«Far scoprire ai più piccoli il mondo del vino, attraverso esperienze di gioco e scoperta in vigneto e in cantina». Così Francesco Leo, uno dei figli di Paolo Leo e direttore commerciale Italia, spiega l’idea che il team dell’accoglienza ha sviluppato per coinvolgere i bambini insieme alle loro famiglie.
«Attività di apprendimento, che svolgiamo in bottaia – prosegue Leo – dove far scoprire ai bambini le piante, le modalità di allevamento delle viti, a partire dal tipico alberello pugliese. Proproniamo anche attività in vigna, quest’anno abbiamo creato una giornata speciale, la “vendemmia experience” appositamente studiata per i più piccoli».

Le attività educative di Cantine Paololeo, sono attive da giugno a settembre, trasformando la vigna e la cantina in un laboratorio a cielo aperto. Nascono così “Il Piccolo Enologo” ed “Il Giovane Enologo”, due percorsi che uniscono didattica, manualità e cultura del territorio per accompagnare bambini e ragazzi alla scoperta del mondo del vino.
Piccoli enologi crescono
L’idea nasce da un principio semplice: si impara facendo. Il viaggio dei Piccoli (scuola dell’infanzia e primaria) e Giovani Enologi (scuole medie, superiori e Università) comincia in vigna, dove gli studenti sperimentano il ciclo naturale della vite seguendo le attività stagionali: dalla vendemmia al taglio dell’uva, dalla potatura alla raccolta delle foglie. È qui che i più giovani iniziano a scoprire il valore dell’attesa e della cura, imparando che ogni trasformazione richiede tempo e attenzione.
Il percorso prosegue in cantina, dove i bambini della scuola dell’infanzia e primaria, guidati dai tecnici, schiacciano l’uva, osservano il succo e lo trasferiscono in beute con pipette per un’analisi semplificata del processo fermentativo. Al termine ricevono il badge di Piccolo Enologo.

«Avendo tre nipoti – aggiunge Francesco Leo – sono molto sensibile a questi temi. Si tratta di qualcosa di nuovo e vedo riscontri molto positivi, grazie al coinvolgimento, di tutta la famiglia. Lo scopo è avvicinare tutti al mondo del vino. Usiamo le dovute attenzioni affinché l’esperienza sia giocosa e interessante. Una didattica che avvicini alla cultura del vino, alla sua agricoltura e al concetto di bere bene e in modo responsabile, quando si parla con studenti maggiorenni”».

Per i ragazzi più grandi, infatti, il percorso approfondisce le fasi della vinificazione, i profumi del vino e le competenze tecniche della professione; alcune tappe possono svolgersi anche in inglese per le classi con livello avanzato. Anche questo percorso si conclude con la consegna di un diploma di Giovane Enologo.
A completare l’esperienza, due laboratori creativi che mettono al centro le tradizioni pugliesi: i Taralini dell’Enologo, per imparare a impastare e cuocere i tipici tarallini al vino ed il Pittore Enoico, condotto dall’artista Arianna Greco, che guida bambini e ragazzi a dipingere con il vino tra le botti, trasformando il mosto in colore.

«Questi progetti sono nati dal desiderio di insegnare ai bambini il valore del tempo e di trasmettere alle nuove generazioni il legame profondo tra natura, lavoro e tradizione – spiega Monica Lo Piccolo, Hospitality Manager di Cantine Paololeo – Attraverso il gioco, l’osservazione e la curiosità, vogliamo far nascere un rapporto autentico con la nostra terra. In un grappolo schiacciato o in un esperimento in laboratorio può germogliare una passione destinata a durare nel tempo».
Con queste attività, Cantine Paololeo rafforza il proprio impegno nell’educazione alimentare, nella valorizzazione del territorio e nello sviluppo dell’enoturismo in Puglia, coinvolgendo le nuove generazioni in un racconto che unisce sapere, manualità e tradizione.
Andrea Radic



















