«La nostra famiglia arriva nel 1939 quando mio nonno Italo e il fratello Mario investono in agricoltura e acquistano “Badia di Morrona”».
Filippo Gaslini Alberti inizia con queste parole il racconto di quando la sua famiglia di antiche, intraprendenti e nobili origini genovesi, decise di comperare Badia di Morrona, tenuta storica che sorge a Terricciola, nelle Terre di Pisa a a due passi dal mare. Seicento ettari di terreno in cui boschi di cipressi, vigneti e terre di campagna fanno da cornice ad una storica abbazia del I millennio e, all’interno del complesso, una chiesa datata 1089.

Fu un centro religioso dei monaci camaldolesi e poi benedettini, molto importante e nel 1482 divenne residenza estiva del Vescovo di Volterra.
La città di Cecina e il mare a trenta chilometri in linea d’aria e un bellissimo paesaggio che si domina dalle colline. Una Toscana forse meno conosciuta dei celebri pendii di altre zone vinicole, ma ricca di meraviglie tutte da scoprire.
Alla fine dell’800 è una famiglia di Livorno, i Canessa, a possedere l’abbazia. Due figlie che non andavano d’accordo e che dividono in due la proprietà innalzando un muro nel mezzo del cortile. Due aziende gemelle con 45 ettari circa. Il tutto riunificato dalla famiglia Gaslini Alberti all’inizio degli anni Ottanta.

«La passione di mio padre – prosegue Filippo – ha fatto crescere l’azienda fino agli attuali seicento ettari di cui cento a vigneto, quaranta a uliveto e 220 di seminativo con riserva di caccia. Un impianto fotovoltaico con il quale produciamo e vendiamo anche energia. E un frantoio che usiamo anche in conto terzi».
Grande determinazione quella che si legge nel volto di Filippo, terza generazione di famiglia e altrettanto positiva e di grande energia ciò che si percepisce parlando con la quarta generazione, in questo caso Francesca e Lorenzo, insieme a Nicolò.
Bello vedere che la famiglia sceglie di stare insieme, di dedicarsi all’azienda e al bene comune, che i giovani, dopo studi differenti e voglia di scoprire il mondo, si rendono conto di quanto sia prezioso far crescere e conservare il valore della agricoltura e della terra, che, grazie al lavoro delle donne e degli uomini, regala tesori preziosi come il vino, l’olio e molto altro.

A Badia di Morrona il Sangiovese è protagonista con 57 ettari di vigneti iscritti all’Albo del Chianti. Per il resto troviamo Vermentino, Chardonnay, Viognier, Merlot, Syrah, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. Da questo ventaglio di vigne nasce una collezione molto articolata, dove brillano etichette di pregio come i cru “Vignaalta” e “N’Antia”, rispettivamente Sangiovese e cuvée bordolese, e “Taneto” interprete del Syrah di Badia di Morrona.
I Chianti “i Sodi del Paretaio” nelle versioni annata e Riserva, sono gli ambasciatori della denominazione del territorio. La preziosa parte enologica viene seguita dall’enologo Adolfo Benvenuti e quella agronomica dal dottor Claudio Manzani.
L’offerta si completa con una preziosa ospitalità̀. La tenuta è, infatti, punteggiata da grandi casali restaurati che si offrono come punto di partenza per esplorare una Toscana tanto raffinata quanto affascinante. Luoghi dove il relax è garantito da un’atmosfera di campagna elegante e informale al tempo stesso.
Un po’ di spesa al negozio del paese, tavola sotto il pergolato e un calice di Vignaalta. Basta poco per essere felici.
Andrea Radic




















