Home Gastroviaggiando La gustosa e buona cucina tradizionale toscana di qualità: Ristorante Il Capriolo...

La gustosa e buona cucina tradizionale toscana di qualità: Ristorante Il Capriolo a Prato

0
21

Artefice di questa Cucina Tradizionale Toscana la giovanissima Chef Elisabetta Boi

La bella e antichissima Città Toscana di Prato nei primi anni Cinquanta iniziò la sua veloce e forte espansione edilizia e industriale. L’industria tessile e molte altre attività tecnico industriali si diffondevano sempre di più, dando lavoro a moltissime persone.

A quel tempo, su una strada di grande comunicazione come la lunga Via Roma, che praticamente dal centro di Prato porta fino all’abitato del Comune di Poggio a Caiano, attraversando anche una prima periferia ricca di attività commerciali, artigiane e industriali (a esempio la Fornace di Mattoni Panerai), passavano molti operai e persone dedite alla più svariate attività.

In Via Roma, nel Quartiere di Grignano, in un nodo cruciale, dove s’incontrano Via dei Casini, Via Onorato Bambini, Via Arcivescovo Giocchino Limberti, dove la via si allarga formando la piccola Piazza della Carra, c’era una bottega di alimentari che, a mezzogiorno, serviva gustosi e abbondanti piatti della Tradizione Toscana, del buon vinello locale, pane e schiacciate calde e fragranti, grazie al piccolo forno a legna nel retrobottega.

L’attività era della signora Ofelia Ciambellotti e del marito Amerigo Puggelli.

Il continuo e numeroso afflusso di clienti, sempre più soddisfatti, fece si che i locali dell’attività furono ingranditi, dando vita alla “nuova bottega” (anche abitazione dei titolari), di Gragnano, detta dei “Pastacaldi”. Successivamente, sempre per soddisfare al meglio la clientela, attaccata alla casa/bottega, venne edificata una nuova e ancor più grande struttura, il primo grande Ristorante Pratese di Specialità Toscane: “Il Capriolo”.

Siamo nel 1961 il Ristorante era rigorosamente a gestione familiare: la signora Ofelia, i suoi figli Liana e Mario Puggelli, insieme ai rispettivi coniugi, Luigi Mannori e Amalia Pratesi.

Come scrivono nella loro Storia: “Furono 10 anni di entusiasmante furore…… Industriali, non solo di Prato, portavano i clienti più importanti, i rappresentanti erano tra i frequentatori più assidui, si veniva qui con le mogli o con le amanti (chi le aveva). Comunioni, matrimoni, nozze d’argento e d’oro, compleanni, festività, grandi e piccole occasioni, tutto pur di venire al Ristorante “Il Capriolo”. Non c’è stato attore, cantante, atleta, politico, artista o personaggio che, in quel periodo, sia passato nella piana di Firenze-Prato-Pistoia, senza fermarsi qui, attratto dall’ottima cucina e dalla mondanità del Locale”.

A dimostrazione di un così grande successo c’è una documentazione fatta di moltissime foto che ritraggono a “Il Capriolo”, miti come: Sergio Endrigo, Rita Pavone, Gianni Morandi, Gigliola Cinquetti, Bobby Solo, Caterina Caselli, Gino Bartali, Franco Bitossi, Angelo Moratti, Fabrizio Ferretti, Vittorio Adorni…

Anni straordinari, tra il 1961 e il 1971, sia l’Industria pratese, sia la stessa Città di Prato, erano in piena  espansione e il Ristorante “Il Capriolo” non era da meno.

Nel 1971 il Ristorante venne dato in affitto, e da allora si sono susseguite ben cinque diverse gestioni che hanno lavorato di continuo fino al 2010.

Dopo un anno di impegnativi lavori di ristrutturazione e ammodernamento, il 14 Aprile 2011, esattamente “Cinquant’anni dopo la prima inaugurazione”, i bis-nipoti (da parte della loro mamma) della signora Ofelia Ciambellotti, grandi appassionati del mangiar bene, Tommaso e Francesco Gei, hanno riaperto “Il Capriolo”.

Il Ristorante “Il Capriolo”, ubicato a Prato, in Via Roma 306, è un Locale semplicemente accogliente. Dall’ingresso principale si entra in uno spazioso e luminoso atrio accettazione, su cui si apre anche la porta della cucina. Da qui si accede a sinistra al bancone Bar che è tutt’uno con quello della Pizzeria con il forno a legna (qui si trova anche un altro ingresso), e a destra alle due sale del Ristorante, di fronte una scala porta a un’altra sala al primo piano. Il tutto permette di accogliere, comodamente, una novantina di persone.

