wine paris 2026

Si è da poco conclusa l’edizione 2026 del Wine Paris che ha visto protagoniste oltre 6500 cantine di cui 1350 proveniente dall’Italia. Numeri importanti per una fiera che sta crescendo in maniera molto evidente ed andando a occupare il posto – così sembra – del Prowein come riferimento internazionale per il mondo del vino (posto il taglio orientato all’Italia del nostro vino Vinitaly).

Sicuramente Parigi ha molti vantaggi. Tre aeroporti, mezzi pubblici che funzionano, hotel e ristoranti che non moltiplicano prezzi perché la città assorba con grande tranquillità la presenza del mondo del vino. Insomma, Parigi è Parigi. Ma… avendo avuto modo di parlare con molti produttori (non escludendo quelli del padiglione 2.1, particolarmente delusi per la collocazione) ho avuto modo di comprendere l’andamento commerciale della stessa (fonte primaria di interesse per le aziende).

Il punto nodale resta la capacità di avere e creare contatti. Il servizio di matching è andato abbastanza bene (qualche appuntamento saltato, qualche rincorsa agli operatori) ed ha offerto nuove opportunità di contatti e scambi. Diversi produttori hanno trovato nuovi clienti ed avuto ordini. Alcuni, invece, hanno faticato di più.

Certo, si deve dimenticare di vedersi arrivare per caso un nuovo contatto. Una cosa orami rara e sulla quale non è possibile puntare per una strategia commerciale sensata. Sicuramente emerge la necessità di verificare anche le opportunità di nuovi mercati che possano aprire spazi per collaborazioni interessanti e che vadano a gravare meno su zone sature (come Usa) che sono sempre però un grande mercato da seguire anche con nuove strategie.

La domanda, dunque, su quanto possa valere essere presenti a Parigi si può ribaltare verso una più semplice: come organizzarla al meglio?

Un’analisi preventiva su nuove aree, interessi degli importatori; un materiale preciso diretto che possa chiarire esattamente le opportunità di un vino piuttosto che un altro, sono sicuramente strumenti da utilizzare maggiormente.

Possono sembrare banalità, ma sono le basi essenziali per rendere efficace una presenza in fiera, che sia Parigi o Verona.

Riccardo Gabriele