Insolita Trattoria a Firenze. Preparazione
Insolita Trattoria a Firenze. Una "cucina surrealista"

Il Locale ”Insolita Trattoria” guidato dallo Chef Lorenzo Romano riapre i battenti in piazza Santa Felicita a Firenze.
Tornano così i piatti iconici di una cucina che gioca con le percezioni sensoriali dell’ospite,
mentre il bartender Luca Picchi firma lo spazio mixology che segue la stessa ispirazione.

A un anno dalla chiusura della sede a Coverciano, l’”Insolita Trattoria” rinasce nel cuore del centro storico fiorentino, a due passi da Ponte Vecchio in Piazza Santa Felicita 4r, e rinnova la sua sfida alle percezioni sensoriali offrendo uno stile di cucina in cui – per citare il motto stesso del locale – “nulla è ciò che sembra”.

Insolita Trattoria a Firenze. Vista Interna
Insolita Trattoria a Firenze. Vista Interna

La Trattoria dello Chef fiorentino Lorenzo Romano, nato come evoluzione della “Trattoria Tre Soldi” (l’attività di famiglia sin dal 1952 in Viale D’Annunzio) è una presenza stabile in Guida Michelin dal 2020 ed è diventato col tempo un unicum nel panorama italiano grazie a un lavoro di ricerca che l’ha portato a elaborare una cucina che mette in discussione le apparenze e si rivela autentica sorpresa.

Con il trasferimento in Piazza Santa Felicita l’“Insolita Trattoria” apre un nuovo capitolo della sua storia, senza però tradire quegli elementi che l’hanno caratterizzato e reso riconoscibile.

Insolita Trattoria a Firenze. “Ceci n’est pas un tomate”
Insolita Trattoria a Firenze. “Ceci n’est pas un tomate”

Aumentano i coperti, che arrivano a quota 40 (più un’altra trentina all’esterno) e tornano i piatti signature del locale legati al concetto di deception gastronomica, ossia della ricerca di preparazioni e accostamenti inusuali che inducano il commensale a rivedere le proprie certezze in tema di percezioni visive.

Una cucina “surrealista”

Ne sono esempi la “Carbonara”, realizzata con crema pasticciera e il tuorlo d’uovo grattato come fosse bottarga (Tutto ciò che c’è di dolce nella crema pasticciera viene sostituito da ingredienti sapidi, spiega Romano), la “Tartare” in cui il tuorlo d’uovo è in realtà una sferificazione di mango, o il dessert “Granny Smith”, una finta mela che richiede 8 ore di preparazione.

Non mancherà il piatto manifesto dell’“Insolita Trattoria”, il “Ceci n’est pas un tomate”, un finto pomodoro che strizza l’occhio al surrealismo e cita René Magritte. “Porto avanti una cucina quasi surrealista – racconta Lorenzo Romano – libera da schemi e limiti. Il fatto di essere autodidatta mi ha dato la possibilità di costruirmi un percorso del tutto personale, non legato alle tecniche tradizionali ed agli usi classici”.

Insolita Trattoria a Firenze. Spaghetti
Insolita Trattoria a Firenze. Spaghetti

Accanto ai piatti iconici, l’offerta si estende per incontrare i gusti di una clientela più internazionale e aggiunge anche la parte mixology con il nuovo angolo bar e una signature cocktail list che segue la stessa filosofia della cucina.

L’aperitivo, in particolare, diventerà una vera e propria esperienza parallela alla cucina, con una carta di sei signature cocktail che lavorano su percezioni, contrasti e aspettative, in cui ogni drink è costruito per sorprendere e spiazzare al primo assaggio.

Insolita Trattoria a Firenze. Miscelazione
Insolita Trattoria a Firenze. Miscelazione

A completare la proposta, una selezione di piccoli “bites” in abbinamento, anche questi ispirati al gioco dello scarto tra apparenza e gusto che caratterizza l’identità dell’Insolita Trattoria.

Se a firmare i drink dell’Insolita Trattoria è stato chiamato un nome riconosciuto a livello internazionale come il bartender Luca Picchi, a dirigere sala e bancone sarà Riccardo Di Rocco, altro volto conosciuto in città.

A cura di Marco Gemelli

www.insolitatrattoria.it