Il Locale è ben sistemato e curato, è arredato con simpatica semplicità e gusto. I colori sono tenui, i tavolini, ben distanziati, sono apparecchiati con la “tovaglietta a striscia centrotavola” (in Inglese “runner”), le sedute sono imbottite e comode. Molto bella, nella posateria, la pregevole coltelleria per la carne, della “Pintinox”, da più di 80 anni prestigiosa Azienda di acciaio da tavola. In una della Sale c’è un bellissimo e fascinoso pavimento in graniglia lucidato che ricorda i bei tempi passati (anche miei).

La Carta dei Vini è selezionata, circa 150 etichette, Italiane e Francesi, con un rapporto qualità prezzo molto interessante. C’è anche la possibilità di bere al bicchiere.

Il Menu offre un’ampia scelta di preparazioni appetitose sia di Mare che di Terra. Molto invitante la pagina dei “Secondi alla Griglia”, preparati con la grande griglia a carbone e legna.

Ma veniamo alla degustazione fatta che, per mia scelta, è stata accompagnata da una buona bollicina che vale molto di più di quello che costa: “Pierre Ponnelle Brut Rosé”, Crémant de Buorgogne A.O.C., quasi tutto Pinot Noir, 12% Vol., prodotto dalla “Maison Pierre Ponnelle” fondata, nel 1875. Proprio Pierre Ponnelle è stato il primo importante selezionatore e commerciante (Négociant) di uve della Borgogna, in Francia.

In tavola il buon pane Toscano e la schiacciatina croccante, insieme all’Olio Extra Vergine di Oliva selezionato e Etichettato per il Ristorante.

Sono state servite le seguenti portate:

– Tortelli, fatti in Casa, alle erbe amare, su crema di Pecorino Toscano D.O.P.;

– Coscia di coniglio, cotta a bassa temperatura, su purea di patate e fave, cicoria e rosmarino;

– Semisfera di ricotta al pistacchio di Bronte, su una base di pan di spagna, al cioccolato, bagnato con liquore alle mandorle, polvere di cacao, crema Inglese e pistacchi di Bronte.

Tutto decisamente gustoso e ben presentato.

Artefice di questa Cucina Tradizionale Toscana, fatta con prodotti di qualità del Territorio e non solo, è la giovanissima e bella Chef Elisabetta Boi. Una ragazza dolcissima nel suo modo di essere che esprime tutto il suo delicato e positivo stato d’animo nelle sue ottime preparazioni.

Elisabetta, gioca in casa, infatti è nata a Prato il 28 maggio 1992 (è talmente giovane che si può dire l’età), fin da piccola ha subito dimostrato la passione per la cucina. Ha frequentato e si è diplomata, nel 2011, all’Istituto Alberghiero “F. Martini” di Montecatini Terme (PT). Dopo varie esperienze iniziali, per migliorare la specializzazione, diventa in pochissimo tempo, grazie alla sua estrema bravura, Capopartita (Chef de Partie). Dal primo di Gennaio 2016 è Chef al Ristorante “Il Capriolo”.

Il premuroso servizio della Brigata Sala è affidato al Responsabile il gentilissimo Tommaso Moretti.

I  bis-nipoti della signora Ofelia Ciambellotti, Tommaso e Francesco Gei, hanno ruoli diversi, il primo si occupa di tutta la conduzione, in prima persona, del Ristorante, compresa la direzione della Cucina, l’altro è addetto alle pubbliche relazioni, agli eventi e a molto altro. Sono persone molto brave e disponibili che credono in pieno nel loro lavoro.

Dopo 50 anni il Ristorante “Il Capriolo”, con la sua sincera, buona e gustosa Cucina Tradizionale di qualità, rinnova i fasti di quello che fu, nel 1961, il primo grande Ristorante Pratese di Specialità Toscane.

Giorgio Dracopulos

http://www.ristorantecapriolo.it/

 

Nelle foto, dall’alto:

Ofelia Ciambellotti Puggelli

La saletta con il pavimento in graniglia

Coscia di Coniglio su Purea di Patate e Fave

Semisfera di Ricotta al Pistacchio di Bronte