Campania Stories. Degustazione

Narrazione di un territorio che “si nutre delle sue stesse contraddizioni”.

In sintesi: dalla consapevolezza di un valore che trova la sua espressione più nobile nella coniugazione di innovazione e radici, alla altrettanto verità di un mondo, lì fuori, che è pronto ad accogliere così tanta eccellenza.

Catapultato in una location a circa 700 metri s.l.m. con intorno le alte cime dei Monti Lattari, nel versante sud la splendida vista della Costa Amalfitana e, in lontananza, la punta dell’isola di Capri con i suoi faraglioni: benvenuto ad Agerola.

Campania Stories. Agerola

Il suo nome deriva da “ager”, termine latino che significa campo. E uno dei campus, tipica conformazione paesaggistica, è stata la sede di questa manifestazione edizione 2021: Campus “Principe di Napoli”.

La struttura imponente, tipica del “ventennio”, ex colonia montana ristrutturata e adibita in parte ad Hotel, in parte a Scuola formativa di Alta Cucina (con insegnante il Gran Maestro Heinz Beck, 3 stelle Michelin, 5 forchette rosse, Five Star Diamond Award), in parte ad ospitalità e corsi universitari in Scienze Turistiche ed Economiche collegate all’università Telematica Pegaso. Insomma il luogo ideale per immergerci nel mondo del vino campano,  in una ineccepibile location che ogni assaggiatore auspica, desidera, spera, per la quiete, silenzio, necessari alla concentrazione.

Campania Stories. Campus Principe di Napoli

Più che indicare le province di provenienza dei vini  preferisco citare le Aree viticole e le denominazioni che non conoscono confini politici ma uniscono territori affini. L’Alto Casertano, le Colline Terre del Volturno, il Sannio, l’Irpinia, i Campi Flegrei e le Isole dell’Arcipelago Campano, l’Area del Vulcano (Vesuvio), la Penisola Sorrentina, la Costiera Amalfitana, i Colli Salernitani e Picentini ed infine il Cilento.

Campania Stories

Ben 19 Dop (Denominazione di Origine Protetta, la nuova denominazione in linea con le indicazioni della UE, la vecchia Doc) e 10 Igp (Indicazione geografica Protetta, la vecchia Igt). Aree viticole completamente diverse tra loro dal punto di vista orografico, varietale e pedoclimatico.

“Sgrondiamo” il territorio campano dalle distinzioni burocratiche e legislative dando spazio ai vitigni e ai vini che l’Uomo riesce ad allevare e produrre.

In questa precisa ottica sono stati serviti ben 300 campioni suddivisi per tipologie: spumanti, frizzanti, monovarietali e assemblaggi da uve nere e bianche. Gran finale con un Liquore di Vino aromatizzato da uve nere.

Le annate?

Principalmente le ultime tre: 2020, 2019 e 2018. Non sono mancati campioni 2017, 2016, 2015, 2014. Anche qualche 2013, 2012 e due solitari 2009 e 2008. Il tutto per dimostrare che alcuni bianchi (Greco di Tufo) e soprattutto i rossi (Taurasi in primis, non per nulla viene chiamato il Barolo del Sud)hanno capacità d’invecchiamento sorprendenti.

Campania Stories. L’inaugurazione

Nell’esaminare le vendemmie e leggere le informazioni date dall’organizzazione sulle stesse, mi sono venute in mente le osservazioni recenti di Riccardo Cotarella, l’enologo italiano più famoso: “La Vendemmia? Il clima certamente influenza, ma chi è stato bravo in vigna vince” e del Professor Attilio Scienza, luminare dell’Università di Milano: “Parlare di qualità di vendemmia è un mero esercizio retorico”. Quanta verità in queste due affermazioni.

Riportare tutti i giudizi dei 300 campioni è impresa ardua e difficile. Credo che il lettore sia più interessato ad indicazioni dei vini che hanno lasciato quelle note interessanti meritevoli di annotazione. Fermo restando che sono disponibile a fornire la valutazione dei singoli vini risultanti dagli elenchi che possono essere scaricati dal sito web dell’Organizzazione  www.miriadeweb.it

I grandi nomi conosciuti tra i produttori come Feudi di San Gregorio , Marisa Cuomo,  Porto di Mola, Villa Matilde Avallone, Solopaca, La Fortezza, La Guardiense, San Salvatore, Viticoltori De Conciliis hanno presentato vini, sia bianchi che rossi, riconfermando la loro appartenenza all’élite campana (eccellenza).

Questi si sono distinti particolarmente:

Feudi di San Gregorio con Fiano di Avellino Dop Morandi 2019 e i Greco di Tufo Dop Cutizzi 2020, Chianchetelle 2019, Nassano 2019;

– Marisa Cuomo , Costa d’Amalfi Furore Bianco Dop Fiorduva 2019;

– Villa Matilde Avallone Falerno del Massiccio Bianco Dop Vigna Caracci 2017;

– Feudi di San Gregorio, Taurasi Riserva Piano di Montevergine 2015;

– Marisa Cuomo Ravello Rosso Riserva 2017;

– Villa Matilda Avallone Roccamonfina Rosso Igp Cecubo 2015 e il Taurasi Fusonero 2016.

