Carbonara Day. Claudio Amendola e Andrea Radic
Carbonara Day. Claudio Amendola e Andrea Radic

La Carbonara è la ricetta di pasta preferita per 1 italiano su 2. E proprio attorno a questo grande classico, da sempre al centro del confronto sulla tradizione e la creatività, il 6 aprile il Carbonara Day celebra il suo decimo anniversario.

Secondo un’indagine AstraRicerche realizzata per l’anniversario, la Carbonara si conferma la ricetta di pasta preferita per il 46,1% degli italiani, è quella da “10 e lode” per il 48,6% e piace al 92,6% della popolazione, conquistando trasversalmente tutte le generazioni e tutto il Paese.

La Presidente dei pastai di Unione Italiana Food, Margherita Mastromauro: «Il Carbonara Day è diventato uno degli appuntamenti più attesi, partecipati e condivisi dal web e non solo. Oggi questa ricetta non è più una proposta turistica delle trattorie romane ma ha un respiro sempre più internazionale».

Anche quest’anno, il Carbonara Day vive sui social con “Carbonara10eLode”.

Carbonara Day. La ricetta originale prevede uovo, guanciale, pecorino, pepe
Carbonara Day. La ricetta originale richiede uovo, guanciale, pecorino, pepe

Per partecipare, il 6 aprile sarà sufficiente seguire l’hashtag #CarbonaraDay e condividere dirette, opinioni, foto e consigli su Instagram, Facebook e X.

Creato dalla International Pasta Organization (IPO) il “World Carbonara Day”, fissato per il 6 aprile, nasce per difendere la cultura della tradizionale ricetta della “Carbonara” uno dei simboli della cucina romana e italiana e celebre in tutto il mondo.

Quando nasce la Pasta alla Carbonara?

Una storia lunga con molteplici riferimenti storici quella della Carbonara. I primi cenni si hanno nelle raccolte di ricette fin dal 1773 quando nel volume “Il cuoco galante” di Vincenzo Corrado si parla dell’uovo come addensante per i piatti di pasta. Nel 1881 entrano ingredienti come il formaggio.

Ma giungiamo al 1949 per vedere inserire il guanciale, come cita una ricetta di Ada Boni, ma non c’era l’uovo.

Carbonara Day. Roma
Carbonara Day. Roma

Il termine Carbonara compare in una pellicola del 1951, esattamente “Cameriera bella presenza offresi…” con un cast d’eccezione, da Alberto Sordi a Vittorio De Sica, da Giulietta Masina a Delia Scala. In una delle scene, alla cameriera viene posta la domanda: «Scusi un momento, senta un po’, ma lei sa fare gli spaghetti alla carbonara?».

Mano mano con il passare degli anni si giunge alla odierna ricetta circondata da una “sacra tradizione” che prevede uovo, guanciale, pecorino, pepe, grazie al grande maestro Luigi Carnacina che la inserì nell’opera monumentale “La Grande Cucina” (ben 3715 ricette da tutta Italia) realizzata in collaborazione con Luigi Veronelli.

Secondo una delle versioni più accreditate, l’odierna ricetta nasce durante la Seconda Guerra mMondiale, quando un cuoco unisce la pasta ad ingredienti portati dai militari degli Stati Uniti.

La miglior Carbonara di Roma

Ed ecco alcuni indirizzi della capitale, dove gustare la “Carbonara” con la certezza di trovare la tradizionale ricetta espressa con passione e amore per la cucina.

Roma Centro

Claudio Amendola possiede davvero quella carica umana che ritroviamo nei personaggi che interpreta, così come la simpatia e quel fare un po’ guascone con il quale ti accoglie da “Frezza Cucina de Coccio” il suo ristorante al centro di Roma, in via della Frezza, pochi metri da via del Corso.

Il popolare attore romano ama la convivialità e quel calore che lo stare a tavola insieme è capace di infondere. E la Carbonara è simbolo di tutto questo, romanità all’ennesima potenza, come Amendola.

Ma la Carbonara è poesia o una scienza esatta? «Nessuna delle due – risponde con un largo sorriso – la Carbonara è bona, certo un po’ di scienza indubbiamente c’è, di poesia ne vedo meno».

Carbonara Day. La pasta preferita da un italiano su due
Carbonara Day. La pasta preferita da un italiano su due

Dal cuore di Roma al quartiere Ostiense

Una scelta certa a “La Villetta dal 1940”, anno in cui la sora Ada e il marito Silvio aprirono questa osteria con cucina situata tra San Saba e Testaccio alle pendici dell’Aventino. Oggi dopo circa 80 anni, sono Claudio (l’Oste), la sorella Cristina, Orlando e Annamaria, a gestire uno dei ristoranti più rinomati della cucina tipica romana. Nel menu una bella citazione in dialetto romano annuncia il piatto protagonista del 6 aprile. «Lì mejo primi piatti romaneschi come li cucinava mi’ nonna la Sora Ada serviti nella vecchia cofana romana della Villetta dal 1940 all’Aventino. Li rigatoni a la carbonara che so’ commoventi cor doppio guancialetto d’Amatrice croccante e pecorino Romano coccia nera».

Sempre in zona Ostiense, vale al visita, Felice al Testaccio. Dal 1936 in una delle zone più “veraci e voraci” della città, questo ristorante segna la tradizione romana e la contemporaneità di una cucina attenta alla qualità delle materie prime e alle cotture. In menu i classici “Spaghetti alla Carbonara”.

