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A Venezia riapre Quadri, lo storico Gran Caffè-Ristorante

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Quadri. Menu quattro atti - secondi piatti

Quadri, Venezia, lo storico gran caffè e ristorante del diciottesimo secolo in Piazza San Marco e dal 2010 di proprietà della Famiglia Alajmo, riapre le porte dopo un importante intervento di restauro.

Una trasformazione che ha rivelato l’originaria magia del locale in un’atmosfera romantica e lievemente surrealista, immaginata da Philippe Starck e messa in opera dall’abilità degli artigiani veneziani.

IL RESTAURO

Il progetto di restauro è stato voluto da Massimiliano e Raffaele Alajmo per preservare lo straordinario patrimonio del Quadri e per creare un legame che lasciasse il segno sia nella storia contemporanea sia nella storia della cucina italiana.
«Il restauro nasce sia dalla necessità di un recupero degli stucchi, molto compromessi negli anni, sia dal desiderio di ritrovare quello splendore che attraverso una rilettura in chiave contemporanea lo porti a rappresentare la cucina italiana nel mondo.» afferma Raffaele Alajmo. «Per questo ci siamo rivolti a Philippe Starck, amico e autore di altri due nostri locali. »

Per seguire la delicata operazione di restauro, i fratelli Alajmo hanno chiamato Philippe Starck, incontrato dieci anni prima e con il quale avevano già collaborato nella creazione di altri due ristoranti, Caffè Stern nel cuore di Parigi e AMO un caffè elegante e misterioro all’interno del T Fondaco dei Tedeschi a Venezia.

Quadri. L’esterno su Piazza San Marco

«Il concetto del Quadri è semplicemente il Quadri. Il Quadri era straordinario, ma dormiente. In segno di rispetto, amore e intelligenza, non volevamo cambiare una tale concentrazione di mistero, bellezza, stranezza e poesia. Cercavamo semplicemente le sue meraviglie e abbiamo trovato il paese delle meraviglie.

Ogni cosa qui è un gioco mentale con la propria piccola magica sinfonia.  Dettagli sorprendenti appaiono in ogni angolo; sulle pareti con i tessuti, nelle luci con i lampadari surrealistici e nella chimerica collezione di tassidermie che abita questo luogo; agli animali giunti qui crescono le ali sul dorso, diventando creature fantastiche come il mitico leone alato di Venezia.

 Questo sogno deriva in parte dalla mia mente, dal mio cuore e dalla mia follia ma avevamo bisogno di mani per renderlo reale e il segreto della straordinaria qualità del Quadri risiede negli artigiani veneziani.» Philippe Starck.

QUADRI, MADE IN VENICE

A capo del progetto, Philippe Starck e i fratelli Alajmo nominano l’architetto ed ex rettore dello IUAV Marino Folin, che ha coordinato le migliori maestranze veneziane chiamate ad intervenire, sotto la supervisione della Soprintendenza di Venezia. «La grande operazione culturale che è stata fatta in questo restauro» dichiara Folin «è stata quella di recuperare il sostrato della produzione artigianale veneziana sopravvissuta alle grandi trasformazioni ottocentesche e novecentesche».

La chiave di lettura alla base dell’intera operazione è data dal fenomeno dell’acqua alta al quale i fratelli Alajmo hanno voluto dedicare un ruolo fondamentale. L’acqua, con il proprio passaggio, lascia un segno, divenendo così protagonista attiva nella vita del locale. Da qui la scelta dell’ottone naturale non verniciato per le gambe dei tavoli, per il bancone della reception all’ingresso e per tutte le parti a contatto con il pavimento del piano terra. Un metallo, che ossidandosi, manifesterà attraverso le differenze di colore i molteplici livelli delle maree che si alterneranno nel corso del tempo.

 

Quadri, piano terra

Il gioco dell’acqua è stato ripreso anche nella nuova identità grafica realizzata da GBH.London, l’agenzia di branding inglese che da lungo tempo lavora con Starck. Un esempio significativo è dato dall’insegna in ottone dove le lettere sono state trattate dalla Fonderia Valese in modo da rappresentare figurativamente i due piani. La parte inferiore è ossidata e si riferisce all’inevitabile processo causato dall’alta marea al piano terra. La parte superiore è stata lucidata, riportando l’ottone a una finitura dorata che indica il ristorante al primo piano, non toccato dal fenomeno.

