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Vinovagando nella Champagne

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Chavot-Courcourt un borgo che sa di vino, effervescente. (Parte seconda)

Il cammino da Ėpernay a Chavot-Courcourt, 394 abitanti per un borgo “che sa di vino, effervescente”, è breve.  Attraversa la fascia di territorio che corre lungo il lento defluire delle acque della Marne e del suo canale adiacente. Non ci sono vigne lungo il percorso. Le incontro a pochi chilometri dal paesino. Di lì in avanti, verso Sud, inizia la Côte Blanche, sono a due passi da Avize. Curve docili e un rettilineo in salita prima di immettersi nell’abitato. La “rue” che cerco è importante, porta il nome di un famoso generale francese (forse oggi il nome è più importante per una serie di Supermarket presenti anche in Italia) Philippe François Marie Leclerc de Hauteclocque. La Maison che cerco è Diogène Tissier & Fils.

Una piccola azienda altamente tradizionale che produce vini in stile di grande generosità e senza compromessi. La stretta aderenza ai metodi tradizionali dà champagne pieni, ricchi con ottimo rapporto qualità-prezzo. Nathalie e Vincent mi ricevono con la cordialità tipica dei récoltants di queste parti. Ricordiamo insieme il nostro primo incontro al Vinexpo di Bordeaux e la successiva loro presenza in Italia, a Seravezza, durante “Calici sotto le Stelle 2014”.

Vincent, ultimo figlio di Diogène, precisa che prima di essere un recoltant è un viticulter perché “si ottiene un ottimo champagne se si parte dall’amore e attenzione nei vignobles (vigneti)”. Una rigorosa selezione di uve Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier, provenienti da proprietà nella Côte Blanche, Côte de Sézanne e nell’Aube per poi proseguire tutte le fasi della produzione nella cantina di Chavot-Courcourt.

La pressatura tradizionale (più di 40 vendemmie da vigne diverse) permette di avere un succo molto chiaro, lasciando esprimere la mineralità del terreno. Vinificazione in tini inox. Il legno solo per un prodotto (Cuvée 17). Remuage tradizionale solo per i formati Magnum; per il resto i moderni gyropallets. Particolare attenzione per la liquer d’expedition usata con moderazione  per evidenziare ulteriormente i sapori del vino.

Assaggio circa 17 champagne diversi, frutto di selezioni differenti tra loro. Riporto le note di degustazione dei miei preferiti.

  • Extra Brut: 80% Chardonnay e 20% Pinot Noir. Il residuo di 4 gr/lt lo rende meno spigoloso, la predominanza di chardonnay più saudente. Una “bella” freschezza, le note di boulangerie che lasciano spazio piano piano, lentamente al floreale e fruttato. La carbonica fine accarezza il palato perdendosi in una lunga persistenza. Un extra-brut diverso, beverino, che delizia il palato. Voto Vinovagando nella Champagne
  • Carte Blanche: 50% Chardonnay, 30% Pinot Noir, 20% Pinot Meunier. Il tradizionale della Maison. Lo champagne che non finiresti mai di sorseggiare, bere. Da tutto pasto, piacevole, gradevole, delizioso. Un blend seducente. Voto Vinovagando nella Champagne
  • Carte Noire: l’espressione del Pinot Meunier presente al 70% con 30% di Chardonnay. La morbidezza nella morbidezza. Caldo,  appagante, compiacente. Per gli amanti del Pinot Meunier; uno champagne decisamente diverso. Voto Vinovagando nella Champagne
  • Saveur de Juliette: dedicato alla madre. 70% Pinot Meunier e 30% Pinot Noir. Un blanc de noirs dove si è voluto ricercare la morbidezza sull’austerità. Dalle migliori uve per una dedica speciale. Ė la rotondità e la finezza del perlage a renderlo eccelso, nobile. Voto Vinovagando nella Champagne
  • Cuvée Millésime 17 : Chardonnay 50%, Pinot Noir 25% e Pinot Meunier 25%. Naso molto complesso di pane tostato, di brioche ma anche di fiori bianchi e miele d’acacia. Bocca ampia e fresca con ritorni fruttati, perlage fine e lunga persistenza. Insomma un campione. Champagne d’exception. Voto Vinovagando nella Champagne

Diogène Tissier, ovvero Tradizione e Convivialità. Appunto, convivialità. Quindi come non finire con ripetuti flûte di Ratafia, ottenuto da mosto con aggiunta di eau de vie champenoise? E magari deliziandoci con i bisquits rosé di Reims? Che vitaccia fare il degustatore!

Urano Cupisti