Ci siamo. Di fatto domani con la Opera Wine inizia la fiera veronese. Quattro giorni nei quali sembra di essere su un ottovolante: degustazioni, incontri, strette di mano, amiche ed amici che non vedi da tempo… ed ancora bicchieri di vino, novità, convegni ed i dopo fiera, sempre pieni di sorprese.
Per il sottoscritto è la venticinquesima partecipazione (escludendo il 2020 per “coviddiane” questioni) ed ho una sensazione strana. Un misto tra colui che da una parte, inizia a sentire il peso dei lustri, della sempre maggiore ricerca della comodità del lavoro da remoto, del rifuggire al caos; dall’altra, l’entusiasmo del ragazzino, dell’appassionato, del curioso con una grande aspettativa.
In questo personale contrasto, la necessità di razionalizzare l’evento. Vinitaly è pur sempre tra le fiere più importante nel mondo per il nostro settore. Un momento imprescindibile per capire lo stato attuale e le prospettive. Un vero e proprio termometro anche di tendenze.
Forse più che mai, in una particolare situazione come quella che stiamo vivendo, “ascoltare” Vinitaly potrà essere uno strumento utile per la comprensione del prossimo futuro.
Abbiamo bisogno di tuffarci in questo mare, toccando con mano, al di là dei nostri discorsi sulla necessità di cambiare, sulla crisi dei consumi, per cogliere appieno le sfumature.
Indubbiamente un cambiamento è in atto, pieno e profondo, ma sicuramente è uno dei cambiamenti.
Tocca a noi avere la volontà di capirlo e contestualizzarlo, magari evitando scenari apocalittici che non servono a niente, ma concentrandoci sulle giuste riflessioni e, lasciatemelo dire, anche sulle azioni. Parliamo tanto e spesso agiamo poco, trincerandoci dietro alla crisi. Ascoltiamo, valutiamo, agiamo.
Prendiamo questa prossima fiera come un grande orecchio teso e raccogliamo le voci.
Rappresentiamo un valore aggiunto e questo è quello su cui partire. Dobbiamo evolvere, cambiare linguaggi, modalità di incontri? Oppure fare solo tutto questo aggiungendo un pizzico di innovazione ed una dose di lucida visione?
La mia idea è ben chiara, credo. Per cui… buon Vinitaly a tutti!
Riccardo Gabriele


