Al piano terra, negli ambienti del Quadrino e del Grancaffè Quadri il restauro effettuato da Anna de Spirt e Adriana Spagnol ha avuto connotazioni più conservative e risvolti complessi. L’obiettivo è stato quello di recuperare i decori degli inizi del ‘900 e anche della seconda metà dell’800, eliminando i sostrati accumulatisi nel corso del tempo. L’imponenza degli interventi ha portato la squadra a lavorare anche di notte.

Al primo piano, dove si trova il Ristorante Quadri, l’influenza di Starck è evidente nei decori e nel recupero dei dettagli architettonici originari. La prima cosa che si nota è il tessuto che riveste le pareti, opera della Tessitura Bevilacqua e ridisegnato da Philippe Starck che ha reinterpretato in chiave contemporanea il più antico disegno dell’atelier veneziano, aggiungendo humor all’idea di tradizione e qualità. I volti dell’epoca sono stati sostituiti da quelli dei fratelli Alajmo in un motivo che si ripete, perdendosi e mimetizzandosi nella grandezza delle pareti. Astronavi e satelliti si confondono e rappresentano i moderni mezzi di trasporto al posto di carrozze e gondole.

Quadri, piano 1

Al grande lampadario Rezzonico, in vetro di Murano degli anni ’30, completamente restaurato, è stato affiancato un nuovo lampadario che ne riprende le stesse dimensioni e stile con l’aggiunta di dettagli in vetro colato che creano un effetto surrealista. L’artista dell’opera è Aristide Najean, francese ma veneziano di adozione, dal 1985 a Murano per apprendere l’arte del vetro dai grandi maestri vetrai.

I tappeti dipinti che ricoprono i pavimenti al primo piano sono stati disegnati dalla figlia di Starck, Ara che nel dipingerli ha creato un complesso gioco nel quale le figure centrali si muovono in un mondo fantasmagorico come riflesso del nostro subconscio e un invito a sognare. «Questi tappeti non sono dei quadri, non possiamo descirverli o dar loro un nome,» dice Philippe Starck. «Esprimono tutto quello che abbiamo dentro e che non conosciamo.»

Il grande specchio all’ingresso e gli specchi nei bagni sono stati creati dai fratelli Barbini, storica famiglia di maestri vetrai muranesi sin dal 1570. Si deve a loro la sala degli specchi a Versailles.  Mentre i serramenti in legno sono stati restaurati dalla Falegnameria Capovilla che ne ha migliorato i dettagli costruttivi.

IL MENU

Il Ristorante Quadri rappresenta l’espressione contemporanea della tradizione gastronomica italiana e veneziana. Il pesce, la frutta e la verdura arrivano freschi ogni giorno dal mercato di Rialto in base alla disponibilità stagionale.

«La cucina del Quadri» spiega Massimiliano Alajmo «non può prescindere dall’ambiente ma da esso ne viene influenzata, in un processo di contaminazione reciproca che porta con sé anche le sedimentazioni del tempo. Come nel futuro fluiscono il passato e il presente così la cucina vive della contaminazione passata non solo negli ingredienti ma anche nel servizio. Una proposta gastronomica legata dunque al territorio, alla laguna e ai suoi prodotti, alla tradizione veneziana, ricontestualizzata storicamente ai giorni nostri attraverso una nuova luminosità che le conferisce maggiore profondità.»

Al Ristorante Quadri, oltre alla scelta à la carte, la proposta si divide in tre menù degustazione: Max, Raf e Quattro Atti. Il menù Quattro Atti, rappresenta una nuova visione della tavola e della scansione temporale del pasto a favore della condivisione e della conversazione. Ogni atto comprende più pietanze che vengono disposte al centro della tavola e condivise dai commensali. La mescolanza e la vivacità delle stoviglie diventano la rappresentazione estetica di un gusto calato nella venezianità.

Anche il servizio entra in questo gioco attraverso le nuove divise che escono dai canoni classici e dal rigore per adottare un look che si avvicina di più al “padrone di casa”, al nobile veneziano che accoglie i propri ospiti a casa.

Il Ristorante Quadri, l’unico ristorante in Piazza San Marco, ha ricevuto la sua prima Stella Michelin nel 2012.

A testimonianza dell’importante restauro e come omaggio a Venezia, città destinata all’apparenza a scomparire che però in realtà nasconde una profonda ricchezza fatta di persone, mestieri e antiche conoscenze, i fratelli Alajmo hanno realizzato un documentario. Il film verrà terminato a metà marzo e sarà disponibile sul sito www.alajmo.it

Le foto degli esterni e interni sono di Marie-Pierre Morel
I piatti invece sono di Marco Peruzzo – Be Different Media