C’è un punto preciso, nelle campagne bianche di Ostuni, in cui il vino smette di essere esercizio enologico e torna a essere atto culturale. Amalberga si colloca esattamente lì: in quello spazio sottile dove la tecnica non sovrasta il territorio, ma lo accompagna, lo interpreta, lo lascia parlare.
Il progetto nasce da una visione chiara e, per certi versi, controcorrente: non inseguire modelli, ma ricostruire un’identità. In una denominazione, la DOC Ostuni, rimasta per decenni ai margini del racconto vitivinicolo pugliese, Amalberga si pone come agente attivo di riscoperta, lavorando su vitigni autoctoni e su un patrimonio agricolo che affonda le radici in vigne vecchie, spesso dimenticate.

In cantina
Ma è in cantina che questa visione prende forma concreta. L’approccio è dichiaratamente non invasivo: diraspature soffici, movimentazioni delicate, gestione del mosto sottovuoto e chiarifiche statiche essenziali. La vinificazione diventa un processo di sottrazione, non di addizione. I bianchi e i rosati fermentano lentamente, anche per un mese, a temperature controllate tra i 15 e i 17 gradi, mentre la scelta di lieviti neutri conferma una volontà precisa: esaltare il vitigno, non interpretarlo.
Interessante, in questo senso, è anche la gestione della materia prima già in vigna, con raccolte scalari che costruiscono il vino per stratificazione: prima l’acidità, poi la maturità piena, infine leggere surmaturazioni. Ne derivano vini che non cercano la perfezione tecnica, ma una complessità dinamica, coerente con il paesaggio mediterraneo da cui provengono.

Il risultato è una gamma sorprendentemente centrata. Il Negroamaro rosato 2024 colpisce per eleganza e tensione salina, mentre il Primitivo 2023 si muove su un registro più affilato che potente, quasi a voler riscrivere il paradigma del vitigno. Ma sono soprattutto le interpretazioni meno scontate a segnare il passo: l’Ottavianello “Stùne” Ostuni DOC, fine e preciso, e il Susumaniello, che trova nei capasoni una profondità mediterranea autentica, lontana da qualsiasi sovrastruttura.
In questo contesto, anche scelte apparentemente marginali – come l’utilizzo dei capasoni smaltati o la separazione rigorosa delle masse fino al vino finito – diventano dichiarazioni di metodo. Non c’è fretta di arrivare al risultato: il taglio avviene solo alla fine, quando ogni singolo vino ha completato il proprio percorso.
Amalberga è, a tutti gli effetti, una piccola azienda – circa 20 ettari, 80mila bottiglie – ma con una visione sorprendentemente ampia. Due sedi produttive, tra Ostuni e Manduria, e un progetto iniziato nel 2016 che trova solo nel 2023 la sua piena espressione produttiva, dopo anni di costruzione silenziosa.

Ciò che emerge con forza è una consapevolezza rara: non esiste un’unica strada, soprattutto in territori ancora da definire. Essere “precursori”, in questo caso, significa assumersi il rischio della libertà. E forse è proprio questo il tratto più interessante di Amalberga: non voler dimostrare qualcosa, ma provare a costruirlo.
In un panorama spesso omologato, Ostuni torna così a essere laboratorio. E Amalberga, più che un’azienda, appare come un metodo: quello di chi ha scelto di partire dalla terra, per arrivare – con misura – al vino.

La degustazione
Spumante Negroamaro (metodo classico)
Naso profondo e ben definito. Bocca dinamica, sostenuta da una bolla fine e una buona freschezza. Affinamento di 12 mesi sui lieviti. Produzione in crescita (magnum dal 2023). Punteggio: 91
Negroamaro Rosato Salento IGP 2024
Naso elegante, con note di cipria e sfumature agrumate. Bocca fresca, di grande bevibilità, con ritorni limonosi e una chiusura sapida. Prezzo: €12. Produzione: 8.000 bottiglie. Punteggio: 93
CIO CIO – Vino da Tavola (uvaggio)
Vino estremamente divertente, di grande immediatezza e piacevolezza. Gustoso, centrato sulla beva. Uno di quei vini che colpiscono per spontaneità. Prezzo: €8. Produzione: 7.000 bottiglie. Punteggio: 93
STÙNE – Ottavianello Ostuni DOC 2024
Precisione olfattiva, con frutto elegante, spezie e fiori. Bocca delicata, ben costruita, con un bel centro bocca. Persistenza su note floreali (viola) e tannino ben integrato. Produzione: 4.000 bottiglie. Punteggio: 95

Susumaniello Valle d’Itria IGP 2024
Naso elegante ed espressivo, con frutto mediterraneo mai eccessivo. Bocca sapida e dinamica, ben equilibrata. Prezzo: €14. Produzione: 4.000 bottiglie. Punteggio: 93
Primitivo Salento IGP 2023
Leggera nota affumicata, accompagnata da sentori di viola e frutta matura. Bocca fresca e dinamica, con profilo affilato. Prezzo: €14. Produzione: 2.000 bottiglie. Punteggio: 93
Susumaniello (da botte, capasoni) 2024
Vino importante, profondo e di grande lunghezza. Profilo mediterraneo, con spiccata sapidità. Uscirà con etichetta dedicata. Prezzo stimato: €25. Produzione: 1.300 bottiglie. Punteggio: 95
SALENTO IGP Negroamaro “Giada”
Vino potente e aromatico, con trama tannica gradevole. Progressione gustativa continua, con note di grafite e speziatura piccante. Prezzo: €25. Punteggio: 97

STÙNE – Ostuni Bianco DOC 2023 (Francavilla, Impigno)
Naso elegante. Bocca sapida, vibrante, con grip e buona lunghezza. Punteggio: 93
IGP Puglia Francavilla 2024
Vino dichiaratamente gastronomico, preciso e di carattere. Piacevole ma con struttura e identità.Prezzo: €25. Produzione: 2.000 bottiglie. Punteggio: 94
Verdeca Valle d’Itria IGP 2024
Profilo complesso, con spettro olfattivo ampio. Vino ricco e strutturato, con buona lunghezza. Finale con leggera nota affumicata, distintiva. Punteggio: 93
Riccardo Gabriele




















