sei complessi moderni e arditi. Edifici, architettonicamente importanti che seguivano lo stile denominato “razionalismo Italiano”, meglio conosciuti come “colonie estive”.

Le avveniristiche costruzioni, con tutti i più moderni servizi (piscine, palestre, cinema, teatri, librerie, strutture di primo soccorso), furono edificate sotto la guida di famosi ingegneri e architetti come il Bolognese Angiolo Mazzoni del Grande (1894-1979), i Romani Giulio Pediconi (1906-1999), Ghino Venturi (1884-1970) Mario Paniconi (1904-1973) e Marcello Piacentini (1881-1960).

Oltre a ciò la zona venne resa autonoma con la costruzione anche di altre strutture come la Chiesa di Santa Rosa, la direzione sanitaria, gli ambulatori, la zona uffici, le lavanderie, i magazzini, la centrale termica e le autorimesse.

Per agevolare le comunicazioni, il 26 agosto 1935, fu completata la linea ferroviaria PisaMarina di PisaTirreniaCalambroneLivorno, che, partendo dal centro Pisano, arrivava a Livorno, alla stazione di Barriera Margherita, proprio davanti all’Accademia Navale. Mi ricordo benissimo, per esserci stato, il cosiddetto “trammino” per i Pisani e il “trenino” per i Livornesi, comodo e divertente. Purtroppo, il servizio fu interrotto il 15 settembre del 1960.

Le colonie estive del Calabrone ebbero il grande merito di curare con la talassoterapia e l’elioterapia, oltre che ad assisterli gratuitamente in ogni tipo di loro necessità, migliaia di bambini, tra i 6 e i 12 anni, soprattutto di famiglie bisognose.

Lungo tutti i litorali dello stivale Italico le colonie servirono a limitare moltissimo le malattie che allora erano causa di un’altissima mortalità infantile. Anche se vivevano in una penisola, solo grazie alle colonie, la stragrande maggioranza dei bambini Italiani conobbe il mare.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale il Calambrone fu quasi completamente abbandonato e gli edifici delle colonie iniziarono a deteriorarsi. La località balneare si è sviluppata invece intorno al centro di Tirrenia.

Solo dai primi anni del 2000 la zona è rinata con un grande progetto di riqualificazione turistico/residenziale che coinvolge anche il recupero di tutte le vecchie Colonie come edilizia privata.

Nell’ambito di questo progetto una delle più belle strutture che sono nate al Calambrone è il Green Park Resort, “4 Stelle S”, vero e proprio “gioiello” Pisano del Gruppo Soft Living Places della Famiglia Madonna. Il Gruppo è proprietario di altri due lussuosi Hotel in Versilia, l’Hotel Byron “5 Stelle L” di Forte dei Marmi e l’Hotel Plaza e de Russie “4 Stelle”di Viareggio.

Al Green Park Resort cinque grandi strutture a due piani immerse in 5 ettari di pineta e macchia mediterranea circondano un bellissimo verdeggiante parco giardino (da girare con apposite “golf buggy” elettriche”) con la grande piscina scoperta intorno alla quale in estate si effettua ”Il Grill”. Quattro suites, 42 junior suites, un centinaio di accoglienti camere delux e superior dotate di ogni comfort, il centro congressi, la sala fitness e la SPA, fanno di questo Resort il luogo ideale per una vacanza rilassante dove si può essere totalmente coccolati.

Oltre a tutto ciò ci sono due ristoranti, “Le Ginestre” e il “Lunasia”. Il primo, grande e accogliente, fino a 500 persone, offre una cucina espressa di alto livello con un servizio puntuale e attento, l’altro, data la sua grande importanza gastronomica necessita di una accurata e dettagliata descrizione.

Dal mese di maggio 2000, responsabile della ristorazione, della banchettistica e del food & beverage del Green Park Resort e lo chef executive Luca Landi.

Luca è nato a Lucca il 19 gennaio 1974, la sua è una famiglia di artigiani, per la precisione “figurinai”, coloro che producono figurine in gesso. Per tutto il novecento questa nota produzione, vanto della Lucchesia, è stata esportata in tutto il mondo.

La passione di Luca per la cucina ha un seme nell’ammirazione e nell’amore per la sua mamma, una ottima cuoca, che fin da piccolo ha voluto emulare.

