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Hotel relais & Chateaux Borgo San Felice: un luogo magico per un’accoglienza da sogno

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Per gli antichi Romani, nel periodo finale del loro Impero, la definizione di “burgus” identificava un piccolo insediamento militare, o una torre di avvistamento, con intorno un terrapieno e un fossato per aumentarne le capacità difensive. In epoca successiva venne adottata la denominazione di “borgo medievale” riferendosi ad un piccolo gruppo di case con al centro una piazza su cui prevalentemente si affacciava una piccola Chiesa o una Cappella. L’Italia è ricca di questi bellissimi Borghi. Uno tra essi, in particolar modo, si distingue per essere diventato un magnifico luogo di accoglienza, è l’Hotel Relais & Chateaux Borgo San Felice, ubicato su una panoramica collina Toscana, alta 350 metri s.l.m., nel Comune più meridionale della famosissima zona vitivinicola del Chianti, Castelnuovo Berardenga in Provincia di Siena.

Il Borgo si erge intorno alla piazzetta con la neogotica Cappella della Madonna del Libro edificata nel 1899 su progetto dell’architetto Senese Bettino Marchetti. Case e annessi di varie dimensioni si districano attraverso caratteristici e affascinanti scorci, tabernacoli, antico pozzo (1792), logge e  vicoli che si possono percorre camminando sull’acciottolato, fino a giungere all’antica Pieve di San Felice. La Chiesa con il suo campanile si presenta con un aspetto che è frutto di una ristrutturazione avvenuta tra il 1922 e il 1933. All’interno è possibile ammirare, un prezioso Sant’Antonio da Padova, opera lignea dello scultore Fiorentino Domenico Cafaggi (1530-1608).

Le prime notizie di Borgo San Felice risalgono al 714 d.C., la sua ubicazione strategica lo hanno fatto diventare nei secoli un insediamento conteso, in particolare durante la guerra tra Siena, Città Ghibellina, fino al 1287, sostenitrice dell’Imperatore e Firenze Guelfa schierata dalla parte del Papa. Dal XVIII secolo la proprietà del Borgo passa alla nobile famiglia Senese dei Conti Grisaldi del Taja che fanno della casa padronale la loro stabile residenza.

Nel 1968 il Borgo viene ceduto ad una società industriale con sede a Milano che, successivamente, nel 1978,  lo ha ceduto alla RAS Assicurazioni. Oggi la RAS è nel Gruppo Allianz S.p.A., leader mondiale nell’offerta di prodotti e servizi assicurativi, bancari e finanziari che opera in 70 paesi del mondo.

Borgo San Felice è circondato da 650 ettari di bellissima campagna in proprietà, 140 vitati (70% a Sangiovese), 60 ettari di oliveti, il resto campi e boschi. Oltre 17.000 piante di olivo divise tra le cultivar Frantoio (75%), Morailo e Leccino fanno del Borgo il primo produttore di Olio Extra Vergine di Oliva D.O.P. del Chianti.

A questo magnifico possedimento il Gruppo Allianz, attraverso gli anni, ha aggiunto altre proprietà    acquisendo, nel 1984, la Tenuta di Campogiovanni a Montalcino (SI), e, nel 2003, la Tenuta Perolla in Maremma, nel territorio di Massa Marittima (GR). Il complesso dei terreni forma l’Azienda Agricola San Felice con 210 ettari di vigneti, più tutto il resto, per una produzione di un milione di bottiglie suddivise nelle varie tipologie.  Alla guida di un progetto così prestigioso un validissimo staff con il Fiorentino, direttore Generale, Alessandro Marchionne, il responsabile commerciale Fabrizio Nencioni e l’enologo Leonardo Bellaccini.

Ma torniamo al Borgo vero e proprio. Completamente ristrutturato e adeguato alle esigenze di una dimora lussuosa e super accogliente San Felice è tra i 500 posti più straordinari e unici al mondo selezionati dalla prestigiosissima Guida Francese dei Relais & Chateaux. Gli ospiti del Relais hanno a disposizione 46 bellissimi ed eleganti ambienti tra camere e suite suddivise nei vari edifici del Borgo, il nuovissimo centro benessere con i trattamenti naturali con cosmetici a base di vino e olio del dr. Vranjes, la piscina scoperta, i bar, la sala biliardo, l’enoteca, le sale riunioni, il gazebo, la cantina, Il ristorante “Poggio Rosso”.

La visione enogastronomica di Borgo San Felice è basata su prodotti di grande qualità della casa, come vino, olio e carne chianina, abbinati a quelli che offre il territorio Toscano. Per dare ancor più lustro all’offerta ristorativa, dal 2012 la direzione della cucina è stata affidata a Francesco Bracali, uno dei più grandi Chef Italiani, i cui meriti sono stati riconosciuti, negli anni, da tutte le principali guide specializzate del settore che lo hanno premiato con punteggi altissimi. La prestigiosa Guida Michelin gli ha riconosciuto “due” meritatissime “stelle”.

Il ristorante “Poggio Rosso” prende il nome da uno dei vini dell’Azienda, il Chianti Classico Riserva D.O.C.G. “Poggio Rosso”, prodotto per la prima volta con l’annata 1978, con uve provenienti dall’omonimo vigneto. Il ristorante, completamente finestrato, è molto luminoso, ha una forma ad “elle”, con una rilassante vista sulla piscina, è molto caldo e accogliente. Si entra e a destra si trova la bella e suggestiva cantinetta chiusa da vetro trasparente, la prima sala è rialzata, per raggiungere la seconda si scendono alcuni gradini, in fondo la porta che va alle nuove, tecnologiche e attrezzate cucine. C’è la possibilità di accedere ad una ulteriore, piccola, riservata saletta.