Fatto interessante è che il medesimo menù tipico, è possibile gustarlo anche a Milano e Torino, dove Felice al Testaccio ha aperto i suoi locali.

Roma Tiburtina

Zona vivace, universitaria e ricca di vita gastronomica. Indirizzi giovani e moderni, capaci di non perdere un tocco tradizionale.

“Toma 52 Gourmet” è un locale che unisce una sapiente mixology, con cocktail di ottimo livello, ad un menu ricercato ed estroso che include anche piatti più classici e ricchi tradizione. Da provare senza indugio le “Mezze maniche alla Carbonara”. Gestito da cinque ragazzi ha quel tocco in più nella dinamicità dei proprietari.

Termini

Carbonara Day. La ricetta del Ristorante Matriciana
Carbonara Day. La ricetta del Ristorante La Matriciana

Tra piazza della Repubblica e il palazzo del Viminale si trova “La Matriciana dal 1870”.

Aperta nello stesso anno dell’annessione di Roma al Regno d’Italia. Ospitò grandi artisti della fine del 1800 quando proprio di fronte al ristorante venne inaugurato il Teatro Costanzi, divenuto Teatro Reale dell’Opera nel 1928. Cene dopo teatro con celebrità dell’epoca erano all’ordine del giorno, a tavola i più bei nomi della lirica, come Mario Del Monaco, Maria Callas, Carla Fracci, il regista Zeffirelli, e della prosa. Insieme a profumi e sapori della tradizione romana, conserva stile ed atmosfera.

Il nome richiama un differente primo piatto, ma i “Rigatoni alla Carbonara”, sono davvero notevoli.

Atmosfera retrò, accogliente ed elegante con le boiserie alle pareti anche al ristorante “Massimo d’Azeglio”. Qui regna un senso ottocentesco che consente un tuffo nella storia. Cucina classica e ben eseguita, tra i primi “Mezze maniche alla Carbonara”.

Carbonara Day. Ristorante Massimo D'Azeglio
Carbonara Day. Ristorante Massimo D’Azeglio

Dall’altro lato della stazione Termini da provare alcune varianti della ricetta. Le propone il ristorante “Gallina Bianca”. Un tocco di originalità per la Carbonara Viola, con cipolle rosse caramellate o quella al tartufo nero, con scaglie aggiunte. Il locale soddisfa anche chi deve mangiare senza glutine con una tradizionale Carbonara.

Una breve passeggiata e siamo in via Veneto dove Sabrina Corbo ha curato l’allestimento di Allegrìo. Un locale aperto a Maggio 2023 dove l’arte degli arredi si unisce a spazi luminosi, solari e piacevoli. Lo Chef Daniele Creti insieme alla sua squadra propone una cucina tradizionale e concreta. Grande selezione delle materie prime. E così nella carbonara le uova provengono da una piccola azienda biologica di Sora (Fr), il guanciale è quello dell’azienda Reggiani e il pecorino è di Cibaria. Piccolo vezzo: la Carbonara My Way che viene servita al tavolo, realizzata con uova pastorizzate, terminata alla fiamma e guarnita con oro 24k.

Trastevere

Un quartiere storico e celebre in tutto il mondo. Qui regna la tradizione de La Tavernaccia da Bruno” per una “gita fuori porta” tra le eccellenze agroalimentari del Lazio e la tradizione romana, fondato da Bruno Persiani e da sua moglie Giovanna Giuliacci nel 1968.

Carbonara Day. Mezze maniche
Carbonara Day. Mezze maniche

Professionalità e passione sono le linee guida di questo ristorante che soddisfa pienamente e che oggi vede una squadra composta dalle figlie di Bruno e Giovanna, Paola e Patrizia, e dal marito di quest’ultima, Giuseppe Ruzzettu. Da qualche anno si è aggiunto il figlio di Giuseppe e Patrizia, Gabriele Ruzzettu.

Una cucina che valorizza le biodiversità di ogni singola regione con abbinamenti sempre azzeccati. Carbonara davvero irrinunciabile.

Per chiudere in bellezza il capitolo Carbonara nella capitale, doverosa citazione della eccellente esecuzione dello chef Ciro Scamardella al “Ristorante Pipero”, Stella Michelin. Un trionfo di morbidezza, delicatezza, sostanza e qualità. Come dice Alessandro Pipero, patron del locale: «La carbonara non viene sempre bene, ma sempre bona».

Per chi desidera una stravagante variazione della tradizione, la persona giusta è Massimo Sun, fondatore di Domo Sushi a Roma e Milano. Nato nella capitale da genitori orientali, Massimo è cresciuto tra “Carbonara” e “Fried rice” e sente molto lo spirito del 6 aprile. Nei suoi menu numerosi ingredienti tipici romani come puntarelle, carciofi, guanciale, fino ad un omaggio alla Carbonara molto speciale.

Un “Hosomaki” avvolto da alga nori con topping di crema d’uovo, pecorino, pepe e guanciale croccante. «Un omaggio alla nostra città e una piccola provocazione in linea con lo stile della nostra cucina» afferma Massimo Sun.

Nota finale, ancora tratta dall’indagine AstraRicerche, gli italiani condividerebbero volentieri questo piatto iconico, con un personaggio famoso espressione della romanità (solo il 7% del campione non lo farebbe). Il commensale preferito è Carlo Verdone, ma gli italiani si siederebbero volentieri a tavola davanti a una Carbonara con Sabrina Ferilli o con Francesco Totti. 

Andrea Radic