Coinvolgenti, affascinanti e attraenti alcuni medi e piccoli a meritare il gradino più alto: l’eccellenza (votazione da 90 punti a crescere).

Campania Stories. I Bianchi

VINI BIANCHI

– Fattoria La Rivolta Sannio Coda di Volpe Dop 2020;

– Sorrentino Vini Vesuvio Lacryma Christi Bianco Superiore Dop Vigna Lapillo 2019;

– Tenuta San Francesco Costa d’Amalfi Bianco Dop Per Eva 2018;

– Alois Terre del Volturno Pallagrello Bianco Igp Morrone 2019;

– Fontanavecchia Falanghina del Sannio Taburno Dop 2020;

– La Sibilla Campi Flegrei Falanghina Dop Cruna Delago 2019;

– Astroni  Campania Falanghina Igp Strione 2015;

– Luigi Maffini Cilento Fiano Dop Ktatos 2020;

– Vuolo Colli di Salerno Fiano Igp;

– Tenuta Cavalier Pepe Fiano di Avellino Dop Refiano 2020;

– Rocca del Principe Fiano di Avellino Dop 2019;

– Vigne Guadagno Fiano di Avellino Dop Contrada Sant’Aniello 2016;

– Ferrara Benito, Greco di Tufo Dop Vigna Cicogna 2020;

– Petilia Greco di Tufo Dop 4 20 QuattroVenti 2017;

– Di Meo Greco di Tufo Riserva Dop Vittorio 2008.

Campania Stories. I Rossi

VINI ROSSI

– Mustilli Sannio Piedirosso Dop Piedirosso 2019;

– Casa Setaro Lacryma Christi del Vesuvio Riserva Dop Don Vincenzo 2017;

– Il Casolare Divino Terre del Volturno Pallagrello Nero Igp Tralice 2018;

– Tenuta San Francesco Costa d’Amalfi Tramonti Rosso Riserva Dop Quattro Spine 2016;

– Fattoria La Rivolta Aglianico del Taburno Dop 2017;

– Ocone Aglianico del Taburno Dop Diomede 2016;

– Fontanavecchia Aglianico del Taburno Riserva Dop Grave Mora 2012;

– I Capitani Irpinia Campi Taurasini Dop Jumara 2019;

– I Capitani Taurasi Dop Bosco Faiano 2017;

– San Paolo Taurasi Dop 2016;

– Tenuta Scuotto Taurasi Dop 2015;

– Di Prisco Taurasi Dop 2015;

– Tenuta Cavalier Pepe Taurasi Riserva Dop La Loggia del Cavaliere 2014;

– Vesevo Taurasi Dop Vesevo Ensis 2013;

– Petra Marzia Taurasi Riserva Dop Parlami 2012;

– Perillo Taurasi Riserva Dop 2009.

Meritano particolare menzione i vini rossi della zona Colli Salernitani, Picentini e del Cilento compresa la zona di Paestum.  Tra essi le aziende Tempa di Zoe’, Tenuta Macellaro, Luigi Maffini, San Salvatore 1988.

Senza dimenticare piccole enclave che si sono presentate timidamente alla ribalta come dire ”ci siamo anche noi”, eredi di quella viticoltura di tradizione che è riuscita a conservare vitigni quasi scomparsi: Vestini di Campagnano con Casavecchia di Pontelatone Riserva Dop 2017( grande rosso) e Alois Casavecchia di Pontelatone Riserva Dop Trebulanum 2017.

Campania Stories

Originale Fontanavecchia Taburno Falanghina del Sannio, vendemmia tardiva Libero 2015 con un affinamento in barrique per 4 mesi. Un po’ come dire “famolo strano”, decisamente esclusivo.

Infine non poteva mancare qualcosa di “dolce”. A rappresentare questa categoria è sta l’azienda irpina De Beaumont con il suo Don Fa’, vino liquoroso aromatizzato a base di aglianico e barbera campana (età di alcuni vigneti ben 150 anni, piede franco) con aggiunta di foglie di amarena. Unico e sublime.

Non ho parlato ne di spumanti ne di rosati. A parte qualche eccezione come Metodo Classico extra brut Mata Bianco Villa Matilde Avallone vendemmia 2012, vitigno falanghina, con tirage di oltre 60 mesi, sboccatura 2019 e un rosé San Salvatore 1988 Paestum Rosato Igp Vetere Extreme vendemmia 2020, da aglianico 100% passato per il 50% in barriques, tutti gli altri presentati, a mio avviso, devono migliorare e di molto.

A margine dell’evento si è parlato già dell’edizione 2022 di Campania Stories. Pronti ad individuare una nuova location che non può essere inferiore al Campus “Principe di Napoli”. Il Corriere del Vino ci sarà. Parola di Eretico.

Urano Cupisti