Giampiero, Stefano e Alessio Logi sono tre fratelli e gestiscono con unione di passioni la loro azienda agricola, il Colombaio di Santa Chiara appunto, che creò babbo Mario e che, sebbene ancora in piena salute, è meno presente in vigna. Medesimo entusiasmo è quello di Filippo, figlio di Giampiero, che lavora con belle idee e giovane spinta al fianco dello zio Alessio.

Proprio Alessio quando ti accompagna nei vigneti che guardano lo “skyline” medioevale più famoso del mondo, quello di San Gimignano con le sue torri, afferma con orgoglio e concreta semplicità l’origine contadina sua e della sua famiglia.

Colombaio di Santa Chiara. Sullo sfondo San Gimignano
Colombaio di Santa Chiara. Sullo sfondo San Gimignano

«Mio babbo era contadino, la terra per noi era ed è vita e famiglia. Avevo cinque anni la prima volta che ho guidato il trattore. Meno che a passo d’uomo, ed io, rigido al volante, lo tenevo dritto, mentre babbo e zio toglievano i rami inutili e li buttavano sul cassone».

E oggi, come allora guida il trattore, a volte pota le viti all’alba «Quando non bastano numerose paia di calze che i piedi ti si gelano comunque».

Ma soprattutto balza da un aereo intercontinentale all’altro per portare le sue Vernaccia ai quattro angoli del mondo e raccogliere il meritato successo per l’azienda di famiglia.

Colombaio di Santa Chiara
Colombaio di Santa Chiara

In cantina e in azienda Giampiero, Stefano e il giovane Filippo, lavorano sulle uve, sulla ricerca delle migliori condizioni di lavoro e in campagna curano le viti una per una, con il prezioso contributo dei loro collaboratori, divenuti membri alche loro della grande famiglia del Colombaio di Santa Chiara.

La cantina, nella piccola frazione di San Donato, avrà presto una nuova sede, ma il borgo resta quello dove la famiglia Logi ha acquistato da qualche anno anche la Pieve di una chiesa romanica del XII secolo, la sua canonica, un altro fabbricato e i terreni adiacenti agli immobili. Quella stessa chiesa dove Giampiero e Stefano di qualche anno più grandi di Alessio, hanno fatto i chierichetti.

Colombaio di Santa Chiara. Una vista dalla cantina
Colombaio di Santa Chiara. Una vista dalla cantina

Famiglia, storia, passione, emozione e conservazione dei valori, sono le linee guida di questa famiglia, esempio davvero profondo del saper fare tutto italiano.

«Controllare, rispettare l’ambiente in cui viviamo, produrre prodotti eccellenti e salubri deve essere il nostro obiettivo. Gli agricoltori sono i “guardiani” di un territorio, per questo tutti noi dobbiamo continuare a mantenere intatte le nostre fantastiche colline, essendo i custodi di tanta bellezza» spiega Alessio Logi.

Colombaio di Santa Chiara. In vigna con Alessio
Colombaio di Santa Chiara. In vigna con Alessio

I vini

Il vino è la chiave di lettura. I vitigni autoctoni, fanno parte di un patrimonio antico e si identificano con il territorio di origine. Sono lo strumento con il quale si esprime una specifica zona.

La Vernaccia di San Gimignano è stato il primo vino ad ottenere la Denominazione di Origine Controllata (DOC) nel 1966, cui è seguita la DOCG nel 1993. Il Disciplinare prevede quale area di produzione delle uve esclusivamente il territorio comunale di San Gimignano. 

Il Colombaio di Santa Chiara è certificato Bio. Tutta la gestione agronomica è stata sempre seguita dalla famiglia in prima persona.

La Vernaccia di San Gimignano Selvabianca è sicuramente un bianco di grande spessore, vivo e di gran fascino anche con qualche anno in più, così come Campo della Pieve, anch’esso Vernaccia in purezza, che regge con eleganza e sostanza l’incedere del tempo.

Colombaio di Santa Chiara. Alcune etichette
Colombaio di Santa Chiara. Alcune etichette

Per capire la capacità della Vernaccia di San Gimignano di reggere il trascorrere del tempo una degustazione verticale con i fratelli Logi, è sicuramente uno dei mezzi più piacevoli. Vini, i loro, che giocano sull’eleganza delle note olfattive e sulla freschezza ottimamente bilanciata con l’acidità, di un sorso che appaga con grande gioia. Raccolta esclusivamente a mano in cassette da quindici chili, senza mai un compromesso, l’uva della vernaccia proviene dai vigneti del territorio intorno alla cantina.

Colombaio di Santa Chiara produce anche una Vernaccia di San Gimignano Riserva chiamata “L’Albereta”. Precisa e piena nei sentori olfattivi, scende al palato con carattere, verticalità e bellissima identità. Come il Campo della Pieve, le uve sono da un singolo vigneto.

In quel piccolo borgo, circondato da uno dei paesaggi più belli della Toscana, i Logi hanno anche creato con minuziosa passione per i dettagli, anche un Relais di charme, dove trascorrere qualche giorno fuori dal tempo. Senza farsi mancare mai un calice di Colombaio di Santa Chiara.

Andrea Radic