L’apparecchiatura è molto bella, signorile e accurata, una dozzina di tavoli tondi circondati da comode poltroncine imbottite. Interessante la Carta dei Vini che offre, oltre a tutta la produzione dell’Agricola San Felice, anche un’ampia selezione di etichette Italiane e straniere di valore.

In questa atmosfera estremamente accogliente e piacevole ho partecipato, il 29 ottobre 2012, ad una straordinaria serata organizzata dal Borgo e dall’Agricola San Felice in collaborazione con la Fondazione “Umana Mente” del Gruppo Allianz che, dal 2001, si dedica a meritevoli attività filantropiche.

L’evento è stato organizzato a conclusione del progetto “Impariamo nel Borgo”. Alcuni ragazzi, in difficoltà o con alle spalle storie difficili, provenienti dalla scuola Oliver Twist Cometa Formazione di Como, hanno passato i mesi di luglio e agosto 2012 in uno stage formativo nei diversi settori del Relais Borgo San Felice.

La serata, tra l’altro, prevedeva una cena di gala con quattro chef super stellati: Francesco Bracali (aiutato dal giovane emergente Gianluca Gorini), Valeria Piccini, del ristorante “Caino” di Montemerano (GR), Gaetano Trovato, del ristorante “Arnolfo” di Colle di Val d’Elsa (SI), Vito Mollica, “Il Palagio” ristorante principale del Four Seasons Hotel di Firenze.

Dopo un ricco aperitivo, servito nel grande salone sopra la cantina a vista dell’Azienda Agricola Borgo San Felice, i dirigenti del Gruppo Allianz, Carlo Salvatori, Mario Cuccia, Erasmo Figini, insieme a Nicola Corti, segretario generale della Fondazione “Umana Mente”, hanno introdotto l’evento illustrandolo anche con un breve e interessante filmato. Successivamente dopo i saluti del Sindaco del Comune di Castelnuovo Berardenga, Roberto Bozzi, e dell’Arcivescovo di Arezzo, Riccardo Fontana, si è conclusa questa prima parte tra gli applausi delle numerose persone presenti, tra cui molti addetti ai lavori sia del mondo del vino che della stampa.

Dopo al ristorante “Poggio Rosso” abbiamo potuto degustare le preparazioni degli chef stellati accompagnate da una selezione dei vini dell’Azienda:

– “San Felice 2009”, Chianti Classico D.O.C.G., 12,7 Vol., e “Poggio Rosso 2007”, Chianti Classico Riserva D.O.C.G., 14% Vol., entrambi con uvaggio 80% Sangiovese, 10% Colorino, 10% Pugnitello, prodotti con uve dei vigneti di Castelnuovo Beradenga (SI);

– “Campogiovanni 2007”, Brunello di Montalcino D.O.C.G., 15% Vol., 100% Brunello (clone di Sangiovese), prodotto nella Tenuta di Campogiovanni a Montalcino (SI);

– “Santuccio da San Felice 1982”, Vin Santo, 70% Trebbiano e 30% Malvasia, 15% Vol., ormai una vera e propria rarità visto che ne è cessata la produzione nel 1985. Oggi, il Vin Santo Chianti Classico D.O.C., viene prodotto con il nuovo nome “San Felice VinSanto del Chianti Classico”, 75% Trebbiano e 25% Malvasia, 14,5 % Vol., sempre seguendo la secolare tradizione Chiantigiana, dopo un affinamento di 5 anni in caratelli (fusti da 225 litri di rovere Francese) e 12 mesi in vetro in non più di 6.000 bottiglie

Sono state perfettamente e puntualmente servite le seguenti portate:

– “francesina”, insalata di lesso rifatto di razza calvana (raro ecotipo di chianina autoctona della zona dei monti della Calvana e del Mugello), preparato dallo chef Vito Mollica;

– raviolo di cinghiale e pere con crema di lenticchie, cialda di parmigiano e cumino, preparazione dello chef Francesco Bracali;

– “piccione”, petto, coscio, scalogni, nocciole e caffè, dello chef Gaetano Trovato;

– cioccolato, liquirizia, e frutti esotici, dolce della chef Valeria Piccini;

– piccola pasticceria di Francesco Bracali.

Belle le presentazioni e tutto straordinariamente buono, da sottolineare anche la perfetta temperatura di servizio di ogni singolo piatto.

Dopo cena Francesco Bracali, attorniato dagli chef, dai ragazzi del progetto “Impariamo nel Borgo” e dalla Brigata di Cucina, ha detto alcune significative e sentite parole di ringraziamento. La conclusione del riuscitissimo evento è spettata all’efficientissimo e bravo direttore generale del Relais & Chateaux Borgo San Felice, Achille Di Carlo, a cui è seguito un sentito applauso da parte di tutti i presenti.

Credo che non ci siano parole più adatte se non proprio quelle di Achille Di Carlo per definire un luogo cosi magico dove si può trascorrere una vacanza da sogno: “Borgo San Felice è il frutto di una visione straordinaria, che associa un lusso autentico, rurale e genuino, ad un magnifico territorio che offre da sempre eccellenza sia in termini di produzione e servizi che di straordinaria bellezza del paesaggio”.

Giorgio Dracopulos

 

www.borgosanfelice.it/

www.agricolasanfelice.it/

www.umana-mente.it

www.puntocometa.org