I 100 anni di viti e vita dell’Azienda La Tordera

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Passato e futuro in una cantina dal design ecosostenibile.

Al numero civico 23 di via Alnè Bosco, in quel di Vidor (Tv), si trova la Cantina dell’azienda agricola La Tordera.

Mi trovo nell’area vitivinicola della Docg Conegliano-Valdobbiadene, atteso da Gabriella Vettoretti, dai fratelli e dallo staff addetto alla promozione. Lo scopo dell’invito la celebrazione dei “cent’anni di viti e di vite”.

“Tutto è cominciato 100 anni fa…”. L’inizio della lunga conversazione con Gabriella Vettoretti, quarta generazione che, con i fratelli Renato, Paolo e la sorella Maria Pierina, portano avanti l’eredità agricola del padre Piero e della madre Mirella.

“Una conduzione familiare legata a quelle prime viti piantate dal bisnonno Bepi sul colle Tordera intorno ad un roccolo (una specie di capanno da caccia) frequentato dai cacciatori di tordi”. 

Successivamente l’interruzione della consuetudine diffusa da queste parti di vendere le uve  e l’inizio della produzione, con le proprie uve, delle diverse tipologie di Prosecco.

Oggi l’azienda La Tordera estende la proprietà in più di 30 zone comprese nella vasta area vitivinicola di due Docg: Conegliano-Valdobbiadene ed Asolo. 65 ettari coltivati in stragrande maggioranza con vitigno Glera e una minima parte con autoctoni Verdiso, Bianchetta, Perera. Sono presenti anche alcuni vitigni “internazionali” come Chardonnay, Merlot e Incrocio Manzoni. Questi ultimi due a bacca nera per la produzione di un rosé, metodo Charmat, personalizzato da Gabriella come Brut Rosé Gabry.

Una Storia di successi che continua nel tempo proiettando La Tordera tra le grandi realtà maggiormente dinamiche dei due distretti.

“Basta con la banalizzazione legata al termine Prosecco, basta con i prosecchini!!! Rivalutiamo i nostri grandi importanti, fondamentali, vitali  terroir. Insistiamo nel ricordare i distretti di provenienza dei vini. Sono sicura che, se riusciremo nei nostri intenti con una mirata comunicazione di brand Prosecco di Valdobbiadene, conseguiremo il risultato di far nuovamente riemergere questo particolare spumante conosciuto ed amato in tutto il mondo, dall’ovvietà in cui è caduto”.

Torniamo ai festeggiamenti  “100 anni, viti e vita”. Il motivo per cui mi trovo a La Tordera.

1918 anno della fine della 1° guerra mondiale, del ritorno, per alcuni come il bisnonno Bepi, ai campi.

1918 anno della piantagione delle prime viti di Glera nei terreni nella zona di Cartizze.

“… ed oggi, 2018, vogliamo festeggiare i primi cent’anni di quelle prime viti  ancora presenti nei vigneti di proprietà nel Cartizze, il nostro percorso di vita”.

La bottiglia del Centenario

Già il Cartizze, quella collina di circa 106 ettari, con un terreno segnato da morene, arenarie ed argille che regala frutti dorati e ricchi di aromi, dai quali si ricava il Prosecco Valdobbiadene Cartizze: il Superiore, la massima espressione.

“La collina secolare intorno al roccolo la tordera, è ancora produttiva e grazie alle sue particolari uve si produce il Cartizze Dry (circa 17/18 g/l) che, quest’anno  è prodotto in una edizione speciale a ricordare con una etichetta celebrativa, il centenario”.

La domanda di rito oggi obbligatoria: conduzione agricola biologica?

Gabriella mi guarda come se e quando avessi formulato questa specifica quanto scontata richiesta. Un lungo sospiro e…

“La filosofia di ogni attività di questi ultimi tempi è indirizzata verso il biologico e biodinamico. La nostra è identificata dalla parola chiave “Natural Balance”, orientata alla ricerca di un’agricoltura sostenibile  dal punto di vista ambientale, economico e sociale, dalla terra alla cantina.

La Tordera copre attualmente il 70% del proprio fabbisogno energetico utilizzando energie rinnovabili derivanti da pannelli fotovoltaici, dall’utilizzo degli scarti di legname del bosco e dal riutilizzo delle acque, utili per irrigare i vigneti nei periodi di siccità. Grazie a questo e grazie alla nuova cantina, realizzata all’insegna dell’ecosostenibilità ambientale.

La Tordera ha ottenuto la certificazione CasaClima Wine. L’azienda aderisce inoltre anche al programma innovativo Rafcycle, finalizzato al riciclaggio degli scarti delle etichette. Non aggiungo altro”.

 Incontrare Gabriella Vettoretti mette subito a proprio agio. Ospitale nei modi, generosa, disponibile con una carica di simpatia contagiosa. Parlare con lei dei suoi vini significa tradurre, senza retorica, la sua visione di grande rispetto del terroir.

È giunto il momento degli assaggi nei nuovissimi spazi dedicati all’ospitalità e ai Wine tasting.

Tutto questo ed altro nell’articolo specifico dedicato,  pubblicato in “degustazioni”.

Urano Cupisti