Poi col crescere Luca ha frequentato e si è diplomato come tecnico, nel 1993, ad una delle migliori scuole, l’Istituto Professionale di Stato Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “Giuseppe Minuto” di Marina di Massa (MS). Qui è stato seguito da esperti professori come Giancarlo Aldrovandi e Rolando Paganini che gli hanno dato solide basi con i loro insegnamenti sui  principi fondamentali di una cucina professionale.

Durante i praticantati estivi in ristoranti e hotel vicini alla scuola, Luca fa l’incontro con colui che trasformerà la sua passione in un amore senza compromessi, in un desiderio teso alla ricerca della perfezione per mezzo dell’assoluta applicazione e dedizione: il grande maestro della cucina creativa Italiana Angelo Paracucchi.

Angelo (1929-2004), originario umbro, era lo chef/patron del famoso ristorante “Locanda dell’Angelo” ad Ameglia (SP); insieme lui Luca, oltre a quel primo periodo, tornerà a lavorare per diversi mesi nel 1997.

Luca Landi, uno dei migliori allievi di Angelo Paracucchi, quando parla degli straordinari insegnamenti del maestro, della sua arte culinaria, del suo fascino di uomo e di chef, non riesce a trattenere l’emozione.

Luca ha fatto varie esperienze, sia in Italia che all’estero, nelle cucine di grandissimi chef super “stellati” come, tra gli altri, Italo Bassi e Riccardo Monco dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze, Pierre Simonazzi al ristorante “La Closerie des Lilas” di Parigi, Frank Cerruti al ristorante “Louis XV” a Montecarlo, Carles Abellan al ristorante “Commec 24” e Jordi Vilà al ristorante “Alkimia”,   ambedue a Barcellona.

Luca ha trascorso un periodo, per uno stage, anche al bellissimo e super moderno ristorante “El Celler de Can Roca”, a Girona in Spagna, dai fratelli Roca, Joan, Josep e Jordi, recentemente premiato con il titolo di “primo ristorante al mondo” secondo la classifica 2013 della “The World’s 50 Best Restaurants”.

Il ristorante “Lunasia” ha aperto nel 2004, Luca Landi non solo ha ideato la proposta gastronomica ma ha anche seguito la progettazione e ne ha impostato la filosofia.

Molto bella la struttura del “Lunasia” all’interno del resort, ricorda una nave.

Arrivati all’ingresso, da una porta automatica, si accede ad uno spazio con di fronte il bancone bar, a destra, tramite in corto corridoio, da cui si può vedere la cucina, si entra nella grande e luminosissima sala. Su due lati, infatti, una grandissima panoramica vetrata curva, interrotta solo da alcune colonnine colorate, permette di godere della vista del parco/giardino. Nel complesso una struttura molto accogliente con diversi angoli provvisti di comodi divani.

La “mise en place” è curatissima nei minimi dettagli, come tutto del resto.

La “Carta dei Vini”, in realtà sono tre, una dedicata alle strade del vino di Toscana, la seconda con champagne, spumati e vini bianchi, la terza con i vini rossi. Le scelta è molto ampia sia di prodotti Italiani che di quelli provenienti da altre parti del mondo. Una selezione di etichette molto esperta in grado di soddisfare qualsiasi esigenza.

Ci sono poi la Carta delle Acque, quella dei Caffè e quella delle Tisane.

Il Menu è vario, di terra e di mare, oltre all’ampia scelta alla carta “Cartoline di Sapore”, ci sono tre menu degustazione con un diverso numero di portate: “Paesaggi”, “Simone e Claudio (sous-chef) in Fantasia” e “Primavera di Toscana”.

Un discorso a parte meriterebbe il magnifico pane assortito della casa, nelle varie forme e sapori, servito premurosamente durante tutta la degustazione, ma lo spazio è tiranno, posso solo dire che era eccellente.

La degustazione è stata accompagnata da:

– “Marchese Antinori Nature Spumante Metodo Classico”, sboccatura 2012, 12% Vol., prodotto dall’Azienda Agricola Marchesi Antinori di San Casciano Val di Pesa (FI);

– “Testamatta Bugia 2009”, Bianco Toscana I.G.T., 100% ansonica, da vigneti dell’Isola del Giglio, 13% Vol., prodotto dall’Azienda Agricola Testamatta a Fiesole (FI);

– “Badia a Passignano Riserva 2003”, Chianti Classico D.O.C.G., 100% sangiovese, 13,5% Vol., dell’Azienda Agricola Marchesi Antinori di San Casciano Val di Pesa (FI).

Sono state servite le seguenti portate:

“Aperitivo ….. del Marinaio … Le repubbliche Marinare ……. “

– PISA, lo scoglio : cono di gelato di cozze e datteri (cono all’olio extravergine di oliva, gelato di cozze pelose, marmellata di datteri, sfoglia di guanciale);

– GENOVA, la scatola: acciughe e l’orto (pasta frolla sablé alle olive taggiasche, gelato alle acciughe, crudités di verdure);

– AMALFI, il sale: pesce azzurro e burrata (crocchette di pesce azzurro con carotine e spuma di burrata);

– VENEZIA, la rete: corallo e crostacei (pane mantecato con bisque di crostacei, maionese al riccio di mare, moleche al parmigiano e uovo);

– VENEZIA, il mangia e bevi: cosmoscampo (gelato di scampo su cialdine di semola soffiata al nero di seppia – nella fiala succo di mirtillo, lime, vodka e cointreau);

– “Arca di Noè”: zuppa di mare come un panino (base di malto, sandwich di lievito madre bagnato con una zuppa di pesce, carote e cipollotti bruciati alla fiamma, polpo e triglie);

– piccoli ravioli di latte, cannolicchi e asparagi, pane nero e uova sperlano (ravioli fatti in casa con pasta delicatissima “tipo Paracucchi” ripieni di latte affumicato, crema di asparagi, uova di sperlano, pesce migratore che vive in acque marine litorali e anche in acqua dolce, marinate nel wasabi, bricioli di polvere di nero di seppia);

– il piccione: ricordi di Maremma pensiero …… in ingredienti (piccione Maremmano, aletta marinata e cucinata in salsa, filetto scottato, petto arrostito, coscetta farcita di foie gras e ricoperta da una impanatura di semi vari, marmellata di arance e olive, salsa con ossa di piccione, rape bianche e rosse);

– pan.pe.ato: pan bagnato, pepe & co, gelato menta e rucola (ganache al pepe, coulis di fragole e crema di peperone, biscotto bagnato nel latte, nel bicchierino un mojito);

– “girandola di sensazioni zuccherine”.

Che dire ……… belle e coreografiche le presentazioni, per il resto uno “tsunami di ottimi sapori”.

La cucina di Luca Landi è esperta, precisa, attenta, mai scontata, divertente, coniuga con molta perizia la tradizione con la modernità e il gusto con l’estetica.

Luca dice che segue sempre la regola delle tre “r”: rispetto (per gli ingredienti e la territorialità), rigore (nell’esecuzione dei procedimenti per la realizzazione di ogni piatto), ricetta (elaborare l’idea, trasformarla in pietanza mantenendo sempre i giusti equilibri, le giuste fasi di lavorazione e di cottura, l’armonica costruzione architettonica e cromatica).

In cucina Luca è supportato dai validi sous-chef Simone Di Maio, Claudio Biondo e Cristian Cecconi.

La brigata di sala, molto efficiente e professionale, è guidata dalla responsabile maitre e sommelier Claudia Parigi, dal secondo maitre Sfar Amir e dalla chef di sala Sandra Pullia.

A Luca Landi e al ristorante “Lunasia” in questi anni sono arrivati molti premi e riconoscimenti, oltre ad ottime valutazioni su tutte le principali guide gastronomiche, compresa, dal 2012, la prestigiosa “stella” della Michelin.

Un particolare ringraziamento per l’ospitalità va al gentilissimo Salvatore Madonna amministratore delegato del Gruppo Alberghiero Soft Living Place.

Nell’accogliente Ristorante “Lunasia” del Green Park Resort di Tirrenia, in Località Calabrone, nella più assoluta quiete e tranquillità, mi sono molto divertito ad assaggiare l’originale e creativa cucina del grande chef Luca Landi.

Giorgio Dracopulos

Ristorante Lunasia

c/o Green Park Resort

Via dei Tulipani, 1

Tirrenia (PI)

Tel. 050 3135711

www.greenparkresort.com/